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Nov 262016
 

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Bhagavad-Gita 2.19 — Londra, 25 agosto 1973

Se si vuole fermare queste nascita e morte non indulgete nella gratificazione dei sensi. Altrimenti ci si intrappola di nuovo.
nūnaṁ pramattaḥ kurute vikarma
yad indriya-prītaya āpṛṇoti
na sādhu manye yata ātmano ‘yam
asann api kleśada āsa dehaḥ
(SB 5.5.4)
Certo, questo corpo è per alcuni anni e poi finirà, d’accordo, finirà; ma dovrete accettare un altro corpo. Dovrete accettare un altro corpo perché avete il desiderio di gratificare i sensi. Percui gratificazione dei sensi significa che dovrete avere sensi materiali da gratificare. Ma Krishna è così tanto misericordioso: “Va bene, questo mascalzone vuole in questo modo. Diamogli questa capacità. Va bene. Questo mascalzone vuole mangiare escrementi. Bene. Che abbia un corpo di maiale.” Va avanti in questo modo per le leggi della natura. Percui questa conoscenza contenuta nella Bhagavad-gītā è proprio perfetta per la società umana. E Krishna vuole che questa conoscenza venga diffusa. sarva-yoniṣu kaunteya sambhavanti mūrtayaḥ… (BG 14.4): Egli è il padre che dà il seme. Il padre è naturalmente benevolo: “Questi mascalzoni stanno soffrendo, prakrti-sthāni. manaḥ ṣaṣṭhānīndriyāṇi prakṛti-sthāni karṣati (BG 15.7): sono guidati solamente dalla speculazione mentale, mana, e assistiti dai sensi; perciò lottano così duramente. Tornando a Me potrebbero vivere così bene: come Mio amico, come Mio amante, come Mio padre, come Mia madre, a Vṛndāvana. E così, in questo modo, li richiama di nuovo. Per questo viene Krishna, yadā yadā hi dharmasya (BG 4.7); perché il mondo intero sta rincorrendo l’impressione sbagliata del piacere dei sensi. Pertanto Egli viene e suggerisce: sarva-dharmān parityajya (BG 18.66), “Mascalzoni, rinunciate a tutti questi impegni. Non siate orgogliosi di essere scientificamente progrediti. Siete tutti mascalzoni. Rinunciate a questa assurdità. Vienite a Me. Io vi darò protezione”. Questo è quanto isericordioso sia Krishna. E lo stesso impegno dovrebbe essere compiuto dal servitore di Krishna. Senza diventare un grande yogi o facendo magie; no, non è necessario. Basta dire quello che dice Krishna e si diventa maestro spirituale. Senza dire alcuna sciocchezza. L’ha detto anche Caitanya Mahāprabhu: yāre dekha tāre kaha ‘kṛṣṇa’-upadeśa (CC Madhya 7.128), “Diffondete semplicemente l’insegnamento di Krishna a chiunque incontriate. Così diventate maestro spirituale. È tutto. Una cosa semplice.
Molte grazie.

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