Jul 262016
 

image

Bhagavad-Gita 2.3 — Londra, 4 agosto 1973

Ataḥ śrī-kṛṣṇa-nāmādi na bhaved grāhyam indriyaiḥ (CC Madhya 17.136) Quindi come possono gli uomini ordinari capire il comportamento di Krishna? Siccome hanno ottenuto sensi ordinari, si sbagliano. E non solo Krishna, vale anche per il comportamento del devoto di Krishna, il vaiṣṇava. Anche questo è detto: vaiṣṇavera kriyā mūdra vijñeha nā bujhaya (CC Madhya 17.136) Anche quello che sta facendo un ācārya Vaiṣṇava ciò che egli sta facendo, anche l’uomo esperto, più intelligente, non lo riesce a capire quindi non dovremmo cercare di imitare le autorità superiori ma dobbiamo seguire l’ordine, l’ingiunzione data dalle autorità superiori. Non è possibile. Krishna incita Arjuna a combattere. Questo non significa che possiamo farlo anche noi, incitare, no. Questo sarà immorale. Per Krsna non è immorale. Qualunque cosa stia facendo, Dio è buono, Egli è completamente buono. Dovremmo accettarlo. Qualunque cosa Lui stia facendo, è bene. Questa è una cosa. E qualunque cosa io stia facendo, senza l’ordine dell’autorità, questo è tutto male. Ma Egli non richiede alcun ordine da chiunque altro. iśvaraḥ paramaḥ kṛṣṇaḥ (Bs. 5.1). Egli è il controllore Supremo. Lui non ha bisogno di istruzioni da nessuno. Qualunque cosa Lui faccia, è perfetta. Questa è comprensione di Krishna. Non che devo studiare Krishna a modo mio. Krishna non è sottoposto al vostro esame o test. Egli è sopra ogni cosa, Egli è trascendente. Pertanto coloro che non hanno la visione trascendentale fraintendono Krishna. Qui Egli è direttamente persuasivo.
klaibyaṁ ma sma gamaḥ pārtha
naitat tvayy upapadyate
kśūdraṁ hṛdaya-daurbalyaṁ
taktvottiṣṭha parantapa
(BG 2.3)
Il termine parantapa, questa stessa parola, è usata per: “Tu sei kṣatriya, tu sei un re. il Tuo impegno è quello di punire le persone dannose. Questo è il tuo impegno. Non si possono giustificare le persone dannose”. Anticamente i re erano così il re stesso giudicava un criminale veniva portato davanti al re, e se il re lo riteneva opportuno, avrebbe preso la sua spada, subito, per tagliare la testa. Questo era il dovere di re. Non molto tempo fa, circa cento anni fa in Kashmir, il re, non appena un ladro veniva catturato e portato davanti a lui e se era dimostrato che fosse un ladro, che aveva rubato, immediatamente il re tagliava le mani personalmente. Tagliate via. Anche 100 anni fa. Così tutti gli altri ladri erano avvertiti: “Questa è la vostra punizione”. Quindi non c’erano ladri. Non c’era furto, nessun furto in Kashmir. Anche se qualcuno perdeva qualcosa sulla strada, si lasciava lì, nessuno la toccherà. L’ordine era, l’ordine del re era: “Se qualcosa è sulla strada, trascurata, non la si può toccare. L’uomo che l’ha lasciata, sarebbe potuto venire, per raccoglierla. Non la si può prendere”. Anche cento anni fa. Quindi questa pena capitale è necessaria. Al giorno d’oggi la pena di morte è perdonata. Gli assassini non sono impiccati. Questo è tutto sbagliato, da mascalzoni. Un assassino deve essere ucciso. Nessuna pietà. Perchè solo un killer di umani? Anche un assassino di animali deve essere immediatamente impiccato. Questo è regnare. Il re dovrebbe essere così rigoroso.

This post has already been read 66 times

Sorry, the comment form is closed at this time.