Dec 172016
 

Srimad Bhagavatan 7.9.1 — Mayapur, 8 febbraio 1976

L’elenco degli esseri celesti inizia con Brahmā. Egli è il padre originale degli esseri celesti e di tutti gli altri esseri viventi. Perciò è chiamato prajā-pati, o pitā-maha, nonno, prajā-pati. Egli è l’origine di tutto. Secondo la teoria da mascalzoni di Darwin prima non c’era alcuna vita, ma secondo la conoscenza Vedica c’è stata la vita più eccellente, Brahmā. Da lì inizia la vita, e gradualmente si degradano a causa della contaminazione materiale. Non che non c’era vita e che da una condizione di vita inferiore si viene elevati sempre più in alto. Questa è una teoria sbagliata. La vera teoria è che la vita comincia dalla persona più evoluta, Brahmā, prajā-pati. Quindi loro sono promossi in qualsiasi situazione auspiciosa, perché non è possibile avvicinarsi a Dio nella propria condizione di vita inferiore; la condizione di vita inferiore significa reazioni peccaminose. In tale condizione non ci si può avvicinare a Dio. Paraṁ brahma paraṁ dhāma pavitraṁ paramaṁ bhavān (BG 10.12). (in disparte:) Chi sta parlando? Pavitraṁ paramaṁ bhavān. Krishna è il Supremo puro, pavitraṁ paramam. Paramam significa estremo. Quindi nessuno può avvicinarsi a Krishna mentre è impuro. Questo non è possibile. Proprio come alcuni mascalzoni, dicono: “Non importa ciò che si mangia, ciò che si sta facendo. Ciò non è di alcun ostacolo per il progresso spirituale”. Questi mascalzoni, questi sciocchi, fuorviano il mondo intero affermando che per comprendere la Persona Suprema ci si può comportare come persone di basso livello. No. Non è possibile. paraṁ brahma paraṁ dhāma pavitraṁ paramaṁ bhavān (BG 10.12).
Se dovete avvicinarvi al puro Supremo dovete diventare puri. Altrimenti non c’è possibilità. Senza essere fuoco non si può entrare nel fuoco, vi brucereste; e in modo simile anche se siete Brahman, anche una parte di Para-Brahman è Brahman. Ahaṁ brahmāsmi: questa è la nostra identificazione. Ma che tipo di Brahman? Una minuta particella di Brahman, una piccola particella. Proprio come la scintilla e l’intero fuoco; entrambi sono fuoco, ma la scintilla è scintilla, e il grande fuoco è il grande fuoco. Quindi la scintilla non può diventare il fuoco più grande. Se vuole diventare così, allora cade giù; e quel poco di luce che aveva come fuoco si spegne. Se la scintilla impudentemente vuole provare a diventare il grande fuoco, cade giù. Āruhya kṛcchreṇa paraṁ padaṁ tataḥ patanty adhaḥ (SB 10.2.32). Āruhya kṛcchreṇa: con severe austerità e penitenze potrete salire fino al Brahman impersonale, ma cadrete di nuovo. Le cose stanno così. Tante persone stanno cercando di fondersi nell’esistenza del Supremo Brahman, ma il risultato è che cadono. Devono cadere, non è possibile. Āruhya kṛcchreṇa paraṁ padaṁ tataḥ patanty adho anādṛta-yuṣmad-aṅghrayaḥ (SB 10.2.32). Senza curarsi di adorare i piedi di loto di Krishna si cade. Quindi dobbiamo essere molto, molto attenti a non cercare di diventare uguali o maggiore di Krishna. Ci sono alcuni mascalzoni che dicono: “Quel tal dei tali mascalzone è più grande di Krishna.” Non vorrei menzionare il loro nome. Quei mascalzoni dicono che Aurobindo è più grande di Krishna. Dicono proprio così. Lo sapevate? Questo mondo è pieno di mascalzoni e stupidi. Dobbiamo compiere progressi nella vita spirituale con molta cautela e in modo intelligente, senza prenderla alla leggera. Dobbiamo essere molto attenti, altrimenti si cade; e caduti si sottintende un intervallo di milioni di anni. Avete avuto questa forma di vita umana per completare la coscienza di Krishna, ma se non siete seri, poi di nuovo il divario sarà di milioni di anni.
Quindi il nostro dovere è tāṅdera caraṇa sevi bhakta-sane vās (Narottama dāsa Ṭhākura): dovremmo vivere con i devoti ed essere impegnati nel servizio agli ācārya. Ācāryaṁ māṁ vijānīyān nāvamanyeta karhicit (SB 11.17.27): si dovrebbe capire che l’ācārya è come Krishna stesso. Non va ignorato. Yasya deve parā bhaktir yathā deve tathā gurau (Śvetāśvatara Upaniṣad 6.23). Queste sono la dichiarazioni, quindi dobbiamo essere molto cauti, proprio come anche qui. I brahmādaya, i grandi esseri celesti, non potevano tranquillizzare, placare il Signore. Era incolerito: evaṁ surādayaḥ sarve brahma-rudra-puraḥ sarāḥ (SB 7.9.1). Grandi personalità, come Rudra, na upaitum; na upaitum aśakan manyu, non potevano calmarlo. E saṁrambhaṁ sudurāsadam; sudurāsadam, molto, molto difficile. Una volta che siamo condannati da Krishna, è molto, molto difficile risollevarsi. mūḍhā janmani janmani (BG 16.20), saremo condannati vita dopo vita. Questa è la nostra punizione. Quindi non fate nulla che renda Krishna infelice. Basta impegnare se stessi nel servizio al Signore. Una cosa davvero semplice man-manā bhava mad-bhakto mad-yājī māṁ namaskuru (BG 18.65), basta pensare sempre a Lui; non pensare a nessun’altro e a nessun’altra cosa. Sarvopādhi-vinirmuktam (CC Madhya 19.170). Anyābhilāṣitā-śūnyam (Brs. 1.1.11). Cercate di mantenere solo il vostro servizio a Krishna; c’è da fare per 24 ore, quindi cercate di eseguirlo. Non trascuratelo e ciò renderà la vostra vita di successo.
Molte grazie.

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