Sep 112016
 

image

Bhagavad-Gita 2.8-12 — Los Angeles, 27 novembre 1968

Tad vijñānārthaṁ sa gurum evābhigacchet (MU 1.2.12). Tad vijñānārtham, per imparare la scienza trascendentale si deve accettare un guru. gurum eva, certamente, uno deve. Altrimenti non c’è possibilità. Perciò qui Krishna è accettato come maestro spirituale di Arjuna, e come maestro spirituale, o padre, o insegnante, ha il diritto di castigare il figlio o il discepolo. Un figlio non è mai insoddisfatto quando il padre castiga. Questa è l’etichetta, ovunque. Anche se il padre è a volte violento, il bambino o il figlio tollera. Un esempio tipico è Prahlāda Mahārāja. Un bambino innocente, un bambino cosciente di Krishna ma torturato dal padre. Egli non diceva mai niente. “Va bene.” Allo stesso modo Krishna, subito dopo aver preso la posizione di maestro spirituale, definisce Arjuna come un grande sciocco. Proprio come ha detto anche Caitanya Mahāprabhu: “Il Mio maestro spirituale ha trovato in Me un grande siocco”. (CC Adi 7.71) Caitanya Mahāprabhu era uno sciocco? E può essere possibile che qualcuno possa diventare il maestro spirituale di Caitanya Mahāprabhu? Entrambe le cose sono impossibili. Anche non accettassimo Caitanya Mahāprabhu come una manifestazione di Krishna, se lo accettiamo semplicemente come un uomo o uno studioso ordinario, la Sua cultura era senza paragoni. Ma disse: “Il Mio maestro spirituale Mi trovava un grande stupido.” Che cosa significa? Significa che “Una persona, anche della Mia posizione, rimane sempre uno sciocco davanti al proprio maestro spirituale. Questo per lui è un bene”. Nessuno dovrebbe imporsi: “Che cosa sai? Io so più di te!” Questa posizione è rifiutata. E un altro punto è, dal punto di vista del discepolo, perché deve rimanere sempre uno sciocco davanti a una persona? A meno che egli sia effettivamente autorizzato, così veramente grande che può trattarmi come uno sciocco. Si dovrebbe selezionare un maestro spirituale in quel modo e non appena viene scelto il maestro spirituale, si dovrebbe sempre rimanere uno sciocco, anche se non si è sciocchi; tuttavia la posizione migliore è quella. Così Arjuna, invece di rimanere sullo stesso livello come tra amici, accetta volontariamente di rimanere uno sciocco davanti a Krishna. E Krishna lo accoglie così: “Sei uno sciocco. Stai parlando come un uomo colto, ma tu sei uno sciocco perché ti lamenti di ciò di cui nessun uomo erudito si lamenta”. Questo significa ‘uno sciocco lamento’: “Tu sei uno sciocco”. Detto in un modo velato. Proprio come…come viene chiamato nella logica? Parentesi? O un nome del genere. Sì, se io dico: “Sembri come quella persona che ha rubato il mio orologio”, ciò significa “Sembri un ladro”. Allo stesso modo, Krishna, in un modo velato, dice: “Mio caro Arjuna, parli proprio come un uomo erudito, ma ti lamenti di un argomento di cui un erudito non si lamenta”.

This post has already been read 118 times

Sorry, the comment form is closed at this time.