Aug 242016
 

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Srimad Bhagavatan 1.15.40 — Los Angeles, 18 dicembre 1973

Ci sono state date dal Padre supremo: “Ora, questa è la vostra America. Questa è la tua India”. Ma nulla appartiene all’americano o all’indiano. Appartiene al Padre, il Padre supremo. Quindi a meno che non si arrivi alla consapevolezza che: “E’ il Padre che le ha date per goderne; è mia, ma in realtà appartiene al Padre”… Questa si chiama coscienza di Krishna. Questa si chiama coscienza di Krishna.
Pertanto coloro che sono coscienti di Krsna, sono pienamente consapevoli che: “Nulla mi appartiene, tutto appartiene a… īśāvāsyam idam sarvaṁ yat kiñca (Iso mantra 1): “Anche la cosa più piccola, anche un atomo, appartiene a Dio. Io non ne sono proprietario”. Se arrivate a questa intuizione, allora siete liberi. Ciò lo si afferma nella Bhagavad-gītā:
mam ca yo ‘vyabhicarena
bhakti-yogena sevate
sa gunan samatityaitan
brahma-bhuyaya kalpate
(BG 14.26)
La schiavitù è maya gunamayi: essere avvolti dalle modalità qualitative della natura. Questa è la schiavitù. Ma se uno è impegnato nel servizio di devozione non è sotto questa schiavitù, perché conosce le cose come sono. Come me, che sono straniero e sono venuto nel vostro paese. Se io affermo: “Questo paese è mio”, allora ci sono problemi. Ma se io so che devo venire come visitatore, non ci sono problemi. Posso muovermi liberamente. Posso usufruire di tutte le strutture del governo degli Stati Uniti. Non vi è alcun problema. Similmente, siamo venuti qui come viaggiatori, come visitatori, in questo mondo materiale, e se si pretende che questo mondo materiale appartiene a noi, o a un gruppo di uomini, o a un gruppo di nazioni, ciò si definisce ignoranza.
Quindi Movimento per la Coscienza di Krishna significa: scostarsi da questa ignoranza, rendere le persone intelligenti. “Nulla ti appartiene. Tutto appartiene a Dio”. Così qui c’è il procedimento generale, la rinuncia, che Maharaja Yudhisthira sta esponendo. Perché, come ho già spiegato, siamo troppo assorbiti nella concezione di ahankara: “Io sono questo corpo, e tutto ciò che è in relazione con questo corpo è mio”. Questa è illusione, moha. Questa si chiama moha, illusione. janasya moho ‘yam. moha significa illusione. Questa è un’illusione. Qual è questa illusione? aham mameti: (SB 5.5.8) “Io sono questo corpo, e tutto ciò che è in sua relazione è mio”. Questa si chiama moha, illusione. Neanche il corpo ci appartiene, perché il corpo è assegnato da Dio secondo il proprio karma. Proprio come in accordo al vostro pagamento, il padrone di casa vi dà un appartamento. L’appartamento non ti appartiene. Questo è un dato di fatto. Se si paga $ 500 a settimana, si ottiene un buon appartamento, molto grazioso. E se si paga $ 25, allora se ne ottiene un altro. E allo stesso modo questi diversi tipi di corpi che abbiamo ottenuto. Tutti l’abbiamo avuto, di tipo diverso. Questo è un appartamento. E’ veramente un appartamento perché io vivo in questo corpo. Io non sono questo corpo. Questo è l’insegnamento della Bhagavad-gītā. dehino ‘smin yatha dehe (BG 2.13). asmin dehe, c’è il ‘dehi’, l’occupante, non il proprietario. L’inquilino. Proprio come in un qualsiasi appartamento, l’occupante è qualcuno e il proprietario qualcun’altro. Allo stesso modo questo corpo è un’appartamento. Io sono l’anima spirituale, l’inquilino. L’ho affittato in accordo al pagamento o secondo il karma.

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