Oct 262016
 

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Londra, 21 agosto 1973

Negli śāstra si dice: janasya moho ‘yam ahaṁ mameti (SB 5.5.8). Questa filosofia di “io e mio” è un’illusione; questa illusione significa: māyā. māyā. Se si vuole uscire da questa illusione, māyā, allora dovete accettare la formula di Krishna: mām eva ye prapadyante māyām etāṁ taranti te. Nella Bhagavad-gītā tutto è per guidarci. Se accettiamo la filosofia della ‘Bhagavad-gītā così com’è’, lì c’è tutto; c’è la pace, la prosperità. Il fatto è che, purtroppo, noi non l’accettiamo. Questa è la nostra disgrazia. Oppure la interpretiamo male. Krishna dice nella Bhagavad-gītā: man-manā bhava mad-bhakto mad-yājī māṁ namaskuru (BG 18.65). Krishna dice: “Pensa sempre a Me”, man-manā bhava mad-bhakto; “Diventa mio devoto”, mad-yājī, “AdoraMi”. māṁ namaskuru, “E offrirMi i tuoi rispetti”. È un compito così difficile? Qui c’è la Divinità di Krishna. È così difficile pensare a questa Divinità, Rādhā-Kṛṣṇa? man-manā. Venite nel tempio e, proprio come un devoto, offrite il vostro rispetto alla Divinità, man-manā bhava mad-bhakto. Per quanto possibile cercare di adorare la Divinità, patraṁ puṣpaṁ phalaṁ toyaṁ yo me bhaktyā prayacchati (BG 9.26). Krishna non vuole tutte le vostre proprietà. Krishna è aperto all’uomo più povero per essere adorato. Cosa chiede? Egli dice: patraṁ puṣpaṁ phalaṁ toyaṁ yo me bhaktyā prayacchati, “Se una persona Mi offre con devozione una piccola foglia, un po’ di frutta, un po’ d’acqua, Io l’accetto.” Krsna non ha fame, ma Krishna vuole fare di te un devoto; Questo è il punto principale. yo me bhaktya prayacchati. Questo è il principio più importante. Offrite a Krishna qualche cosa. Krisna non ha fame; Krishna provvede al cibo di tutti: eko yo bahūnāṁ vidadhāti kāmān. Ma Krishna vuole il vostro amore, la vostra devozione. Perciò Egli implora un poco di patraṁ puṣpaṁ phalaṁ toyaṁ. man-manā bhava mad-bhakto. Non c’è nessuna difficoltà nel capire Krishna e ad accettare la coscienza di Krishna; ma non lo faremo, questa è la nostra malattia. Altrimenti, non è affatto difficile. E non appena si diventa devoto di Krishna, si comprende l’intera situazione. Anche la nostra filosofia, la filosofia Bhāgavata è comunismo, perché consideriamo Krishna il Padre supremo, e gli esseri viventi tutti figli di Krishna.
Krishna dice che Egli è il proprietario di tutti i pianeti, sarva-loka-maheśvaram (BG 5.29). Percui, tutto ciò che esiste sia in cielo che nell’acqua o in terra, sono tutte proprietà di Krishna. E poiché siamo tutti figli di Krishna, ognuno di noi quindi ha il diritto di utilizzare la proprietà del Padre. Ma non dobbiamo prevalere sugli altri: questa è la formula della pace. mā gṛdha kasya svidhanam īśāvāsyam idaṁ sarvam (ISO 1). Tutto appartiene a Dio. Voi siete figli di Dio. Avete il diritto di utilizzare la proprietà del padre, ma non di prendere più del necessario. Ciò è punibile. Queste cose sono indicate nello Śrīmad-Bhāgavatam. stena eva sa ucyate (BG 3.12): secondo la Bhagavad-gītā “Costui è un ladro”; se qualcuno prende più di cui ha bisogno allora è un ladro. yajñārthāt karmaṇo ‘nyatra loko ‘yaṁ karma-bandhanaḥ (BG 3.9). Se per la soddisfazione di Krishna… Yajña significa Krishna. Un altro nome di Krishna è Yajñeśvara. Quindi agite per Krishna, prendete prasāda di Krishna: questo è ciò che stiamo insegnando qui. In questo tempio risiedono Americani, Indiani, Inglesi, Canadesi, Africani, da diverse parti del mondo; lo sapete. Non solo in questo tempio, in tutto il mondo. Krishna è il beneficiario Supremo e Krishna è l’amico supremo di tutti. Quando si dimentica questo allora veniamo in questo mondo materiale e lottiamo per la sopravvivenza, lottiamo l’uno contro l’altro. Questa è la vita materiale. Non si può ottenere… Politici, diplomatici, filosofi, ci hanno provato così tanto; ma in realtà non c’è stato nulla di fruttuoso. Proprio come le Nazioni Unite; sono state organizzate dopo la Seconda guerra mondiale con l’intento di stabilire ogni cosa pacificamente, ma non è successo nulla del genere. I combattimenti continuano: tra Pakistan e India, tra il Vietnam e l’America, questo e quello. Non è quello il metodo, il metodo è la coscienza di Krishna. Tutti devono capire questo fatto: non siamo noi i proprietari, il proprietario è Krishna, la realà è questa. Proprio come l’America. Duecento anni fa gli americani, i migranti europei, non erano proprietari; qualcuno era proprietario. Prima di loro qualcuno era proprietario o era terra libera. Il proprietario effettivo è Krishna. Ma innanutaralmente sostenete: “E’ di mia proprietà!” janasya moho ‘yam ahaṁ mameti (SB 5.5.8). Questa si chiama māyā.

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