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Jul 302016
 

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Bhagavad-Gita 2.6 — Londra, 6 agosto 1973

Pradyumna: “Non sappiamo nemmeno cosa sia meglio, se vincerli o essere vinti da loro, i figli di Dhṛtarāṣṭra , e anche se li uccidessimo non avremmo interesse a vivere, e ora sono schierati davanti a noi in questa battaglia”.
Prabhupāda: Ci sono due gruppi, cugini e fratelli. Mahārāja Pāṇḍu ebbe cinque figli e Dhṛtarāṣṭra ne ha avuti cento. E’ una famiglia, la stessa famiglia, e loro sapevano che se altri, estranei alla famiglia, fossero venuti per attaccarli, loro, unendosi, sarebbero stati 105 fratelli a combattere. Ma quando ci fu battaglia tra loro, da un lato cento fratelli, dall’altro cinque fratelli. Poiché di famiglia kṣatriya , era inteso che avrebbero dovuto combattere. Anche per un loro matrimonio ci sarebbe stata battaglia. Senza combattimento, nessun matrimonio si compie in una famiglia kṣatriya. Krishna aveva 16.108 mogli, e quasi ogni volta ha dovuto combattere per ottenerle. Per lo kṣatriya, combattere, era un’attività sportiva. Così egli è perplesso se questo tipo di combattimento debba essere incoraggiato o no.
C’è un proverbio in Bengala, khābo ki khābo nā yadi khāo tu pauṣe. “Quando si è perplessi, se mangiare o non mangiare, meglio non mangiare” A volte capita, “Non ho molta fame, mangio o non mangio?” la miglior cosa è non mangiare, che non si mangi. Ma se si mangia, allora si può mangiare nel mese di dicembre, Pauṣa. Perché? Siamo in Bengala. In Bengala il clima è tropicale, ma quando è la stagione invernale, si consiglia “Se si mangia non è così dannoso perché sarà digerito”. Le notti sono molto lunghe, la stagione fredda, il potere digestivo è buono. Così, quando siamo confusi tra ‘fare o non fare’ jābo ki jābo nā yadi jāo tu śauce: “Quando si pensa, ‘vado o non vado?’ meglio non andare. Ma quando si tratta di rispondere al richiamo della natura, si deve andare. jābo ki jābo nā yadi jāu tu śauce khābo ki khābo nā yadi khāo tu pauṣe. Questo è un buon criterio. Allo stesso modo, Arjuna ora è perplesso, ‘combattere o non combattere?’ Dappertutto è così. Quando c’è dichiarazione di guerra tra i politici moderni, loro fanno considerazioni. Proprio come nell’ultima Seconda Guerra mondiale, quando Hitler si stava preparando per la guerra. Tutti sapevano che Hitler stava per vendicarsi perché nella Prima Guerra venne sconfitto. Così Hitler si stava nuovamente preparando. Un mio confratello, tedesco, venne in India nel 1933. In quel periodo ci informò che ci sarebbe stata la guerra. Hitler allestiva pesanti preparativi, ci sarebbe stata guerra. In quel periodo credo che nel vostro paese il Primo Ministro fosse Mr. Chamberlain. E andò a incontrare Hitler per fermare la guerra. Ma lui non voleva. Così allo stesso modo, in questa battaglia, all’ultimo momento, Krishna tentò di evitare la guerra. Propose a Duryodhana: “I tuoi cugini e fratelli sono kṣatriya e tu in qualche modo hai usurpato il loro regno, ma non importa ma loro sono kṣatriya, devono avere un mezzo di sostentamento quindi dai a questi cinque fratelli, cinque villaggi; fuori dall’impero mondiale intero, dai a loro cinque villaggi”. E lui: “No, non darò neanche un centimetro di terra senza combattere”. Pertanto, in tali condizioni, la battaglia ci sarebbe stata.

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