Sync.com - private cloud
We recommend Sync.com for the security of your data

Nov 092016
 

ORIENTE E OCCIDENTE

I concetti su Dio esposti nella Bhagavad-gita contengono quelli delle altre tradizioni
religiose e danno una piena rappresentazione della Verit‡ Assoluta.

di Satyaraja Dasa

I termini occidentali monoteismo, panenteismo e panteismo riflettono la presentazione dellíAssoluto nella Bhagavad-gita come Bhagavan (Sri Krishna), Paramatma (Anima Suprema), Visvarupa (Forma Universale) e Brahman onnipervadente.

“La Bhagavad-gita propone una visione panteistica di Dioî, egli disse con un tono autorevole da cui risultava chiara la fiducia in se stesso derivante da molti anni díinsegnamento. ìLíimmensa visvarupa ó la forma universale di Krishna che include tutta la manifestazione materiale, ivi compreso il tempo ó ci rivela molto sulla visione di Dio nella Gita.î Un suo amico, anchíegli un famoso studioso, sembrÚ dissentire. ìLa Gita va al di l‡ del panteismo e ci indica come percepire Dio in ogni cosa. In particolare il decimo capitolo ci mostra Krishna come líesemplare superlativo in settanta categorie e come Egli si manifesta nel mondo percepibile.î Anche un terzo collega espresse la sua ben meditata opinione: ìIn ultima analisi la Gita insegna la bhakti, la devozione a Krishna, Dio la Persona Suprema. In questo senso non differisce dalle grandi tradizioni monoteistiche occidentali. Penso che abbiate sbagliato entrambi.î Partecipavo al dibattito di una commissione durante la conferenza dellíAccademia Americana della Religione e, da quanto avevo sentito, notai che tutti e tre gli studiosi si esprimevano correttamente, ciascuno secondo la propria visione. Riflettendo attentamente sui loro punti di vista personali, ebbi una realizzazione: la Gita li contiene tutti! In Occidente, i teologi tendono a parlare di Dio in tre modi, usando i termini panteismo, panenteismo e monoteismo con poche differenze tra di loro. Questo significa che la teologia occidentale parla di Dio (1) come impersonale, diffuso in tutto quello che vediamo ed oltre o come coincidente con la natura, (2) come esistente allíinterno e allíesterno di ogni cosa o (3) come líEssere Supremo, onnipotente, onnisciente e tutto il resto. Coloro che conoscono bene la Bhagavad-gita cosÏ comíË di Srila Prabhupada riconosceranno subito le relazioni tra questi tre concetti di Dio e il Brahman, il Paramatma e Bhagavan, i tre livelli della divinit‡ presentati in modo pi˘ succinto nello Srimad-Bhagavatam (1.2.11): ìI saggi trascendentalisti che conoscono la Verit‡ Assoluta chiamano questa sostanza unica, al di l‡ di ogni dualit‡, con i nomi di Brahman. Paramatma e Bhagavan.î

Panteismo e Brahman

Il panteismo viene compreso in vari modi tra loro collegati. Innanzitutto, il panteismo afferma che Dio e la natura sono la stessa cosa, dicendo che Egli esiste come tutto e che questo tutto Ë Dio. In greco, pan = tutto e theos = Dio. Secondo questo punto di vista, líuniverso, ivi compresa tutta la materia e tutta líenergia, Ë uníentit‡ metafisica che Ë aldil‡ della nostra percezione. Il ìDioî panteistico ó sia impersonale che nonteistico (considerando il significato usuale di teismo) ó Ë completamente immanente o molto vicino, se soltanto avessimo gli occhi per vederlo. Spesso la dottrina panteistica va oltre, individuando ìun modo di credere per cui ogni entit‡ esistente Ë soltanto un unico Essere e tutte le altre forme della realt‡ sono o modi (apparenze) di esso o con esso coincidenti.î Questa chiaramente Ë una definizione occidentale di Dio che rimanda al Brahman. I Veda definiscono il Brahman come un ìdivinoî trascendente e impersonale. Il Rig Veda in particolare, in una preghiera nota come Purusa-sukta (10.90.4), ci dice che il Brahman, che qui ha una forma pi˘ personale, ha espanso una parte di Se stesso come mondo creato, dove Egli esiste senza forma o personalit‡, che ne costituiscano líessenza. Forse questo costituisce il pi˘ antico riferimento al panteismo ó anche se questa parola non viene usata ó di ogni letteratura religiosa, orientale o occidentale.

