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Jul 262016
 

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Bhagavad-Gita 2.4-5 — Londra, 5 agosto 1973

Prahlāda Mahārāja…Nṛsiṁhadeva concesse a Prahlāda Mahārāja: “Ora puoi avere qualsiasi tipo di benedizione ti piaccia” Così Prahlāda Mahārāja rispose: “Mio Signore, siamo materialisti, Io sono nato da un padre assolutamente materialista, quindi lo sono anche io, poiché sono nato da un padre materialista, anche io sono materialista E Tu, la Persona Suprema, vuoi offrirmi qualche benedizione. Posso ottenere qualsiasi tipo di benedizione da Te, lo so. Ma per farne cosa? Perché vuoi che io ti chieda qualche benedizione? Ho visto mio padre. Materialmente era così potente che anche gli esseri celesti, Indra, Candra, Varuna, si sentivano minacciati dai suoi occhi rossi. Ed ha ottenuto il controllo sull’universo intero, da quanto era potente, e poi ricchezze, potere, reputazione, tutto completamente, ma Tu hai terminato tutto in un secondo. Allora perché Tu mi stai offrendo tale benedizione? Cosa dovrei farne? Se accetto tale benedizione da Te e divento orgoglioso, e fare poi tutto il male contro di Te; e poi Tu finirai tutto in un secondo. Quindi gentilmente non offrimi tale benedizione, tale opulenza materiale. Meglio darmi la benedizione di essere impegnato nel servizio al tuo servitore. Questa è la benedizione che voglio. Lasciami essere benedetto da Te così che io possa essere impegnato al servizio del tuo servitore, non direttamente il Tuo servitore”.
Poi, dopo molte preghiere, dopo aver pacificato il Signore… Lui era molto arrabbiato. Poi, quando fu un po’ pacificato allora chiese: “Caro Signore, posso chiederti un’altra benedizione mio padre era un Tuo nemico molto, molto convinto. E questa è stata la causa della sua morte. Ora Ti chiedo gentilmente di scusarlo e di dargli la liberazione”. Questo è un figlio vaiṣṇava. Non ha chiesto nulla per sé sebbene sapesse che suo padre fosse il più grande nemico, tuttavia sta chiedendo che sia benedetto, che questo povero individuo possa essere liberato. Così il Signore Nṛsiṁhadeva rispondendo garantì: “Mio caro Prahlāda, non solo tuo padre, ma il padre di tuo padre, e suo padre, fino a quattordici generazioni, tutti sono liberati. Perché sei nato in quella famiglia”. Quindi chi è diventato un vaiṣṇava, un devoto del Signore, sta dando il più grande servizio alla famiglia. Perché per il rapporto con lui, il padre, la madre, chiunque, saranno liberati. Proprio come se, ne abbiamo avuto esperienza, una persona muore in battaglia la sua famiglia viene presa in cura dal governo. Allo stesso modo, diventare un devoto è la più grande qualifica. Si può avere tutto. yatra yogeśvaro hariḥ yatra dhanur-dharaḥ pārthaḥ (BG 18.78) Quando c’è Krishna e quando c’è il devoto, ogni vittoria, tutte le glorie sono lì. Questo è garantito.

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