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Nov 122016
 

Guida Pratica Alla Coscienza Di Krishna

di CITRAKA DASA

Il principio fondamentale del servizio devozionale Ë che si dovrebbe sempre cantare o recitare il mantra Hare Krishna: Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare. Questo canto Ë una preghiera a Krishna che significa: “o Signore infinitamente affascinante, o energia devozionale del Signore, per favore impegnatemi al vostro servizio”.
Questo Ë il modo pi˘ semplice e diretto per trovarsi in compagnia personale con il Signore.

Il Signore infatti, essendo assoluto, non Ë differente dal Suo Santo Nome. A livello materiale, la vibrazione che definisce una cosa (il nome), e la cosa definita non sono identiche e ciascuna non contiene le qualit‡ dell’altra.
Per esempio il nome “acqua” non disseta. Invece, a livello spirituale e assoluto, con c’Ë alcuna differenza tra le cose e i nomi che le designano. Tutte le qualit‡ caratteristiche di Sri Krishna quindi sono presenti anche nel suono dei Suoi Santi Nomi. Questo significa che quando cantiamo Hare Krishna siamo in presenza del Signore in persona, e che perciÚ bisogna sempre pronunciare i Suoi Nomi con grande rispetto e devozione. In questo modo ci si purificher‡ molto velocemente e si imparer‡ come comportarsi nella nostra relazione con Dio.

I Santi Nomi del Signore si possono cantare ovunque e sempre, ma Ë meglio riservarsi, anche, nell’arco della giornata, un momento particolare per cantare in modo regolare e costante: le prime ore del mattino sono le migliori. Si puÚ cantare in due modi: cantando a voce alta, accompagnandosi con melodie o strumenti musicali, se Ë possibile insieme ad altre persone (in questo caso si chiama kirtana), oppure recitando individualmente, con un tono di voce sufficiente per poter meditare sul suono della propria voce (Japa).
Bisogna concentrare la mente per poter ascoltare attentamente il suono del mantra. E’ da questo che con un atteggiamento di preghiera e una chiara scansione delle parole del mantra scaturisce la realizzazione della presenza del Signore. E anche quando la mente si distrae bisogna sempre cercare di riportare l’attenzione al mantra.
Pi˘ l’attenzione e la sincerit‡ saranno intense, pi˘ grande sar‡ il desiderio di continuare a cantare.
Quando si recita il mantra da soli, Ë meglio avere un japa-mala (una specie di rosario per cantare il maha-mantra Hare Krishna) sia per poter contare il numero dei mantra che si cantano ogni giorno, sia per facilitare la concentrazione, impegnando cosÏ anche il senso del tatto.

Ogni japa-mala Ë costituito da cento otto palline e da una pi˘ grande al centro, che rappresenta Krishna. Cantare un giro significa recitare cento otto volte il mantra partendo dalla pallina accanto a quella che simboleggia Krishna, cantando un intero mantra a ogni grano successivo e terminando il giro arrivando alla pallina antecedente quella centrale. Il grano centrale, quello che rappresenta il Signore non deve essere mai utilizzato: Ë il punto di riferimento. I devoti che hanno preso l’iniziazione cantano un minimo di sedici giri al giorno, il che richiede circa un’ora e mezza o due. Ma se anche si potesse cantare un solo giro al giorno, che Ë gi‡ un passo avanti, l’importante Ë che il giro sia completato ogni giorno senza deroghe; quando ci si sente di cantarne di pi˘ lo si puÚ fare, ma Ë essenziale non mancare mai il minimo di giri che ci si Ë prefissati come impegno quotidiano.

Il japa-mala Ë sacro, quindi non deve mai essere posato sul pavimento, lasciato in un posto sporco o maltrattato. Per averne la giusta cura Ë comodo procurarsi un sacchettino come quello che hanno tutti i devoti fatto apposta per poter anche cantare tenendo il mala dentro.
Oltre alla recitazione con il japa-mala, si puÚ cantare il Santo Nome del Signore a voce alta perchÈ sia udito da tutti. Questo canto si chiama kirtana e si puÚ praticare sia in compagnia di altri devoti, sia individualmente che con la famiglia o con gli amici… Ci sono melodie e strumenti tradizionali usati nei templi, ma qualsiasi musica o strumento andr‡ benissimo per accompagnare il canto dei Santi Nomi.

I benefici che derivano dal canto del maha-mantra sono inconcepibili per la mente umana. Le Scritture ci danno comunque qualche indicazione del suo valore spirituale. La Caitanya Caritamrta, per esempio, dice: “Colui che canta o recita anche una sola volta il Santo Nome di Krishna puÚ liberarsi dalle conseguenze di un numero di peccati pi˘ grande di quello che avrebbe mai potuto commettere”. Di tutti i sensi, la lingua Ë il pi˘ difficile da controllare. Essa ha due funzioni, quella di parlare, e quella di gustare. D’altro canto, la lingua Ë anche il senso pi˘ facile da impegnare spiritualmente: infatti non ci costa niente cantare il maha-mantra, nÈ c’Ë bisogno di qualche particolare circostanza di luogo o di tempo per impegnarla in questa attivit‡. Tutti possono cantare Hare Krishna grandi e piccoli, ricchi e poveri, colti o semplici.

Con un metodo cosÏ chi non coglierebbe l’occasione per provare…

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 Posted by on 12 November 2016 at 00:59:54 AST

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