Jul 292017
 

Bhagavad Gita 02.13 – New York

Gli yogīs cercano di capire con l’esercizio fisico. Il jnanī cerca di capire pienamente di non essere il corpo. I karmis non possono capire nulla, sono come animali. Gli animali non possono capire di non essere il corpo.

Di fatto karmis, jnanīs, yogīs, sono un po’ elevati rispetto agli animali. Questo è tutto. Sono sulla piattaforma animale che è a sua volta poco elevata. Facciamo l’esempio del lato asciutto dell’escremento. In India si trovano escrementi all’aperto nei campi. Così, a fine della giornata, perché è stato scaldato dalla luce del sole il lato superiore delle feci si asciuga, mentre la parte inferiore rimane ancora umida. Quindi qualcuno dice: “Questo lato è molto buono.” (risate) Lui non sa che si tratta di feci dopo tutto. (risate) Questo lato o quel lato poco conta. Così questi mascalzoni ragionano sul concetto corporeo della vita pensando di essere nazionalisti, yogi, questo o quello. Questa è la loro filosofia.

Finché sei nel concetto corporeo della vita non sei migliore dell’animale. Questa è la filosofia bhāgavata. Tu sei un animale. Yasyātma-buddhiḥ kuṇape tri-dhātuke.

yasyātma-buddhiḥ kuṇape tri-dhātuke
sva-dhīḥ kalatrādiṣu bhauma ijya-dhīḥ
yat-tīrtha-buddhiḥ salile na karhicij
janeṣv abhijñeṣu sa eva go-kharaḥ
(SB 10.84.13)

Go-kharaḥ significa mucca, kharaḥ significa asino: animali. Allora chi è cosa? Ora yasyātma-buddhiḥ kuṇape tri-dhātu. Se uno pensa di essere questo corpo è in relazione con esso perché grazie a lui ha ottenuto la famiglia, i bambini, la moglie, la nazione e una società. Yasyatma-buddhiḥ kuṇape tri-dhā…, sva-dhīḥ. Sva-dhīḥ significa pensare. “Loro sono miei. Io sono loro.” Sva-dhīḥ kalatrādiṣu”. Kalatra significa moglie e grazie a lei otteniamo i bambini, ci espandiamo.

La parola sanscrita è strī. Strī significa espansione. Rimango uno. Appena ho una moglie divento due, tre, quattro, cinque. Questo si chiama strī. La nostra espansione, questa espansione materiale, espansione del corpo è illusione. Janasya moho ‘yam ahaṁ mameti (SB 5.5.8). Questa illusione aumenta: “Io sono questo corpo e nella relazione corporea tutto è mio”. “Ahaṁ mama”. Ahaṁ significa “io”, e mama significa “il mio.”

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