Jul 162016
 

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Lettura dello Srimad Bhagavatan 3.28.1 — Honolulu, 1 giugno 1975

Quindi questa principessa, figlia di Manu, ha iniziato a servire Kardama Muni nello yoga-āśrama, che era una casetta, non c’era cibo buono, niente servitù, niente del genere. Così poco a poco, nonostante fosse molto bella, la figlia del re, divenne molto magra, esile allora Kardama Muni oncluse: “Suo padre me l’ha concessa e si sta deteriorando in salute e in bellezza. Quindi, come marito, devo fare qualcosa per lei”. Quindi, col potere dello yoga, costruì una grande città aerea. Questo è il potere dello yoga. Non il 747 (un aereo). Una grande città con laghi, giardini, servitù grandi, grandi palazzi, e il tutto fluttuante nel cielo; e le fece visitare tutti i vari pianeti questo è citato nel Quarto capitolo, lo si può leggere. Così, come uno yogi, lui la soddisfece sotto ogni aspetto. E poi lei volle dei figli. Così Kardama Muni generò in lei nove figlie e un figlio con la promessa che, non appena ottenuti i figli, allora se ne sarebbe andato via. Non aveva intenzione di vivere per sempre con lei. Così lei accettò. Così ebbe i figli, tra i quali questo Kapiladeva il figlio maschio. E quando fu cresciuto Egli le disse: “Mia cara madre, Mio ​​padre ha lasciato la casa. Vorrei anch’Io lasciare la casa. Se vuoi puoi apprendere qualcosa da Me, poi andrò via”. Quindi, prima di andare via, dà degli inegnamenti a Sua madre.
La disposizione di questa Devahuti è quella di una donna perfetta. Aveva ottenuto un buon padre, un buon marito, e un figlio eccellente. Così la donna ha tre tappe nella vita. L’uomo ha dieci tappe. Queste tre fasi significano che quando lei è più giovane, deve vivere sotto la protezione del padre. Proprio come Devahuti quando crebbe, da giovane, propose al padre di voler sposare quel gentiluomo, quello yogi. E il padre glielo offrì. Così, finché lei non fu sposata, rimase sotto la protezione del padre. E quando fu sposata lei rimase con il marito yogi e lei fu turbata in molti modi perché era una principessa, figlia del re e con questo yogi si trovava in una casetta, senza cibo, senza riparo, niente del genere. Ebbe da soffrire. Non disse mai: “Io sono la figlia del re. Sono cresciuta in condizioni così opulente di vita, e ora ho un marito che non mi può dare un grazioso appartamento, buon cibo. Divorzierò da lui”. No. Non lo fece mai. Non era quella la sua disposizione. “In ogni modo, di mio ​​marito, chiunque egli sia, poiché ho accettato quel gentiluomo come mio marito, guarderò ai suoi comfort e qualunque sia la sua posizione non mi importa”. Questo è il dovere della donna. Ma questa è la direttiva vedica. Al giorno d’oggi, non appena c’è una piccola discrepanza o disaccordo, subito il divorzio. Trovi un altro marito. No. Lei rimase. E poi ha ottenuto il bimbo più bello, la Persona di Dio, Kapila. Quindi queste sono le tre fasi cui la donna dovrebbe aspirare…Prima di tutto, con il proprio karma, prendere posto sotto un padre adeguato, e poi un adeguato marito, e poi produrre un bel bambino come Kapiladeva.

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