Nella Gita, si possono trovare tracce di panteismo (in particolare líunit‡ di Dio con líuniverso) nel settimo capitolo, in cui Krishna Si identifica con varie realt‡ materiali: Egli Ë il gusto dellíacqua, la luce del sole e della luna, il suono dellíetere, la capacit‡ dellíuomo e via dicendo. Uníanalisi pi˘ attenta, perÚ, rivela che queste sono manifestazioni della Sua energia e che Egli rimane completamente separato da loro. Tuttavia Egli afferma di essere, in un certo senso, tutto ciÚ che esiste (vasudevah sarvam iti), e il nono capitolo della Gita in pratica lo conferma. (Vedi i versi 4, 5, 6, 16-18) Il Signore illustra nuovamente questa Sua natura onnipervadente nel capitolo decimo, dove Si identifica con il meglio di ogni cosa esistente. Egli Ë Siva, líoceano, il leone, Garuda, líHimalaya, la lettera A, il tempo eterno, Brahma, la verit‡ stessa, la vittoria, líavventura e via dicendo. Chiaramente perÚ questo non Ë tutto ciÚ che Ë Krishna ed Egli cosÏ parla di Se stesso definendo tutto quello gi‡ detto ed ancora di pi˘ come ìmeramente indicativoî della Sua gloria (esa tuddesatah proktah, 10.40) e nientíaltro che una scintilla del Suo splendore (mama tejo ímsa-sambhavan, 10-41).

Una visione panteistica pi˘ definita Ë quella dellíundicesimo capitolo della Gita, dove il Signore rivela la Sua forma universale (visvarupa). Dettagli di questa forma appaiono nel secondo canto dello Srimad-Bhagavatam, in particolare nei capitoli primo e sesto. Qui apprendiamo che ìla gigantesca manifestazione del mondo materiale fenomenico nella sua interezza Ë il corpo personale della Verit‡ Assoluta Öî (2.1.24), e che ìla sfera dello spazio esterno costituisce le cavit‡ dei Suoi occhi, e il globo oculare Ë il sole e la capacit‡ di vedere. Le Sue ciglia sono il giorno e la notte e nei movimenti delle Sue sopracciglia risiedono il Signore Brahma ed altre personalit‡ del suo livello.î (2.1.30) Il Bhagavatam continua in questa direzione dandoci uníapprofondita meditazione sullíAssoluto, che consente ai praticanti di ìvederLoî virtualmente nel mondo materiale. Il Bhagavatam (1.3.30) perÚ Ë chiaro: ìIl concetto della forma universale, virat, del Signore, cosÏ come appare in questo mondo, Ë immaginario; esso ha solo lo scopo di permettere agli spiritualisti neofiti o díintelligenza inferiore di abituarsi allíidea che il Signore possiede una forma, ma in realt‡ il Signore non ha una forma materiale.î Quindi, la manifestazione universale del Supremo ha lo scopo di portare i neofiti da una comprensione impersonale dellíAssoluto ad un concetto del Signore come Persona e di aiutarli a rendersi conto che mentre Egli non ha una forma materiale, ne ha invece una spirituale. PoichÈ questa visione universale del Signore che uguaglia Dio al mondo fenomenico ó cioË, come natura visibile con cui Ë completamente amalgamato o da essa inseparabile ó Ë una forma di panteismo, cíË bisogno di procedere ulteriormente per comprendere la natura spirituale di Dio.

Il panteista che non guarda oltre le complesse manifestazioni della materia puÚ anche essere considerato un ateo perchÈ ignora la loro sorgente personale supremamente attraente e trascendentale. Detto questo, una visione pi˘ ampia del panteismo si puÚ trovare negli insegnamenti della Gita. Srila Prabhupada scrive: Al suo livello pi˘ alto, il panteismo proibisce allo studente ogni concezione impersonale della Verit‡ Assoluta, ma estende la concezione della Verit‡ Assoluta al campo della cosiddetta energia materiale. Ogni cosa creata allíinterno della materia puÚ essere messa in relazione con líAssoluto mediante un atteggiamento di servizio, che costituisce il principio fondamentale dellíessere individuale. Il puro devoto del Signore conosce líarte di ridare a ogni cosa la sua vera natura spirituale grazie al suo atteggiamento di servizio. Solo attraverso questa via devozionale la teoria panteista trova la sua perfezione. (Srimad-Bhagavatam 2.1.20, Spiegazione) Qui Prabhupada suggerisce che la visione panteistica puÚ rappresentare uno stadio preliminare imperfetto che puÚ portare ad una realizzazione della Verit‡ Assoluta pi˘ matura e completa come qualcosa molto pi˘ grande di tutto ciÚ che puÚ essere trovato nella natura materiale. Questo si relaziona con la visione Vaisnava che vede la realizzazione del Brahman come una concezione impersonale di Dio di livello inferiore.

