Jan 082017
 

Bhagavad-Gita 6.6-12 — Los Angeles, 15 febbraio 1969

Devoto (prosegue lettura spiegazione BG 6.8): Questa Bhagavad-gītā è la scienza della coscienza di Krishna. Nessuno può arrivare alla coscienza di Krishna con la semplice erudizione materiale.
Prabhupāda: Sì. Semplicemente perché avete avuto qualche titolo, MA, Ph.D., DAC, allora capirete la Bhagavad-gītā, non è possibile. Questa è scienza trascendentale, sono richiesti sensi diversi per capire. E i sensi che avete generato bisogna purificarli rendendo servizio, In caso contrario, anche grandi studiosi, come i tanti dottori e Ph.Ds., si confonderanno su chi è Krishna. Essi non possono capire. Non è possibile. Perciò Krishna viene come Egli è, ajo ‘pi sann avyayātmā (BG 4.6). Anche se Egli è non-nato, viene a farci conoscere come è Dio, vedete? Continua.
Devoto: “Bisogna avere la fortuna d’incontrare una persona dalla coscienza pura, Una persona cosciente di Krishna che ha realizzato la conoscenza per grazia di Krishna.”
Prabhupāda: Sì, per la grazia di Krishna, non per un titolo di studio. Dobbiamo ottenere la grazia di Krishna e allora possiamo capire Krishna, possiamo vedere Krishna. Poi possiamo parlare con Krishna, poi possiamo fare tutto. Egli è una persona, Egli è la Persona Suprema. Questa è l’ingiunzione Vedica. Nityo nityānāṁ cetanaś cetanānām (Kaṭha Upaniṣad 2.2.13). Egli è la Persona Suprema, o il Supremo eterno. Noi siamo tutti eterni, ma ora siamo ingabbiati in questo corpo. Incontriamo nascita e morte ma in realtà non nasciamo né muoriamo. Siamo anime spirituali eterne. E in accordo al mio agire e secondo il mio desiderio, trasmigro da un tipo di corpo ad un altro corpo, un altro corpo, un altro corpo… Questo sta succedendo, ma in realtà io non nasco e muoio. Questo è spiegato nella Bhagavad-gītā, l’avete letto nel secondo Capitolo: na jāyate na mriyate vā (BG 2.20). L’essere vivente non nasce mai e non muore mai. Allo stesso modo, come Dio è eterno, anche voi siete eterni. Quando si stabilisce la propria relazione eterna con l’Eterno completo… Nityo nityānāṁ cetanaś cetanānām (Kaṭha Upaniṣad 2.2.13), Egli è l’essere vivente Supremo tra gli esseri viventi, Lui è il Supremo eterno tra gli eterni. Così, con la coscienza di Krishna, purificando i sensi, questa conoscenza verrà e vedrete Dio. Continua.
Devoto: Una persona cosciente di Krishna ha realizzato questa conoscenza per la grazia di Krishna, perché è appagata dal puro servizio di devozione. Realizzando questa conoscenza si diventa perfetti. Con tale conoscenza perfetta si può rimanere stabili nelle proprie convinzioni, mentre la conoscenza accademica ci lascia illusi e confusi di fronte ad apparenti contraddizioni. L’anima realizzata è capace di controllare i sensi perché si è abbandonata a Krishna. Essa si trova al livello trascendentale perché la sua conoscenza non ha niente in comune con l’erudizione materiale.
Prabhupāda: Sì. Anche uno che è analfabeta, anche se non conosce l’ABC, può realizzare Dio, purché egli si impegni in modo sottomesso a questo servizio d’amore trascendente. Uno può essere molto erudito, un sommo studioso, ma può non realizzare Dio; Dio non è sottoposto ad alcuna condizione materiale, Egli è spirito supremo. Analogamente, anche il procedimento di realizzazione di Dio non è sottoposto ad alcuna condizione materiale. Non è che perché sei povero non puoi realizzare Dio, o poiché sei molto ricco quindi realizzerai