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Intervista — Los Angeles, 30 dicembre 1968

Prabhupāda: La mia autorità è la letteratura Vedica, sì. Troverai la Bhagavad-gītā… Hai visto il nostro libro ‘La Bhagavad-gītā’?
Giornalista: Sì. L’abbiamo in ufficio. L’ho vista.
Prabhupāda: Ci sono descrizioni di queste cose. C’è la descrizione di un’altra natura, che si chiama natura spirituale. La natura materiale è questo cielo, fin dove riesci a vedere; questo è un universo. Ci sono milioni di universi simili. E l’insieme di tutti questi è il cielo materiale. E oltre a questo c’è il cielo spirituale, che è molto, molto più grande di questo. E ci sono i pianeti spirituali. Queste informazioni le otteniamo dalla Bhagavad-gītā, che dire di altri testi Vedici. La Bhagavad-gītā viene letta tutti i giorni praticamente in tutto il mondo, ma non viene capita. Diventano semplicemente studenti della Bhagavad-gītā, o semplicemente pensano erroneamente: “Io sono Dio”. Tutto qua. Ma non prendono alcuna informazione particolare. C’è un verso nell’ottavo Capitolo: paras tasmāt tu bhāvo ‘nyo ‘vyakto ‘vyaktāt sanātanaḥ (BG 8.20), “C’è un’altra natura, al di là di questa natura materiale, che è eterna. Questa natura viene ad esistere e poi viene nuovamente annientata, dissolta. Ma l’altra natura è eterna.” Esistono queste due cose; e in modo simile anche là ci sono pianeti, anch’essi eterni. Là anche gli esseri viventi sono eterni, ed è chiamata sanātana. Sanātana significa eterno, senza fine, senza alcun principio. Ma in questa nostra natura questo corpo ha un inizio e una fine, e analogamente questa natura cosmica ha un inizio e una fine. Così il nostro Movimento per la Coscienza di Krishna è ciò che trasferisce il nostro sé in quella natura, la natura eterna.
Giornalista: Che è la ricerca dell’uomo.
Prabhupāda: Sì. Questa è la ricerca. Ognuno sta cercando di essere felice perché questa è la prerogativa di ogni essere vivente. E’ la sua natura essere felice, ma non sa come diventare felice. Sta cercando di diventare felice dove esistono quattro condizioni miserabili: vale a dire la nascita, la morte, la malattia e la vecchiaia. Molti scienziati stanno cercando di diventare felici, di rendere felici le persone; ma quale scienziato ha provato a fermare la morte, fermare la vecchiaia, fermare la malattia? Qualche scienziato c’ha provato? E allora questo cos’è? Perché non tengono conto del fatto che —Stiamo facendo tanti miglioramenti, ma quale miglioramento abbiamo fatto con queste quattro cose? Non ne hanno fatto; e tuttavia sono molto orgogliosi, avanzati nel campo dell’istruzione, della scienza. Ma le quattro condizioni infelici primarie restano come sono. Ci può essere il progresso della scienza medica, ma non c’è medicina che possa vantare: “Non c’è più malattia!” C’è qualche medicina? Qual è quindi il progresso? Piuttosto, le malattie sono in aumento in forme diverse. Hanno inventato l’arma nucleare. Per cosa? Per uccidere. Ma avete inventato qualcosa in modo che altri uomini non muoiano più? Questo è il merito. L’uomo sta morendo in ogni momento, e avete inventato qualcosa per accelerare la morte. Tutto qua. È realmente un merito? Quindi non c’è soluzione alla morte. Stanno cercando di fermare il sovrappopolamento. Ma dove è la soluzione? Ogni minuto ci si incrementa di tre persone. Questa è la statistica. Quindi non esiste una soluzione per la nascita, non esiste una soluzione per la morte, non esiste una soluzione per la malattia e non esiste una soluzione per la vecchiaia. C’è stato un grande scienziato, il professor Einstein, anche lui morto di vecchiaia. Perché non si impedice di fermare la vecchiaia? Ognuno sta cercando di rimanere giovane. Dov’è questo metodo? A loro non importa come risolvere ciò perché questo è al di là dei loro mezzi. Stanno solo proponendo un imbroglio. A loro non importa quello che è il vero problema e come risolverlo. A loro non importa di ciò. Ma c’è un Movimento, la coscienza di Krishna; la vera soluzione a tutti i problemi, se la gente lo prende sul serio. Sì. E il tutto è descritto nella Bhagavad-gītā. Lasciate che cerchino di capirla; a fare almeno un esperimento. Perché sono così tanto indifferenti e continuano a modo loro?

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