Jan 282017
 

Bhagavad Gita 6.25-29 — Los Angeles, 18 febbraio 1969

Prabhupāda: Chi è sotto il controllo dei sensi è go-dāsa; go significa sensi e dāsa significa servitore. E chi è padrone dei sensi, è gosvāmī; svāmī significa maestro e go significa sensi. Conoscete il titolo di ‘gosvāmī. Il titolo di gosvāmī indica colui che è padrone dei sensi, uno che non è servo dei sensi. Finché uno è servo dei sensi non può essere definito un gosvāmī o svāmī; gosvāmī o svāmī è la stessa cosa, indica uno che è maestro dei sensi. Quindi, a meno che uno non è padrone dei sensi, il suo accettare questo titolo di svāmī e gosvāmī equivale a imbrogliare. Uno deve essere padrone dei sensi, ciò viene definito da Rūpa Gosvāmī. Gosvāmī, Rūpa Gosvāmī. Erano ministri. Quando erano ministri non erano gosvāmī, ma quando Sanātana Gosvāmī e Rūpa Gosvāmī divennero discepoli del Signore Caitanya e furono educati da Lui, divennero gosvāmī. Quindi gosvāmī non è un titolo ereditario, si tratta di una qualifica sotto la direzione del maestro spirituale. Colui che raggiunge la perfezione del controllo dei sensi è chiamato svāmī o gosvāmī. Uno deve diventare svāmī, gosvāmī, poi può diventare maestro spirituale. Senza essere svāmī, o maestro dei sensi, diventare un maestro spirituale è fasullo. Ciò è anche stabilito da Rūpa Gosvāmī:
vāco vegaṁ, krodha-vegaṁ, manasaḥ-vegaṁ,
jihvā-vegam, udaro-vegaṁ, upastha-vegam,
etān vegān viṣaheta dhīraḥ
pṛthivīṁ sa śiṣyāt
(Upadeśāmṛta 1)
Dice che ci sono sei impeti, spinte, vegam. Spinte, vegam. Lo si può capire proprio come quando siete chiamati dalla natura, e dovete andare al gabinetto. Non è possibile da controllare, dovete rispondere. Questa si chiama vegam, spinta. Quindi ci sono sei vegam, spinte. Quali? Vāco vegam: vegam, la spinta, a parlare. Parlare inutilmente; questo è definito spinta a parlare. Krodha-vegam, a volte c’è la spinta alla collera. Se sono molto arrabbiato non riesco a controllarmi; faccio qualcosa che non dovrei fare. A volte per la collera si uccide un proprio simile; questa si chiama vegam, spinta. Quindi spinta alla conversazione, spinta della rabbia, e in modo simile la spinta della mente. La mente detta: “Devi andare subito lì, immediatamente”. Spinta alla conversazione, spinta della mente, spinta della collera e poi jihvā-vegam. Jihvā-vegam indica la lingua. Voglio assaggiare queste belle cose, alcuni dolci o qualcos’altro che mi piace molto. Quindi ciò si deve controllare. Si deve controllare il proprio parlare inutilmente, si deve controllare la propria mente, i dettami della mente. Lo yoga esercita solo sulla mente, ma nella nostra pratica cosciente di Krishna, oltre alla mente, ci sono tante altre cose proprio come la collera, la lingua. Percui, jihvā-vegam. Poi udara-vegam; dalla lingua, venendo un po’ più giù, udara, che significa pancia. La pancia è già piena e tuttavia voglio riempirla di più, ciò viene definito vegam, la spinta della pancia. E quando c’è tanta spinta della lingua e spinta della pancia, il punto successivo sottostante sono i genitali, c’è la forza dei genitali, e percui ho bisogno di un po’ di sesso. Se mangio di più, se uso la mia lingua inutilmente, se permetto alla mia mente di fare di tutto e di più, allora non posso controllare nemmeno i miei genitali. Ci saranno urgenze sessuali che non posso controllare. In questo modo ci sono tante spinte, e Rūpa Gosvāmī dice uno che ha il controllo sull’intero meccanismo della spinta può diventare maestro spirituale. Non è che il maestro spirituale viene fabricato, bisogna imparare come controllare gli stimoli di queste cose. Etān vegān yo viṣaheta dhīraḥ (Upadeśāmṛta 1), colui che può controllare queste spinte, e rimane dhīraḥ, stabile, pṛthivīṁ sa śiṣyāt: può fare discepoli in tutto il mondo. Apertamente, sì. Quindi tutto dipende dalla formazione, in questo consiste lo yoga. L’intero metodo yoga significa addestrare i nostri sensi, la nostra mente, i nostri questo e quello, tante cose, e poi quindi essere fissi nel sé. Pensate che ci si realizzi semplicemente con quindici minuti di meditazione e facendo sciocchezze tutto il giorno? No, è richiesta una formazione. Avete intenzione di risolvere i problemi della vita e volerlo fare a buon mercato? No, allora sarete truffati. Dovrete pagare per questo; se desiderate la cosa più bella la dovete pagare. Ma per la grazia del Signore Caitanya, il pagamento è stato reso molto facile: cantare Hare Krishna. Tutto è reso molto facile; tutto questo sistema di controllo, la perfezione nel metodo yoga, diventa molto facile. Questa è la misericordia del Signore Caitanya. Ihā haite sarva-siddhi haibe tomāra (Caitanya-bhāgavata Madhya 23.78). Il Signore Caitanya ha dato la benedizione che se si segue questo principio del canto si otterrà allora l’intera perfezione nella realizzazione del sé. Questo è un dato di fatto. In questa Era, in cui le persone sono così cadute, nessun’altra procedura avrà successo. Questo procedimento è l’unica procedura, è molto facile, sublime, efficace e pratico, e uno può realizzare se stesso; pratyakṣāvagamaṁ dharmyam (BG 9.2), la Bhagavad-gītā dice che si può averne esperienza pratica. Con altri metodi non si sperimenta praticamente fino a che si stanno facendo progressi, ma se seguite questo sistema per alcuni giorni vi renderete conto “Sì, sto facendo progressi”. Proprio come mangiando si capisce che la fame è soddisfatta, allo stesso modo, se realmente seguite questo principio del Movimento per la Coscienza di Krishna, vedrete voi stessi progredire per quanto riguarda la realizzazione del sè. Continua.
Viṣṇujana:”Chi controlla la mente, e di conseguenza i sensi, è detto gosvāmī, o svāmī. e colui che è controllato dalla mente è definito go-dāsa,o servitore dei sensi. Un gosvāmī conosce il criterio della felicità dei sensi. Nella feilcità dei sensi trascendentale i sensi sono impiegati al servizio di Hṛṣīkeśa, il proprietario Supremo dei sensi, Krishna. La coscienza di Krishna consiste nel servire Krishna con i sensi purificati., Questo è il metodo per portare i sensi sotto il completo controllo e la più alta perfezione della pratica yoga.

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