Feb 092017
 

Bhagavad Gita 6.30-34 — Los Angeles, 19 febbraio 1969

Viṣṇujana: Verso 32 “È uno yogī perfetto colui che in relazione a se stesso vede la vera uguaglianza di tutti gli esseri, felici o infelici, o Arjuna (BG 6.32).”
Prabhupāda: Questa è la visione universale. Non è che Dio sia situato nel vostro cuore e non nel cuore del gatto o nel cuore del cane o nel cuore della mucca; Egli è stuato nel cuore di tutti. Si dice sarva-bhūtānām; sarva-bhūta sta a indicare tutti gli esseri viventi. È situato nel cuore umano, nel cuore della formica, nel cuore del cane; Egli è situato cuore di tutti, ma i gatti e i cani non possono realizzarlo, questa è la differenza. Ma un essere umano, se ci prova, se segue il metodo yoga -il metodo sāṅkhya yoga, il metodo bhakti-yoga- è in grado di scoprirlo, è una prerogativa di questa forma di vita umana. E se manchiamo questa opportunità, se non cerchiamo, se non identifichiamo la nostra esistenza con il Signore, allora perdiamo l’opportunità. Dopo il processo evolutivo che passa attraverso le 8.400.000 specie di vita, se, una volta ottenuta questa forma di vita umana, perdiamo questa opportunità, chissà quanto soffriremo della perdita. Dovremmo essere consapevoli di questo. Non dobbiamo perdere questa opportunità. Avete ottenuto un bel corpo, un corpo dalla forma umana, intelligenza, e vita civilizzata; non siamo come gli animali, possiamo pensare in serenità, non dobbiamo lottare per l’esistenza come gli animali. Quindi dovremmo utilizzarlo, questo è l’insegnamento nella Bhagavad-gītā. Non perdete questa occasione, utilizzatelo correttamente. Prosegui.
Viṣṇujana: Verso 33, “Arjuna disse: O Madhusūdana, questo yoga che Tu hai brevemente descritto mi sembra impraticabile e insopportabile poiché la mente è agitata e instabile (BG 6.33).”
Prabhupāda: Ora, qui c’è la prova cruciale della pratica yoga: poter concentrare la propria mente sulla forma di Viṣṇu. È stato descritto in precedenza il procedimento e il modo in cui ci si deve sedere; si deve guardare così, bisogna vivere così, e tante altre cose che abbiamo già discusso. Ma Arjuna dice: “È molto difficile per me.” Dobbiamo comprendere questo punto. Egli dice: “O Madhusūdana, questo yoga che Tu hai brevemente descritto…” Questo metodo è chiamato aṣṭāṅga-yoga; aṣṭāṅga-yoga, otto parti diverse, yama, niyama… Prima di tutto controllare i sensi seguendo le norme, quindi praticare la postura seduta e poi esercitare il processo di respirazione; dopo, concentrare la propria mente e poi assorbirsi nella forma.
Ci sono otto sviluppi nell’aṣṭāṅga-yoga, e Arjuna dice: “Questa pratica dell’aṣṭāṅga-yoga è molto difficile.” Egli dice “Sembra impraticabile”, non ‘impraticabile’; per lui è come se fosse impraticabile. Se fosse impraticabile allora Krishna non l’avrebbe descritto e non si sarebbe preso così tanti disturbi. Non è impraticabile, ma appare tale. Una cosa può essere impraticabile per me, ma praticabile per voi; ma generalmente, questo metodo è impraticabile per l’uomo comune. Arjuna si presenta come un uomo comune nel senso che non era un mendicante, uno che ha rinunciato alla vita di famiglia, o che non ha alcuna connessione col problema del pane. Poiché lui era sul campo di battaglia a combattere per il regno, supponeva di essere un uomo ordinario. Per gli uomini comuni che sono impegnati in queste attività mondane come il guadagnarsi da vivere, la vita familiare, i figli, la moglie, e tanti altri problemi, non è praticabile. Questo è il punto. È praticabile per chi ha già rinunciato completamente a tutto, ritirato in un luogo sacro, come una montagna o in una grotta, da solo, senza il disturbo della gente. Dov’è la possibilità per l’uomo ordinario, per noi, specialmente in questa epoca? Dovuto a ciò, questa tecnica yoga non è praticabile; viene ammesso da Arjuna, che era un grande guerriero, una persona elevata appartenente alla famiglia reale e molto esperto di tante cose. Lui dice che è impraticabile. Cerchiamo di capire. E chi siamo noi in confronto ad Arjuna? Tentare questa tecnica per noi non è possibile, il fallimento è sicuro. Continua a leggere la spiegazione.
Viṣṇujana: “Il metodo mistico descritto da Krishna viene qui respinto da Arjuna…”
Prabhupāda: Sì, respinto da Arjuna.
Viṣṇujana: “…mosso da un sentimento di incapacità. Non è possibile per un uomo comune lasciare la casa e andare in un posto solitario, su una montagna o in una giungle a praticare lo yoga, in questa Era di Kali. L’epoca attuale è caratterizzata da un’aspra lotta per una vita di breve durata”.
Prabhupāda: Sì. Prima di tutto la durata della nostra vita è molto breve. Se si studiano le statistiche si può vedere i vostri antenati vissero per 100 anni o 80, 90 anni. Ora a 60 anni, 70 anni la gente muore, e a poco a poco si diminuirà. In questa Era la memoria, la durata della vita, la misericordia e molto altro, diminuiranno. Questo è il sintomo di questa Era.

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