Panenteismo e Paramatma

Mentre la Gita vede il panteismo come immaturo e incompleto, accetta pi˘ naturalmente una visione panenteistica in cui tutte le cose sono intrise della presenza di Dio e tutte le cose sono nello stesso tempo in Dio. In opposizione al panteismo che vede Dio come il tutto, il panenteismo vede Dio in tutto (pan = tutto, en =in e theos = Dio) o tutto in Dio. Il termine panenteismo Ë attribuito al filosofo tedesco Karl Christian Friedrick Krause (1781-1832), che voleva conciliare monoteismo e panteismo. Da un punto di vista Vaisnava, il panenteismo presenta qualche aspetto salvifico. Per esempio, nel Bhagavatam (11.15.36) Krishna dice: ìEsisto allíinterno di ogni cosa come Anima Suprema e allíesterno di ogni cosa nel Mio aspetto onnipervadente.î La Gita (6.30) ci incoraggia a vedere tutto in Krishna e Krishna in tutto: yo mam pasyati sarvatra sarvam ca mayi pasyati. E la Brahma-samhita (5.35) afferma: ìTutti gli universi esistono in Lui [Krishna], ed Egli Ë presente nella Sua completezza in ogni atomo.î Chiaramente tutte queste sono affermazioni panenteistiche. Ora Dio per essere in ogni cosa deve essere pi˘ piccolo del pi˘ piccolo e perchÈ ogni cosa possa essere in Lui, deve essere pi˘ grande del pi˘ grande. Inconcepibilmente Egli deve contemporaneamente essere entrambi. In effetti questo Ë proprio come Egli viene descritto in molti brani delle Scritture.

La Katha Upanisad (1.2.20), per esempio ci dice che Dio Ë pi˘ piccolo del pi˘ piccolo e pi˘ grande del pi˘ grande (anor aniyan mahato mahiyan). La Gita ci dice che Dio Ë sia il pi˘ piccolo (anor aniyamsam, 8.9) sia il pi˘ grande (vibhum, 10.12) e ci rivela inoltre che tutti gli esseri sono in Krishna (mat-sthani-sarva-bhutani, 9.4). Líaltro aspetto dello stesso concetto, che Dio Ë in tutto, ci porta a considerare il Paramatma. In questo caso il panenteismo puÚ essere visto come líequivalente occidentale della realizzazione del Paramatma, al cui interno si vede Krishna (o la Sua espansione Visnu) come onnipervadente ó presente nel cuore di tutti gli esseri viventi e in ogni atomo. Questo Ë un aspetto pi˘ localizzato e pi˘ personale del Signore rispetto al concetto del Brahman panteistico, ma non tutto Ë cosÏ semplice. Ci sono differenze tra il panenteismo, come viene comunemente interpretato e il concetto Vaisnava di Paramatma. Mentre la similarit‡ di ìDio in tuttoî Ë presente in entrambe, Paramatma va oltre mettendo un ìvoltoî al Dio panenteistico. Il fattore critico qui Ë la forma. In particolare sia la Gita sia il Bhagavatam (2.2.9) si esprimono in modo dettagliato su come Visnu appare in ogni atomo: ìEgli ha quattro braccia e tiene nelle mani un fiore di loto, una ruota di carro, una conchiglia e una mazza. La Sua bocca Ë raggiante di felicit‡ e i Suoi occhi si aprono come i petali di un fiore di loto. La Sua veste ornata di pietre preziose Ë dello stesso giallo zafferano del fiore kadamba. Egli porta anche degli orecchini e una corona scintillante.î Inoltre mentre la visione panenteistica afferma che tutto Ë in Dio e qualche volta che Dio Ë in tutto, non Ë mai molto chiara la relazione tra il Dio percepito nella natura e líessere trascendentale che Ë la sorgente di tutto quello che vediamo.(3)

Il Bhagavatam e la Gita ci danno uníidea di questa sorgente molto pi˘ sviluppata, addirittura potremmo dire sofisticata. Questi versi Vaisnava ci dicono che Krishna Ë la radice di tutte le manifestazioni divine e che il Paramatma emana dalla sorgente originale, pienamente partecipe della Sua natura trascendentale. Líonnipotente Persona Suprema puÚ riprodurre la Sua essenzialit‡ manifestandosi in ìforma personale diffusa di Se stessoî, come il Paramatma viene descritto da Prabhupada. PerciÚ per offrire una terminologia nuova alla tradizione occidentale, chiameremo la teologia del Paramatma come ìEstensione personaleî. Questo differisce sia dal punto di vista per cui Dio Ë in un certo senso identico con tutto quello che esiste (panteismo) sia da quello per cui Egli Ë presente a livello impersonale allíinterno di tutto ciÚ che vediamo (panenteismo). Questo perÚ non Ë ancora un vero e proprio monoteismo.

