Sync.com - private cloud
We recommend Sync.com for the security of your data

Sep 142016
 

image

Srimad Bhagavatan 7.9.3 — Mayapur, 17 febbraio 1977

Brahmā si suppone sia il primo essere vivente in questo universo. Lakṣmī ebbe paura; anche Brahmā si spaventò. Perciò Brahmā chiese a Prahlāda Mahārāja: “Vai avanti, figlio mio, e placa il Signore. Tu puoi farlo perché è per te che Egli è apparso in questa feroce sembianza. Tuo padre Lo ha offeso in tanti modi per canzonarti, ti puniva, ti ha messo in difficoltà. Perciò Egli è apparso con grande ira. Quindi tu puoi placarLo. Noi non possiamo. Non è possibile.” prahlāda preṣayām āsa brahma avasthita antike. Prahlāda Mahārāja, essendo un devoto molto elevato, poteva placare il Signore. bhaktyā. con la bhakti è possibile controllare il Signore Supremo. Questo è l’unico modo. bhaktyā maṁ abhijānāti (BG 18.55). Attraverso la bhakti viene anche la conoscenza, e attraverso la bhakti è possibile controllare Dio. Vedeṣu durlabham adurlabha ātmā-bhaktau: non si può comprendere Dio studiando i Veda. Vedeṣu durlabham adurlabha ātmā-bhaktau. Ma per i Suoi devoti, Lui è molto, molto facilmente disponibile. Pertanto la bhakti è l’unica risorsa. Bhaktyām ekayā grāhyam. Solo attraverso la bhakti ci si può avvicinare, si può parlare con Dio su parità di livello, proprio come un amico. I ragazzi mandriani trattavano Krishna sullo stesso piano: “Krishna è come noi.” Ma loro amavano Krishna molto, molto intensamente. Questa è la loro qualifica. Perciò Krishna a volte accetta di prendere quei ragazzi sulle Sue spalle. Quindi questo è…Krishna vuole questo; “Il Mio bhakta…Sii Mio bhakta e comandaMi. Ognuno Mi adora con soggezione e venerazione. Voglio qualcuno che si faccia avanti e Mi comandi”. Egli vuole questo; perciò ha accettato Madre Yaśodā: per controllarLo. Come può essere controllato Dio? Īśvaraḥ paramaḥ kṛṣṇaḥ (Bs. 5.1): Egli è il controllore supremo. Chi Lo può controllare? Non è possibile. Ma Egli accetta di essere controllato dal Suo puro devoto. È d’accordo: “Sì, madre, comandaMi. LegaMi. MostraMi il tuo bastone in modo che Io possa avere paura”.
In Lui c’è ogni cosa. Non pensiate che Dio sia pari a zero, śūnyavādi. No. Egli è tutto. Janmādy asya yataḥ (SB 1.1.1). athāto brahma jijñāsā: fate domande sul Brahman. Paraṁ brahma paraṁ dhāma pavitraṁ paramaṁ bhavān (BG 10.12). Quindi ci deve essere la collera, non è che Dio deve essere sempre pacifico. Ma la differenza è che la Sua rabbia e il Suo atteggiamento tranquillo producono lo stesso risultato. Prahlāda Mahārāja, un devoto. Lui è molto soddisfatto con Prahlāda Mahārāja, ed è molto insoddisfatto con il padre, ma il risultato è lo stesso: entrambi ottennero la liberazione. Anche se un devoto diventa un compagno, mentre il demone che viene ucciso da Dio non diventa un Suo associato, non essendo qualificato, tuttavia entra nel regno spirituale. Viene liberato da questa schiavitù materiale. Quindi perché un devoto dovrebbe ottenere la stessa posizione? Pertanto, māṁ eti. tato māṁ tattvato jñātvā viśate tad-anantaram (BG 18.55). Essi viśate, entrano, entrano nel regno spirituale. Tutti coloro che si liberano vi entrano.
brahma-bhūtaḥ prasannātmā
na śocati na kāṅkṣati
samaḥ sarveṣu bhūteṣu
mad-bhaktiṁ labhate…
(BG 18.54)
Ma a coloro che sono devoti è permesso di entrare nei pianeti Vaikuṇṭha o nel pianeta Goloka Vṛndāvana. In questo modo uno ottiene la sua posizione originale. Ma se non la otteniamo con la bhakti allora possiamo entrare nella radiosità del Brahman, ma vi è possibilità di cadere. Āruhya kṛcchreṇa paraṁ padaṁ tataḥ patanty adho ‘nādṛta-yusmad-aṅghrayaḥ (SB 10.2.32). Quindi, coloro che sono impersonalisti possono entrare nel regno spirituale, che si chiama paraṁ padaṁ. padaṁ padaṁ yad vipadāṁ na teṣām (SB 10.14.58). Ma c’è anche la possibilità di cadere. Āruhya kṛcchreṇa. Dopo severe austerità si può entrare nella radiosità del Brahman, ma a meno che non si abbiano informazioni del paraṁ padaṁ -samāśritā ye pada pallava plavam- c’è possibilità di cadere. Nel mondo materiale c’è bhūtvā bhūtvā pralīyate (BG 8.19).
Ma anche se si entra nel regno spirituale a volte succede; naturalmente questo per il desiderio di Dio, proprio come per Jaya-Vijaya. Erano compagni personali, ma viene spiegato che è Krishna che volle così: “Loro dovrebbe andare… e così: Hiraṇyakaśipu…, questi due, Jaya-Vijaya, dovrebbero andare nel mondo materiale, e Io devo lottare con loro”. Poiché c’è questa tendenza a combattere, incollerirsi, dove la esibirà? Nei Vaikuṇṭha non c’è possibilità di esibire questa collera e il combattimento. Questo non è possibile. Pertanto Egli induce il Suo devoto: “Vai nel mondo materiale e diventa il Mio nemico, e io combatterò. Mi arrabbierò”; perché nel Regno spirituale Vaikuṇṭha non c’è la possibilità. Tutti stanno servendo, tutti sono amichevoli. Alcune relazioni…Che ragione c’è di combattere? Ma lo spirito combattivo c’è, la collera c’è; dove Egli li esibirà? E perciò Krishna Si manifesta; diventa collerico e un devoto diventa nemico. E questo è il kṛṣṇa-līlā, nitya-līlā. Succede così.

This post has already been read 126 times

Sorry, the comment form is closed at this time.