Jan 082017
 

Bhagavad-Gita 6.2-5 — Los Angeles, 14 febbraio 1969

Devoto: Verso 5, “L’uomo deve usare la propria mente per elevarsi, non per degradarsi. La mente può essere amica dell’anima condizionata come può esserle nemica.(BG 6.5).”
SPIEGAZIONE: “La parola ātmā designa, secondo il contesto, il corpo, la mente o l’anima. Nella pratica dello yoga, la mente e l’anima condizionata sono particolarmente importanti. Poiché la mente è il centro d’interesse nella pratica dello yoga, il termine ātmā si riferisce qui alla mente. Lo scopo dello yoga è quello di dominare la mente e impedirle di attaccarsi agli oggetti dei sensi. Si sottolinea che la mente deve essere educata in modo da poter liberare l’anima condizionata dal pantano dell’ignoranza.”
Prabhupāda: Lo yoga in otto fasi, l’aṣṭāṅga-yoga -dhyāna, dhāraṇā…- è pensato per il controllo della mente. A meno che non si controlli la mente… All’inizio si dice un uomo deve elevarsi con la propria mente. La mente è il guidatore e il corpo è il carro, o l’auto. Quindi, proprio come se chiedete al vostro autista: “Gentilmente, portatemi al tempio della Coscienza di Krishna”. L’autista vi porterà qui. E se si chiede al guidatore: “Vi prego, entrare in quella liquoreria”, lui vi porterà lì. Il compito del conducente è quello di guidarvi dove volete. Allo stesso modo, la vostra mente è il conducente se è possibile controllarla, ma se il conducente prende la patente per portarvi ovunque lui desideri, allora siete finiti; il conducente è vostro nemico. Ma se il vostro autista agisce su vostro ordine, allora è vostro amico. In realtà il metodo dello yoga consiste nel controllare la mente in modo tale che agirà come vostra amica e non come vostra nemica. In realtà la mente agisce per me perché ho un poco di indipendenza; poiché sono parte integrante del Supremo che ha piena indipendenza, allora io ho un poco di indipendenza. La mente controlla tale indipendenza. Se la mente dice: “Va bene, andiamo al tempio della coscienza di Krishna”, o se la mente dice: “Cos’è questa sciocchezza di Krishna, andiamo in qualche club”. Quindi la mente vi sta guidando. Per questo il nostro Movimento per la Coscienza di Krishna è per fissare la mente in Krishna e nient’altro, così che non possa che agire da amica, senza intenzione di concedervi nessun altro luogo. Appena Krishna è situato nella mente è proprio come non appena ci sia il sole; col sole nel cielo non vi è spazio per l’oscurità. Non c’è alcuna possibilità. L’oscurità non arriverà mai davanti al sole. Allo stesso modo, Krishna è come sole. Tenete Krishna nella mente e māyā, l’oscurità, non sarà mai in grado di arrivare. Questo è il metodo yoga di prima classe, questa è la perfezione del metodo dello yoga. Uno la cui mente è così forte da non permettere a qualsiasi sciocchezza di entrare come può fallire? La mente è forte, il conducente è forte; non può portarvi da nessuna parte a meno che voi non lo desideriate. E l’intero metodo yoga intende rendere la mente forte, senza deviare dal Supremo. Questa è la perfezione del metodo yoga. Sa vai manaḥ kṛṣṇa-padāravindayoḥ (SB 9.4.18). Uno dovrebbe fissare la propria mente solo su Krishna, come Ambarīṣa Mahārāja fece con la sua. Ci fu una lotta tra il grande aṣṭāṅga-yogī Durvāsā Muni e Mahārāja Ambarīṣa, un re, un capofamiglia, uno che maneggia denaro, un padrone di casa che deve tener conto dei soldi. Insomma un re, egli era in realtà un re. Durvāsā Muni, che era un grande yogī, era invidioso di questo re. —”Chi è costui? Io sono un grande yogī, posso viaggiare nello spazio, e quest’uomo è un re ordinario, non può mostrare gli incantesimi dello yoga e tuttavia la gente onora di più lui. Perché? Gli insegnerò una lezione.” Così litigò con il re; è una lunga storia, racconterò un altro giorno di come infine è stato sconfitto e fu indirizzato da Nārāyaṇa a prendere rifugio ai piedi del re Mahārāja Ambarīṣa. Nel nostro esempio delle Scritture autorevoli vediamo che egli teneva solamente Krishna nella propria mente e sconfisse il più grande yogī. Durvāsā Muni era uno yogī così perfetto che in un solo anno viaggiò per tutto questo spazio materiale e oltre, fin nello spazio spirituale, arrivando direttamente al regno, alla dimora, di Dio, Vaikuṇṭha, e vide il Signore Supremo personalmente. Tuttavia fu ridotto a tornare e cadere ai piedi di Mahārāja Ambarīṣa. Ma Mahārāja Ambarīṣa, un comune re, pensava solamente a Krishna e nient’altro. Vedremo questa circostanza. Pertanto, la più alta perfezione dello yoga consiste nel controllare la mente, e potete controllare la mente molto facilmente se tenete i piedi di loto di Krishna dentro di voi, questo è tutto. Basta pensare a Krishna e siete vincitori, siete vittoriosi; diventate lo yogī più elevato perché, dopo tutto, la tecnica yoga è yoga indriya saṁyama. Yoga significa controllare i sensi, e superiore ai sensi è la mente; quindi, se controllate la mente i sensi sono controllati automaticamente. La vostra lingua vuole mangiare qualche sciocchezza, ma se la vostra mente è forte dice: “No, non lo puoi mangiare. Non si può mangiare nulla tranne kṛṣṇa-prasāda”, e così la lingua è controllata. I sensi sono controllati dalla mente, indriyāṇi parāṇy āhur indriyebhyaḥ paraṁ manaḥ (BG 3.42). Il mio corpo significa i sensi; quindi le mie azioni corrispondono all’attività dei sensi, questo è tutto. Ma superiore ai sensi è la mente e superiore alla mente è l’intelligenza, e superiore all’intelligenza è l’anima spirituale. Se uno è sul piano spirituale, alla piattaforma dell’anima, la sua intelligenza è spiritualizzata, la sua mente è spiritualizzata, i suoi sensi sono spiritualizzati, egli è spiritualizzato. Questo è il metodo della coscienza di Krishna. Perché in realtà è l’anima spirituale ad agire ma ha dato la sua procura a questa sciocca mente; si è addormentata. Ma quando è risvegliata, quando il maestro si risveglia il servitore non può fare nulla senza senso. Allo stesso modo se vi risvegliate alla coscienza di Krishna, la vostra intelligenza, la vostra mente, i vostri sensi non potranno agire insensatamente; devono accordarsi a essa. Questo è spiritualizzare, questo è ciò che si chiama purificazione.
Hṛṣīkeṇa hṛṣīkeśa-sevanaṁ bhaktir ucyate (CC Madhya 19.170) Bhakti significa agire spiritualmente. E come si può agire? Dovete agire con i vostri sensi, pertanto è necessario spiritualizzare i vostri sensi. Meditare, fermare l’azione, significa arrestare le sciocchezze; ma agire in coscienza di Krishna è trascendentale. Dovete fermare le vostri azioni dei sensi sciocche, ma ciò non è la perfezione. Bisogna agire bene, questa è la perfezione. Altrimenti, se non si allenano i sensi di agire bene, cadranno di nuovo in attività prive di senso. Quindi dobbiamo impegnare i sensi ad agire per Krishna così non vi è alcuna possibilità di caduta. Questa è la coscienza di Krishna.

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