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Jan 112017
 

Bhagavad-Gita 6.6-12 — Los Angeles, 15 febbraio 1968

Devoto: “Per praticare lo yoga si dovrebbe andare in un luogo appartato. (BG 6.11).”
Prabhupāda: Questa è la prescrizione di come praticare lo yoga. Nel vostro Paese la pratica dello yoga è molto popolare. Ci sono molte cosiddette società di yoga. Ma qui c’è la ricetta proposta dal Signore Supremo di come praticare lo yoga. Continua.
Tamāla Kṛṣṇa:(BG 6.11-12) “Occorre andare in un luogo appartato e preparare uno strato d’erba kuśa sul terreno, poi coprirlo con una pelle di daino e un panno di tessuto soffice. Il seggio non dev’essere né troppo alto né troppo basso e deve trovarsi in un luogo sacro. Lo yogi deve sedersi immobile e praticare lo yoga controllando la mente e i sensi, purificando il cuore e fissando la mente su un unico punto.”
Prabhupāda: La prima prescrizione è come sedersi e dove sedersi. La postura. È necessario selezionare un luogo dove sedersi e praticare lo yoga. Questa è la prima prescrizione. Continua.
Tamāla Kṛṣṇa: “SPIEGAZIONE: Per ‘luogo santo’, s’intende un luogo di pellegrinaggio. In India, yogi, bhakta e altri spiritualisti lasciano tutti la propria casa per vivere in luoghi santi come Prayāga, Mathurā, Vṛndāvana, Hṛṣīkeśa, Hardwar, e lì praticare lo yoga.”
Prabhupāda: Ora, supponiamo di avere trovato un luogo sacro. In questa Era quante persone sono preparate per trovare un luogo sacro? Per il proprio sostentamento uno deve vivere in una città congestionata. Dove lo si trova quel luogo sacro? Quindi, se non si trova un luogo sacro, come si può allora praticare lo yoga? Questa è la prima prescrizione. Pertanto, per questo sistema del bhakti-yoga, il luogo sacro è questo tempio. Vivere qui è nirguṇa, è trascendentale. L’ingiunzione Vedica dice che la città è il luogo della passione, la foresta è il luogo della virtù e il tempio è trascendentale. Se vivete in una città o un centro urbano, quello è un luogo di passione. E se non si vuole vivere in un posto di passione si va in una foresta, che è un luogo in virtù. Ma un tempio di Dio è al di sopra di queste passione e virtù. Pertanto il tempio è l’unico luogo appartato in questa epoca. Non si può andare in un posto appartato in una foresta, è impossibile. E se fate uno spettacolo di pratica yoga in una cosiddetta lezione, e indulgerte in tutti i tipi di cose senza senso, quello non è praticare lo yoga. Quì è prescritto come mettere in pratica lo yoga. Continua.
Tamal Krishna: “Pertanto nel Bṛhan-Nāradīya Purāṇa è detto che nel Kali-yuga, l’Era o yuga attuale in cui le persone in generale hanno vita breve, lenta realizzazione spirituale, e sempre disturbati da varie ansie, il mezzo migliore di realizzazione spirituale è quello di cantare il santo Nome del Signore. In questa era di discordia e di ipocrisia, l’unico mezzo di salvezza è il canto del santo Nome del Signore. Non c’è altra strada per il successo”.
Prabhupāda: Sì. Questo è prescritto nel Bṛhan-Nāradīya Purāṇa.
harer nāma harer nāma harer nāmaiva kevalam
kalau nāsty eva nāsty eva nāsty eva gatir anyathā
(CC Adi 17.21)
Harer nāma, cantare semplicemente il santo Nome del Signore. Questo è l’unico metodo di realizzazione del sé o di concentrazione o meditazione. Non c’è altra alternativa, non c’è altra altra alternativa, non c’è altra alternativa. Altre pratiche non saranno fattibili. Ed è così bello che anche un bambino può prendere parte. È universale.

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