Dio. No. Siccome tu sei ignorante, quindi non puoi realizzare Dio. No, non è così. Poiché sei altamente istruito, quindi è possibile realizzare Dio. No, non è così. E’ incondizionato, apratihatā. Sa vai puṁsāṁ paro dharmaḥ (SB 1.2.6). E’ detto nel Bhāgavatam che ciò è il principio religioso di prima classe. Il Bhāgavatam non dice che questa religione hindu è di prima classe, o la religione cristiana è di prima classe, o la religione musulmana è di prima classe, o qualsiasi altra religione. Abbiamo creato tante, tante religioni. Ma il Bhāgavatam dice che quel principio religioso è di prima classe. Quale? Sa vai puṁsāṁ paro dharmo yato bhaktir adhokṣaje (SB 1.2.6), quella religione che vi aiuta ad avanzare nel servizio devozionale e ad amare Dio. È tutto. Questa è la definizione di religione di prima classe. Noi non analizziamo che questa religione è di prima categoria e quell’altra religione è di ultima categoria. Naturalmente, come vi ho detto, ci sono tre qualità nel mondo materiale, in accordo alle quali viene generata anche la concezione religiosa. Ma lo scopo della religione è quello di comprendere Dio e imparare ad amare Dio. Questo è lo scopo di qualsiasi sistema religioso. Se ci insegna ad amare Dio, allora è di prima classe, altrimenti è inutile. Potete perseguire i vostri principi religiosi molto rigidamente e molto bene, ma se il vostro amore per Dio è pari a zero, se viene potenziato semplicemente il vostro amore per la materia, questa non è religione. Secondo il verdetto del Bhāgavatam: sa vai puṁsāṁ paro dharmo yato bhaktir adhokṣaje (SB 1.2.6). Apratihatā. Ahaituky apratihatā. Questo sistema religioso non ha una causa ed è senza alcun impedimento. Se è possibile raggiungere tale sistema di principi religiosi, allora troveremo la felicità in tutti i suoi aspetti. Altrimenti non c’è possibilità.
Sa vai puṁsāṁ paro dharmo yato bhaktir adhokṣaje (SB 1.2.6). Adhokṣaje. Un altro nome di Dio è Adhokṣaja. Adhokṣaja significa che vince ogni tentativo materialista di vedere Dio. Adhokṣaja. Akṣaja significa conoscenza sperimentale. Non si può comprendere Dio con la conoscenza sperimentale, no. Devi imparare in un modo diverso. Ciò significa che attraverso la ricezione uditiva sottomessa e prestando un servizio d’amore trascendentale poi si può comprendere Dio. Quindi, qualsiasi principio religioso che insegni e aiuti a sviluppare il vostro amore per Dio immotivatamente.. —”Io amo Dio perché Egli mi fornisce di cose molto belle per la mia gratificazione dei sensi.” Questo non è amore. Ahaituki, immotivato. Dio è grande. Dio è mio padre. È mio dovere amarlo. È tutto. Nessuno scambio. “Oh, Dio dammi il pane quotidiano”, e quindi io amo Dio. No. Il pane quotidiano Dio lo dà anche agli animali, ai gatti e ai cani. Cioè, Dio è il padre di tutti, Egli fornisce cibo a tutti. Percui così non è amore. L’amore è immotivato. Anche se Dio non mi fornisce il pane quotidiano, io amo Dio. Quello è amore. Quello è amore.
Caitanya Mahāprabhu dice: āśliṣya vā pāda-ratāṁ pinaṣṭu mām (CC Antya 20.47), “Sia che Tu mi abbracci o mi calpesti sotto i Suoi piedi, o spezzandomi il cuore sottraendoTi alla mia vista, ancora ti amo.” Questo è puro amore per Dio. Quando arriviamo a quello stadio di amore per Dio, allora troveremo tutto pieno di piacere. Come Dio è pieno di piacere, anche voi siete pieni di piacere. Questa è la perfezione.

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