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May 172017
 

Bhagavad Gita 4.10 — Vrndavana, 2 agosto 1974

vīta-rāga-bhaya-krodhā
man-mayā mām upāśritāḥ
bahavo jñāna-tapasā
pūtā mad-bhāvam āgatāḥ
(BG 4.10)
Bhāvam significa anche natura. Proprio come noi chiamiamo la natura, sva-bhāva. mad-bhavam. Questa natura materiale è una natura; anche questa è bhāvam di Krishna, cioè la natura di Krishna. Nulla è al di là di Krishna, ma questa è la natura esterna. Bhūmir āpo ‘nalo vāyuḥ. (BG 7.4). bhinnā me prakṛtir aṣṭadhā. Bhinnā significa energia separata. L’energia agisce. Anche se la natura è di Krishna, tuttavia è una natura separata.
Proprio come io sto parlando e viene registrato. Quando verrà riprodotto, sentirete lo stesso suono, ma tuttavia è separato da me. Allo stesso modo, anche questa natura materiale è la natura di Krishna.
Nulla è al di là di Krishna. Ci sono due nature: la natura spirituale e la natura materiale. Natura materiale significa energia esterna, e natura spirituale significa energia interna. E anche noi siamo natura spirituale, marginale. Possiamo rimanere sia nella natura materiale che nella natura spirituale. Quindi siamo natura marginale. Ci sono tre nature: esterna, interna e marginale. Finché siamo nella natura materiale, la natura esterna, siamo infelici. La situazione è questa Proprio come un pesce, quando è messo sulla terra è infelice, o muore. Allo stesso modo, se voi, creature terrestri, venite messi in acqua, siete infelici. E morite. Quindi, poiché apparteniamo alla natura spirituale… Come è spiegato da Krishna, questa natura materiale è aparā; aparā significa inferiore, non adatta a noi. Quindi siamo infelici. Finché resteremo nella natura materiale dobbiamo essere infelici.
Proprio come questo corpo. Questo corpo è fatto di natura materiale, e noi siamo dentro questo corpo. Dehino ‘smin yathā dehe kaumāraṁ yauvanaṁ jarā (BG 2.13). Finché abbiamo questo corpo materiale, dobbiamo essere infelici. Prima di tutto, dobbiamo cercare di capire perché siamo infelici. Siamo infelici perché siamo in questo corpo materiale. E qual è questa infelicità? janma-mṛtyu-jarā-vyādhi (BG 13.9). Nascere e di nuovo morire, e intanto che viviamo dobbiamo soffrire di qualche malattia, e dobbiamo diventare vecchi. La semplice verità.
Pertanto le persone intelligenti devono essere consapevoli della condizione miserabile di questa esistenza materiale e cercare di uscirne. C’è qualche dubbio? Le cose stanno così. Quindi la nostra unica attività è come uscire da questa esistenza materiale. Questo è il nostro unico impegno; non è che qui possiamo adattare le cose e diventare felici. Quelli vengono definiti karmī, sciocchi. E’ un fatto che, finché sarete qui in questo mondo materiale, comunque possiate tentare di accomodare le cose per diventare felici, non sarà mai possibile. Non sarà mai possibile. Nel mondo occidentale stanno cercando di essere materialmente felici. Non sanno realmente cosa è la felicità, ma per felicità materiale intendono vita sessuale. Ogni giorno godono della vita sessuale, e assistono a danze nude per vedere se c’è felicità. Perché ci sarà felicità? Lì non ci può essere alcuna felicità. Ma questo è adattamento. Stanno cercando questo o quel modo. Questo è tutto.

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