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Jan 282017
 

Bhagavad Gita 6.25-29 — Los Angeles, 18 febbraio 1969

Viṣṇujana: Verso 26: “Ovunque la mente vaghi a causa della sua natura agitata e instabile, dev’essere ricondotta sotto il controllo del sé. (BG 6.26)”
Prabhupāda: Questo è il metodo, questa è la pratica dello yoga. Supponiamo che cerchiate di concentrare la vostra mente su Krishna, e la vostra mente venga deviata, vada altrove, al cinema. La si dovrebbe ritirare, “Non lì, per favore, qui.” Questa è la pratica dello yoga. Non permettete alla mente di andare via da Krishna. Se è possibile, praticate semplicemente così. Non permettete alla vostra mente di andare via da Krishna. Non siamo in grado di stare seduti in un luogo e stabilire la nostra mente in Krishna, ciò richiede una elevata formazione. Sedersi in un posto, fissare la mente sempre su Krishna, non è un lavoro molto facile. Uno che non è pratico, che semplicemente imita, sarà confuso. Dobbiamo impegnarci sempre nella coscienza di Krishna, tutto quello che facciamo deve combaciare con Krishna. Le nostre consuete attività dovrebbero essere modellate in modo da avere a che fare con Krishna, e allora la vostra mente sarà fissa su Krishna. Artificialmente, quando non si è avanzati, se si tenta di fissare la propria mente in Krishna, con la pratica dello yoga qui raccomanda, -sedersi in questo modo, diritto, concentrando la vista sulla punta del naso, in un luogo sacro appartato… Ma dove sono queste opportunità? Al giorno d’oggi, dov’è la possibilità di tutte queste facilitazioni? Perciò questo è l’unico metodo: che cantiate ad alta voce e ascoltiate Hare Krishna. Se la vostra mente è in altre cose, sarà costretta a concentrarsi sulla vibrazione sonora “Krishna”. Non dovete ritrarre la mente dalle altre cose, verrà attratta automaticamente dal suono. Proprio come il rumore di quest’automobile che si sente. Automaticamente la vostra attenzione viene deviata lì. Allo stesso modo, se cantiamo Krishna automaticamente la mente sarà stabile. In caso contrario, come d’abitudine, fisserò la mia mente in tante cose. Quindi, praticare lo yoga significa ritirare la mente e fissarla nuovamente su Krishna, e questa vibrazione del canto ci aiuta automaticamente nella pratica dello yoga. Continua.
Viṣṇujana: “SPIEGAZIONE: La mente è instabile per natura. Ma uno yogī realizzato deve saper controllare la mente, non dovrebbe lasciarsi controllare dalla mente.
Prabhupāda: Sì. Questo è il successo nello yoga. Al momento presente la mente mi sta controllando, go-dāsa. La mente mi sta dettando: “Ti prego, perché non guardi quella bella ragazza?”, e io vado. “Perché non bere quel buon liquore?” “Sì.” “Perché non fumare questa bella sigaretta?” “Sì.” “Perché non andare in un buon ristorante?” “Perché non fare così?” Sta dettando tante cose, e noi la stiamo seguendo. Quindi, nella fase attuale, io sono controllato dalla mente. Vita materiale significa essere controllato dalla mente o dai sensi. La mente è il centro di tutti i sensi, quindi essere controllato dalla mente significa essere controllato dai sensi; i sensi sono gli assistenti subordinati al padrone, la mente. La mente padrona detta: “Vai a vedere questo”, e i miei occhi guardano, percui i miei occhi, il senso della vista, sono sotto la direzione della mente; le mie gambe vanno, perciò il mio organo di azione, la gamba, è sotto la direzione della mente. Quindi, essere sotto la direzione della mente significa sottostare alle direttive dei sensi. Quindi, se è possibile controllare la mente, allora non sarete sotto il controllo dei sensi.

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