Aug 292016
 

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Bhagavad-Gita 2.24 — Hyderabad, 28 novembre 1972

Un brāhmaṇa prega Krishna: “Caro Signore, sono diventato il servo dei miei sensi”. Qui ognuno è servo dei propri sensi. Si vuole godere dei sensi. Non godono – vogliono servire i sensi. La mia lingua dice: “Per favore, portami in questo e quel ristorante, e dammi questo o quel pollo arrosto”. Vado immeditamente. Non per godere, ma per conformarmi agli ordini della mia lingua. Pertanto, in nome di un cosiddetto godimento, stiamo tutti servendo i sensi. In sanscrito si dice ‘go-dāsa’. ‘go’ significa sensi. Quindi, a meno che non diventiate gosvāmī, la vostra vita è sciupata. Non puoi essere comandato dai sensi. Tu devi comandare i sensi. Non appena la lingua dice: “Ora portami in quel ristorante”, oppure: “Dammi una sigaretta”; se dici: “No. Niente sigaretta, niente ristorante, semplicemente kṛṣṇa-prasāda”, allora sei gosvāmī. Allora sei gosvāmī. Questa è la caratteristica, sanātana, poiché io sono eterno servitore di Krishna. Quindi questo è chiamato sanātana-dharma. Lo stiamo descrivendo nella Ajāmila-upākhyāna. Questo livello può essere raggiunto. tapasā brahmacaryeṇa śamena damena śaucena tyāgena yamena niyamena (SB 6.1.13).
Pertanto tutta la letteratura vedica è destinata a come controllare i sensi. Yoga. yoga indriya-saṁyama. Questo è lo Yoga. Yoga non significa mostrare qualche magia. Questo è magia di prima classe. Se si sta praticando lo yoga…Ho visto così tanti cosiddetti yogi che non riescono a controllare i sensi dal fumare. Potete vederlo. Continuano con il fumo e tante altre cose. Tuttavia si spacciano per yogi. Che tipo di yogi? yogi è colui che ha controllato i sensi. samena damena brahmacaryeṇa. Nella Bhagavad-gītā, in cui il sistema yoga è descritto, viene tutto spiegato. E cinquemila anni fa, Arjuna ascoltò riguardo a questo yoga del controllo dei sensi. Lui era un gṛhastha, e anche un politico, poiché apparteneva alla famiglia reale. Stava combattendo per ottenere la vittoria sul regno. Così Arjuna, francamente, disse: “Mio caro Krishna, non è possibile per me diventare uno yogi, perché questo compito è molto difficile. Mi stai chiedendo di sedermi in un luogo solitario, in un luogo sacro, e in posizione perpendicolare, semplicemente fissando la punta del mio naso, e tante altre cose… Ma non è possibile per me”. Egli onestamente rifiutò. Così Krishna, giusto per favorire il suo amico e devoto… Poteva capire il disappunto di Arjuna. Francamente ammise che non è possibile per lui. In effetti, lui è un politico. Come può essere possibile per lui diventare yogi? Ma i nostri politici professano che stanno praticando yoga. Che tipo di yoga? Sono diventati più di Arjuna? In questa epoca di declino? Quante condizioni più favorevoli c’erano cinquemila anni fa! E ora, in queste condizioni sfavorevoli, condizioni peggiorate, vuoi diventare un cosiddetto yogi? Non è possibile. kṛte yad dhyāyato viṣṇum (SB 12.3.52). Yoga significa meditare su Viṣṇu. Questo è stato possibile in Satya-yuga. Proprio come Vālmīki. Egli meditò per sessantamila anni, e divenne perfetto. Chi arriva a vivere 60 anni? Quindi ciò non è possibile. Dunque Krishna, per incoraggiarlo… In realtà, Lui, ad Arjuna, spiegò lo scopo dello yoga:
yoginām api sarveṣāṁ
mad-gatenāntar-ātmanā
śraddhāvān bhajate yo māṁ
sa me yuktatamo mataḥ
(BG 6.47)
Yogi di prima classe. Chi? yoginām api sarveṣāṁ mad-gatenāntar-ātmanā: “Chi sta pensando sempre a Me”. Krishna.
Quindi questo Movimento per la Coscienza di Krishna educa le persone a diventare yogi di prima classe. Pensare a Krishna. Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare Non è una cosa falsa. E’ realtà. Potete diventare yogi. Potete diventare Brahman. brahma-bhūyāya kalpate.
māṁ ca yo ‘vyabhicāreṇa
bhakti-yogena sevate
sa guṇān samatītyaitān
brahma-bhūyāya kalpate
(BG 14.26)
Qundi, a colui che si realizza, a una persona che ha realizzato il sé, brahma-bhūta (SB 4.30.20), brahma-bhūtaḥ prasannātmā (BG 18.54), cosa rimane per lui? Questo è il fine ultimo della vita, diventare ahaṁ brahmāsmi. La letteratura Vedica ci insegna: “Non pensare di appartenere a questa materia. Tu sei Brahman”. Krishna è Para-brahman, e noi siamo Brahman subordinato. nitya-kṛṣṇa-dāsa. Noi siamo Brahman servente. Lui è Brahman padrone. Così, quindi, invece di capire che io sono Brahman servente, sto pensando di essere il Brahman padrone. Questa è un’altra illusione. Questa è un’altra illusione

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