MONOTEISMO E BHAGAVAN

Quando gli eruditi parlano delle ìtre grandi tradizioni monoteisticheî, in generale essi non parlano del Vaisnavismo o della tradizione della Bhagavad-gita. Parlano invece dellíebraismo, del cristianesimo e dellíIslam. Basterebbe perÚ che guardassero appena sotto la superficie per trovare forse la pi˘ antica tradizione monoteistica. Giustamente, si deve essere prudenti quando si applicano i termini di un insieme di tradizioni religiose ad un altro insieme caratterizzato da una sua propria storia, da proprie comprensioni e da propri modi díintendere la spiritualit‡. Le persone che síidentificano con la tradizione giudaico-cristiana hanno nella mente idee molto particolari quando si riferiscono al monoteismo e questo Ë degno di rispetto. Lo stesso va detto dei termini panteismo e panenteismo, ma, fatta questa premessa, il Dio della Gita Ë chiaramente líEssere Supremo e il destinatario dellíadorazione monoteistica. Krishna viene descritto come Dio degli esseri celesti (10.15), líorigine di tutti gli altri esseri celesti (10.2), la persona primordiale (11.38), il Signore dei mondi (5.29), il creatore e il mantenitore di tutto (8.9) e via dicendo. Come Arjuna dice, nessuno Ë uguale a Lui o pi˘ grande di Lui (11.43). In effetti la supremazia di Krishna Ë cosÏ evidente da chiedersi perchÈ mai ci dovrebbero essere problemi a questo riguardo. Forse questo accade perchÈ Egli viene confuso con altre divinit‡ ó esseri celesti o esseri specificatamente potenziati ó che svolgono servizio di amministratori dellíuniverso. In verit‡ questa Ë la ragione per cui molte forme di religioni indiane vengono spesso descritte come politeistiche o che comportano líadorazione di molte divinit‡. Almeno per quanto riguarda la Gita perÚ, questo tipo di accuse non sta in piedi. Anche se altre divinit‡ possono esistere, la supremazia di Krishna Ë chiara.

Alcuni studiosi della Bibbia vorrebbero a questo punto contrastarci affermando che, poichÈ altre divinit‡ vi sono quantomeno riconosciute, la religione della Gita non Ë un vero monoteismo nel senso tradizionale della parola. Dovremmo ricordare perÚ che le antichissime trib˘ israelitiche praticavano la ìmonolatriaî in opposizione ad un severo monoteismo: adoravano un Dio Supremo tra molti. Inoltre, come gi‡ affermato, noi usiamo la parola monoteismo con cautela. Si deve anche far rilevare che il monoteismo della Gita Ë diverso dagli altri, tanto da meritarsi una propria terminologia. A questo proposito, Graham M. Scheweig, professore di studi religiosi alla Christopher Newport University della Virginia, definisce il Vaisnavismo della Gita un ìmonoteismo polimorficoî, cioË una teologia che riconosce molte forme (ananta-rupa), di uníunica, singola divinit‡.(4) PoichÈ si afferma che Dio ha molte forme, si puÚ con leggerezza accusare questa tradizione di politeismo. Coloro che perÚ comprendono bene questa tradizione sanno che essa si limita semplicemente a riconoscere la capacit‡ di Dio di essere in molti posti con forme diverse contemporaneamente. Questo non significa affermare che tutte sonoforme di Dio. La letteratura vedica definisce molto chiaramente quali sono le forme del Signore Supremo e solo esse sono da adorare. La Gita stimola líadorazione dellíunica Suprema Personalit‡ di Dio, conosciuta come Bhagavan. (5) Líadorazione monoteistica di Bhagavan, adorato con amore come Krishna o Visnu, Ë perÚ unica nella storia delle religioni, perchÈ in essa si puÚ davvero vedere o visualizzare il Signore che preghiamo. Se le scritture descrivono il Paramatma che si trova allíinterno di ogni atomo, esse fanno molto di pi˘ per Krishna. Per i devoti le Sue numerose forme estatiche e le Sue attivit‡ di ogni giorno con i Suoi eterni associati nel mondo spirituale divengono familiari.

