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Bhagavad-Gita 2.18 — Londra, 24 agosto 1973

Ora, questa anima, come noi abbiamo compreso nel verso precedente, avināśi tu tad viddhi yena sarvam idaṁ tatam. Questa non è la misura dell’anima, ma la potenza dell’anima che voi potete misurare. Ma non l’anima. Ciò non è possibile.L’anima è così piccola che ciò non è possibile. Voi non avete i mezzi per misurare, e ora a causa dei nostri sensi materiali,ciò non è possibile. Voi potete comprendere semplicemente attraverso la coscienza. Proprio come quando Caitanya Mahāprabhu svenne nel tempio di Jagannātha, Sarvabhauma Bhaṭṭācārya esaminò che non c’era coscienza. Anche l’ addome non si stava muovendo. Quando realmente voi avete coscienza e respirate,l’addome si muove. Ma l’addome di Caitanya Mahāprabhu fu esaminato da Sarvabhauma Bhaṭṭācārya. Ed esso non si stava muovendo. Così pensò: “Questo sannyāsī potrebbe essere morto.” Ma provò di nuovo. Egli prese dei fili di cotone sottili e li pose davanti alle Sue narici, e quando vide le sottili fibre muoversi un pò, allora egli diventò pieno di speranza, sì. Quindi ogni cosa ha un differente tipo di calcolo, di misura. Ma fin qui l’anima è coinvolta, è detto qui, aprameyasya, non c’è fonte di misurazione. Non c’è fonte. Quindi, la cosidetta scienza materialista, loro dicono che non c’è l’anima. No, l’anima c’è. Questa è la prova che l’anima c’è. Questa è la prova. Qual’è la prova? Prima di tutto c’è la coscienza. Questa è la prova. Ma voi non potete misurare. Anche il luogo è stabilito. L’anima è lì, dentro il cuore. Īśvaraḥ sarva-bhūtānāṁ hṛd-deśe ‘rjuna tiṣṭhati (BG 18.61).
Quindi l’anima è dentro il cuore e anche Kṛṣṇa è nel cuore. Poichè essi rimangono tutt’ e due insieme. Quindi anche il luogo è stabilito. Voi potete percepire anche attraverso la coscienza dove è la presenza dell’anima, ma se voi volete misurare attraverso la sperimentazione, questo non è possibile. Quindi ciò è detto aprameya. Prameya significa percezione diretta. Io posso vedere o posso toccare, io posso manipolare. Così questo è… Kṛṣṇa dice no,questo non è possibile. Aprameya. Allora,io come posso accettare? Ora Kṛṣṇa lo dice. Quindi come posso io credere a Kṛṣṇa? Kṛṣṇa dice ukta,è già stabilito dalle autorità. Ukta. Questo è il metodo paramparā. Anche Kṛṣṇa dice ukta. Kṛṣṇa non afferma: “Io dico,” no. Ukta, c’è una testimonianza Vedica. Dov’è? E’ nelle Upaniṣad. Proprio come,
bālāgra-śata-bhāgasya
śatadhā kalpitasya ca
bhāgo jīvaḥ sa vijñeyaḥ
sa cānantyāya kalpate
Ciò è nelle Upaniṣad, Śvetāśvatara Upaniṣad. Questa è detta testimonianza Vedica. Anche in un altro, nello Śrīmad-Bhāgavatam, ci sono testimonianze. Quali sono ? Keśāgra-śata-bhāgasya śatadhā, sadṛśaṁ jīvaḥ sūkṣma (CC Madhya 19.140). Sūkṣma,molto piccola. Jīvaḥ sūkṣma-svarūpo ‘yaṁ saṅkhyātītaḥ kalpate. Questa jīva, non uno, due, tre, quattro – voi non potete calcolare. Asaṅkhya. Quindi queste sono prove nella letteratura Vedica. Così noi dobbiamo accettarle. Kṛṣṇa lo conferma e in realtà anche voi non siete in grado di misurare. Ma noi abbiamo la prova, la presenza dell’anima,la presenza dell’anima. Tuttavia, noi come possiamo dire che non c’è l’anima? No. Questa è insensatezza. Il mondo intero sta andando avanti sotto questa insensatezza. Non soltanto ora, anche in passato. Come Cārvāka Muni, egli era un ateo, lui non credeva. Anche Buddha diceva così, ma Lui ingannava. Egli sapeva ogni cosa perchè Lui è l’incarnazione di Dio. Ma Egli dovette ingannare la gente in quel modo, perchè loro non sono intelligenti abbastanza. Perchè non intelligenti? Perchè essi erano uccisori di animali persero la loro intelligenza. Keśava dhṛta-buddha-śarīra jaya jagadīśa hare. Coloro che sono uccisori di animali, il loro cervello è ottuso come la pietra. Essi non sono in grado di capire nulla. Quindi il consumo di carne dovrebbe essere fermato. Allo scopo di ravvivare i tessuti più fini del cervello, per comprendere le cose sottili, si deve rinunciare a mangiare la carne.

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