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May 182017
 

Srimad Bhagavatan 6.1.56-57 — Bombay, 14 agosto 1975

Istruzione significa diventare essere umano. Anche Cāṇakya Paṇḍita, sebbene fosse un politico ma brāhmaṇa, definisce chi è istruito, paṇḍita. Il brāhmaṇa è conosciuto come paṇḍita. E qual è il segno di riconoscimento di un paṇḍita? Egli l’ha riassunto così:
mātṛ-vat para-dāreṣu
para-dravyeṣu loṣṭra-vat
ātma-vat sarva-bhūteṣu
yaḥ paśyati sa paṇḍitaḥ
Paṇḍita significa: mātṛ-vat para-dāreṣu, “accettare tutte le donne come madre,” para-dāreṣu. Dāra significa moglie, e para significa altrui. Tranne la propria moglie, si dovrebbero trattare tutte le donne come madri. Pertanto, anche nella società hindu, ogni donna è appellata “madre”. Non importa se la persona è uno sconosciuto; egli può parlare con un’altra donna, rivolgendosi innanzi tutto come “madre”, mātājī. Così non si offenderà nessuno. Questa è l’etichetta, questo viene insegnato da Cāṇakya Paṇḍita: mātṛ-vat para-dāreṣu, ci si dovrebbe rivolgere a una donna chiamandola “madre”. E para-dravyeṣu loṣṭra-vat: la proprietà altrui dovrebbe essere considerata come sassi sulla strada, che nessuno se ne preoccupi. Se alcuni sassi, alcune pietre, sono gettate in strada, nessuno si preoccupa per esse, sono come rifiuti. Quindi, nessuno dovrebbe toccare la proprietà altrui.
Oggi la formazione è come fare amicizia con la moglie altrui, e come portare via i soldi degli altri con dei trucchi. Questa non è educazione. L’educazione è questa: mātṛ-vat para-dāreṣu para-dravyeṣu loṣṭra-vat ātma-vat sarva-bhūteṣu. Sarva-bhūteṣu: in tutti gli esseri viventi… Ci sono 8.400.000 diverse forme di esseri viventi; anche l’erba è un essere vivente, e anche Brahmā è un essere vivente. Così un paṇḍita considera tutti come esseri viventi, e li tratta da ātma-vat, “Quello che sento, dolori e piacere, devo trattare gli altri con lo stesso sentimento.” La nazionalità, ai giorni nostri, è attribuita all’essere umano; ma in realtà, anche gli animali sono cittadini. Concittadino è uno nato nello stesso paese, in base alla loro definizione. La parola “nazionale” non si trova mai nella letteratura Vedica. E’ un’invenzione moderna. Così qui, ātma-vat sarva-bhūteṣu. Non importa se uno è connazionale o meno, sarva-bhūteṣu. Anche qui si dice: sarva-bhūta-suhṛt (SB 6.1.57). Suhṛt, amico, benefattore, sarva-bhūta. Perché devo desiderare il bene solo per i miei parenti o i membri della mia famiglia? Così è kṛpaṇa, avarizia. Un brāhmaṇa di larghe vedute dovrebbe essere impegnato a fare del bene a tutti.
Quindi la missione di Caitanya Mahāprabhu è: pṛthivīte āche yata nagarādi-grāma (CB Antya-khaṇḍa 4.126). Caitanya Mahāprabhu non ha mai insegnato che si dovrebbe limitare la propria predica alla propria società o al proprio paese. Egli chiede: pṛthīvite āche yata nagarādi-grāma, “In tutti i villaggi e città che ci sono sulla superficie…” [a parte : Va bene. Non essere disturbato.] Sarvatra pracāra haibe mora nāma, questa è la missione. Sarva-bhūta-suhṛt, questa è la conoscenza vedica.

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