Tre Aspetti della Stessa Verit‡

Sono díaccordo con i tre eruditi citati allíinizio di questo articolo e accetto i loro diversi punti di vista. Come il primo di questi studiosi con buone intenzioni, anchíio riconosco che la Gita propone un certo tipo di panteismo, cioË la presenza di Dio come dimensione metafisica della natura, ma mi affretterei ad aggiungere che il panteismo della Gita supera quello di cui sentiamo di solito parlare in Occidente. Esso ci mostra che dietro il divino percepibile nel mondo naturale cíË una persona. Sono anche díaccordo che la Gita contiene una forma di panenteismo quando condivide con i suoi lettori líimmanenza di Dio e il modo in cui possiamo percepire questa immanenza nella nostra vita giorno dopo giorno. Infine, naturalmente, concordo pi˘ di tutti con il terzo studioso ó che il definitivo insegnamento della Gita Ë la bhakti, la devozione a Dio, la Persona Suprema. Questa Ë la gloria suprema della Gita. Quello che mi trova dissenziente Ë il modo in cui i tre eruditi affrontano la singolarit‡ della Gita. Essa ci offre differenti visioni di Dio, tutte legittime e ciascuna in grado di rivelare aspetti diversi del divino. Il fatto che uno di questi aspetti sia corretto non significa che gli altri siano sbagliati. Anzi la Gita si compiace della sua realt‡ dalle molte sfaccettature, portando i suoi lettori dal concetto fondamentale della Verit‡ Assoluta fino a Krishna, Dio la Persona Suprema.

Brahman, Paramatma e Bhagavan sono tre aspetti di questa stessa verit‡ che si manifestano in modi diversi in base alla realizzazione e alla saggezza del praticante. Coloro che si avvicinano a Dio attraverso la conoscenza tendono a realizzare il Suo aspetto di eternit‡ e questo al livello pi˘ elevato Ë la realizzazione del Brahman. Gli yogi e i mistici meditano sul Signore nel cuore e il punto pi˘ elevato di questa meditazione viene detta realizzazione del Paramatma. A questo livello una persona realizza non solo líeternit‡ ma anche lo scopo definitivo di tutta la conoscenza. Infine le ricerche teistiche pi˘ elevate e comprensive culminano nella devozione a Dio. Coloro che seguono questo metodo si concentrano su Bhagavan, la cui adorazione porta allíamore divino. Qui una persona raccoglie il beneficio di tutti gli altri metodi e al praticante viene offerto lo zenith non solo dellíeternit‡ e della conoscenza, ma anche della felicit‡. Questo Ë ciÚ che di meglio possono offrire il panteismo, il panenteismo e il monoteismo.

Satyaraja Dasa, discepolo di Srila Prabhupada, collabora regolarmente con BTG. Ha scritto pi˘ di venti libri sulla coscienza di Krishna e vive vicino a New York City.

NOTE (1) H.P. Owen. 1971. Concepts of Deity (London: Macmillan). (2) Philip Clayton and Arthur Peacocke, ed. 2004. In Whom We Live and Move and Have Our Being: Panentheistic Reflections on Godís Presence in a Scientific World (Grand Rapid, MI. Eerdmans). (3) Colui che vede ìDio come tuttoî (panteismo puÚ facilmente incorrere nellíerrore comune di identificarsi con Dio, dato che ogni individuo Ë chiaramente parte del ìtuttoî. Allo stesso modo colui che vede ìDio in tuttoî (panenteismo) puÚ altrettanto facilmente vedere il divino in se stesso identificandosi erroneamente con Dio. Colui perÚ che ha queste realizzazioni unite con la realizzazione di Bhagavan e adora Dio con una visione monoteista ha minori probabilit‡ di cadere preda di questa erronea concezione. (4) ìKrishna, The Intimate Divinityî di Graham M. Schweig edito da Edwin F. Bryant e Maria L. Ekstrand del 2004. The Hare Krishna Movement: The Postcharismatic Fate of a Religious Transplant (New York: Columbia University Press), pag.18. (5) In definitiva, come il dottor Schweig mette in evidenza, la tradizione puÚ essere vista come bimonoteistica-polimorfica, visto che essa riconosce una doppia divinit‡ maschile e femminile, la cui ultima manifestazione Ë Sri Sri Radha-Krishna. Vedi il suddetto testo a pag.19.

(Tratto da Ritorno a Krishna – bbtitalia.com)

This post has already been read 151 times

 Posted by on 9 November 2016 at 01:12:15 AST

Sorry, the comment form is closed at this time.