May 242017
 

Srimad Bhagavatan 5.5.2 — Londra, 17 settembre 1969

Prabhupāda:
mahāntas te sama-cittāḥ praśāntā
vimanyavaḥ suhṛdaḥ sādhavo ye
(SB 5.5.2)
Nell’ultimo incontro abbiamo discusso circa la via della salvezza. Ci sono due percorsi. Un percorso è per la salvezza. Salvezza significa liberazione da questa schiavitù materiale. La gente non capisce cosa è la schiavitù materiale, ma coloro che sono nella coscienza di Krishna sono istruiti su ciò che è schiavitù e su ciò che è liberazione.
Un’anima spirituale, essendo parte integrante del Signore Supremo, è per natura molto potente. Noi non sappiamo quanta energia spirituale abbiamo, ciò viene nascosto dalla copertura materiale. Proprio come questo fuoco. Se ci sono troppe ceneri il calore del fuoco non viene percepito correttamente. Ma rimuovendo la cenere, e arieggiandolo quando è ardente, poi si arriva al giusto caldo, e lo si può utilizzare per molti scopi. Allo stesso modo, noi, come anima spirituale, abbiamo un potere immenso. E Dio è l’Anima spirituale Suprema, non possiamo immaginare quanto potere Dio abbia. Ma anche noi, che siamo semplicemente una particella minuta… Il paragone è proprio come col fuoco e le scintille. Entrambi il fuoco e le scintille sono fuoco. Anche la scintilla, laddove la scintilla cadrà, subito brucerà. Allo stesso modo, noi abbiamo, in minima quantità, tutte le qualità di Dio. Dio ha la forza creativa, per cui anche noi creiamo tante cose. Gli scienziati creano così tante cose meravigliose da risultare fantastiche per persone come noi, perché non sappiamo quanto meravigliosamente si può agire. Non lo sappiamo.

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