Sync.com - private cloud
We recommend Sync.com for the security of your data

Feb 122017
 

Bhagavad Gita 6.35-45 — Los Angeles, 20 febbraio 1969

devoti: Tutte le glorie a Śrīla Prabhupāda.
Devoto: Verso 35: “Il Signore Beato disse: O Arjuna dalle braccia potenti, è certamente difficile domare questa mente agitata, tuttavia è possibile con una pratica costante e col distacco (BG 6.35).”
Prabhupāda: Ora, Krishna dice: “Sì”; Krishna non dice che non è difficile, Krishna dice: “Sì, è difficile. Ma è possibile con la pratica costante.” Questa pratica costante è quella di impegnare se stessi in qualcosa che ci ricordi Krishna, fare qualcosa; perciò abbiamo così tante attività. Non solo kīrtana, ma attività del tempio, attività del prasādam, attività di pubblicazione, tante attività; ognuno è impegnato in qualche attività e Krishna è il punto centrale. Quindi una persona che digita sulla tastiera per Krishna sta praticando yoga. Una persona che sta cucinando per Krishna sta praticando yoga. Una persona che sta cantando in strada, distribuendo la nostra letteratura, è anch’egli in Krishna. Quindi, siamo impegnati in abitudini ordinarie, come nella nostra vita materiale eravamo impegnati in tante cose. Se noi plasmiamo la nostra vita in relazione a Krishna, allora in ogni attività c’è la coscienza di Krishna, e quindi automaticamente c’è questa perfezione dello yoga. Sì, avanti.
Devoto: Verso 36, ” Per chi non ha il controllo della mente, la realizzazione spirituale sarà un’impresa difficile. Ma per colui che domina la mente e si sforza nel modo giusto, il successo è assicurato. Questa è la Mia opinione. (BG 6.36)” Spiegazione: “La Persona Suprema dichiara che chi non accetta il corretto trattamento per staccare la mente dai legami materiali difficilmente può raggiungere il successo nella realizzazione spirituale. Praticare lo yoga mantenendo la mente nel piacere materiale è come cercare di accendere un fuoco versandovi dell’acqua. Allo stesso modo, la pratica dello yoga senza controllo mentale è una perdita di tempo”.
Prabhupāda: Perché mi siedo per meditare. Naturalmente con la meditazione si sta concentrando la mente su Viṣṇu, ciò è un bene. Ma ci sono molte associazioni di yoga che educano i loro studenti a concentrare la loro mente su qualcosa di vuoto, su qualche colore, non esattamente sulla forma di Viṣṇu. Così è un compito molto difficile. Viene anche spiegato nella Bhagavad-gītā: kleśo ‘dhikataras teṣām avyaktāsakta-cetasām (BG 12.5), cercare di concentrare la mente sul vuoto impersonale è molto difficile e problematico. Almeno qui nel tempio questi studenti stanno cercando di concentrare la mente su Krishna, ma concentrare la propria mente sul vuoto è molto difficile. Certamente la mia mente è instabile; invece di trovare qualcosa di vuoto, la mia mente è impegnata in qualcosa d’altro perché la mente deve essere impegnata in qualcosa. Se non è impegnata con Krishna, allora deve essere impegnata con māyā. Quindi, se non si può fare così, allora la cosiddetta meditazione e la postura seduta sono semplicemente inutili perdite di tempo.
Devoto: “Una tale esibizione di pratica yoga può essere materialmente redditizia, ma inutile per quanto riguarda la realizzazione spirituale.”
Prabhupāda: Sì. Materialmente redditiza. Supponiamo che io dia lezioni di yoga, e faccia pagare cinque dollari a seduta. Il denaro non è molto raro nel vostro paese, voi verreste. Ma dandovi semplicemente qualche postura, o premendo il naso e questo e quello, se non si può raggiungere il vero frutto della pratica dello yoga, allora avete sprecato tempo e denaro, e io vi ho ingannati. Questo è tutto. Così non è possibile. Questo non è possibile. Si deve concentrare la mente sulla forma di Viṣṇu, costantemente, di continuo, questo è chiamato samādhi. Quindi la stessa cosa è stata fatta in modo diverso, adatto per questa epoca: questa è la coscienza di Krishna. Vai avanti.
Devoto: “Perciò la mente deve essere controllata impegnandosi costantemente nel servizio d’amore al Signore. Senza essere impegnati nella coscienza di Krishna non si può controllare la mente con fermezza. Una persona cosciente di Krishna raggiunge facilmente il risultato della pratica dello yoga, senza sforzi indipendenti, mentre gli altri yogī non possono conoscere il successo senza diventare coscienti di Krishna.
Prabhupada: Proseguiamo.

This post has already been read 100 times

Sorry, the comment form is closed at this time.