Aug 292016
 

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Srimad Bhagavatan 5.5.2 — Hyderabad, 11 aprile 1975

Finché siamo a questo livello materiale di concetto del corpo ci sarà distinzione: “Io sono indiano, tu sei americano, tu sei inglese, tu sei questo, quello”; molte cose, molte designazioni. Pertanto, se si vuole elevarsi fino al livello di realizzazione spirituale, allora la formula è: sarvopādhi-vinirmuktam. sarvopādhi-vinirmuktaṁ tat-paratvena nirmalam (CC Madhya 19.170). Questo è l’inizio. Ciò significa che l’inizio è il livello brahma-bhūta. brahma-bhūta . La stessa cosa. E’ il Nārada Pañcarātra: ‘sarvopādhi-vinirmuktam’ e ‘brahma-bhūtaḥ prasannātmā’ nella Bhagavad-gītā (BG 18.54), la stessa cosa. Ovunque lo si cerchi nella letteratura vedica è la stessa cosa. Pertanto è autorità. Non c’è contraddizione. Al livello materiale tu scrivi un libro, io scrivo un libro, allora sono in disaccordo con te, e tu sei in disaccordo con me. Questa è la piattaforma materiale. Ma a livello spirituale, c’è la piattaforma della realizzazione del sé. Non vi è errore, non c’è illusione, non ci sono sensi imperfetti e non c’è imbroglio. Questo è il livello spirituale. Così la Bhagavad-gītā dice: brahma-bhūtaḥ prasannātmā na śocati na kāṅkṣati (BG 18.54). La stessa cosa è confermata nel Nārada Pañcarātra:
sarvopādhi-vinirmuktaṁ
tat-paratvena nirmalam
hṛṣīkeṇa hṛṣīkeśa-
sevanaṁ bhaktir ucyate
(CC Madhya 19.170)
Questo è il livello a cui dobbiamo arrivare, la piattaforma spirituale, nella quale hṛṣīkeṇa…
hṛṣīka significa ‘i sensi’, i sensi materiali e i sensi spirituali. Cosa sono i sensi spirituali? I sensi spirituali non sono un’insensatezza. No. Sono i sensi purificati. Coi sensi impuri io penso: “Questo corpo è indiano, quindi il mio dovere è servire l’India; questo corpo è americano, quindi devo servire l’America”. Questo è ‘upādhi’. Ma sensi spirituali significa ‘sarvopādhi-vinirmuktam’: «Non sono più indiano, non sono più americano, non sono più brāhmaṇa, non sono più śūdra”. Allora cosa sono? Come ha detto Caitanya Mahāprabhu, e come anche Krishna ha detto: sarva-dharmān parityajya mām ekam (BG 18.66). Quello è il livello spirituale, dove: “Io non appartengo più a questo o quel dharma. Sono semplicemente un’anima arresa a Krishna”. Questo è ‘sarvopādhi-vinirmuktam’ (CC Madhya 19.170). Se uno può arrivare a questo livello di comprensione spirituale, dove: “Io sono un’anima spirituale. ahaṁ brahmāsmi. Sono parte integrante di Dio”… mamaivāṁśo jīva-bhūtaḥ (BG 15.7). Krishna dice: “Tutte queste entità viventi sono parte integrante di Me”. manaḥ ṣaṣṭhānīndriyāṇi prakṛti-sthāni karṣati (BG 15.7): “Lottano per la vita, essendo avvolte dalla mente e dal corpo”. Questa è la loro condizione.
Quindi il nostro Movimento per la Coscienza di Krishna educa le persone così: “Tu non sei questo corpo, né questa mente, né questa intelligenza; sei oltre ciò, tu sei un’anima spirituale”. Krishna conferma questa ‘mamaivāṁśa’. Quindi, se Krishna è spirito, lo Spirito Supremo, allora siete anche voi spirito supremo. Ma l’unica differenza è che Egli è il Supremo e noi siamo subordinati. nityo nityānāṁ cetanaś cetanānām eko yo bahūnāṁ vidadhāti (Kaṭha Upaniṣad 2.2.13). Questa è l’ingiunzione Vedica: “Anche Lui è un’entita vivente e anche noi siamo entità viventi, ma Egli è il Supremo e noi siamo subordinati. Questa è la differenza. eko yo bahūnāṁ vidadhāti kāmān. Questa è la nostra posizione. Questa è realizzazione del sé: quando si capisce che Krishna, o il Signore Supremo, o Dio, o in qualunque modo Lo si chiami, è l’Anima spirituale totale, e noi siamo parte frammentaria di quell’anima spirituale; Egli è Colui che mantiene, noi siamo quelli mantenuti; Egli è il predominante, noi siamo dominati. Quindi questa è la prima realizzazione, ed è detta ‘brahma-bhūta’. E se si fa ulteriore progresso nello stadio brahma-bhūta, allora forse, dopo molte nascite, si può capire chi è Krishna. Questo è ‘bahūnāṁ janmanām ante’ (BG 7.19). Krishna dice nella Bhagavad-gītā: bahūnāṁ janmanām ante jñānavān māṁ prapadyate. Quando uno è perfettamente jñānavān, saggio, allora la sua attività è: vāsudevaḥ sarvam iti sa mahātmā sudurlabhaḥ (BG 7.19), può quindi capire che Vāsudeva, Krsna, il figlio di Vasudeva, è ogni cosa. Questa realizzazione è necessaria. Questa è la perfezione della coscienza di Krishna.

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