Dec 262016
 

Bhagavad-Gita 2.30 — Londra, 31 agosto 1973

Questo corpo, essendo materiale, proviene da un’energia inferiore e quando dehī, l’anima spirituale che appartiene ad una natura superiore rispetto alla natura materiale, rimane ingabbiata nella natura materiale si dimentica di Krishna. La procedura è questa. Ma, come è indicato qui, dehe sarvasya (BG 2.30); sarvasya dehe, lo spirito è lo stesso. Pertanto, coloro che non sono mascalzoni, che sono intelligenti e hanno completa conoscenza, non fanno alcuna distinzione tra un essere umano e un animale, paṇḍitāḥ sama-darśinaḥ (BG 5.18), perché essendo paṇḍita, eruditi, sanno che c’è l’anima spirituale. Vidya-vinaya-sampanne brahmane (BG 5.18). Nel brāhmaṇa di prima classe erudito c’è l’anima, la stessa qualità di anima. Vidyā-vinaya-sampanne brāhmaṇe gavi, nella mucca, hastini, nell’elefante śuni -śuni indica il cane, caṇḍāla, l’essere umano più inferiore. L’anima è ovunque. Non è che c’è l’anima solamente nell’essere umano, o c’è l’anima in esseri superiori come i deva, e i poveri animali non hanno un’anima. No. Ognuno ce l’ha, dehe sarvasya bhārata. E chi accetteremo? La dichiarazione di Krishna o qualche filosofo mascalzone o certi cosiddetti religiosi? Chi accetteremo? Dovremo accettare Krishna, la Suprema autorità, l’Essere Supremo; e Lui dice ‘sarvasya’. Krishna lo dice in diversi passi. Pertanto, coloro che sono istruiti non fanno tale distinzione, o che non ci sia un’anima. Ognuno ha un’anima. Tasmāt sarvāṇi bhūtāni (BG 2.30). Egli ripete: sarvāṇi bhūtāni; na tvaṁ śocitum arhasi: è tuo dovere. Krishna insiste solamente sul punto che l’anima è eterna, che non può essere uccisa; e lo fa in tanti modi. E’ il corpo ad essere perituro. “Ora il tuo dovere è di combattere. Il corpo può essere ucciso, il corpo può essere distrutto, ma l’anima esiste anche dopo la distruzione di questo corpo, na hanyate hanyamāne śarīre (BG 2.20); ottiene un altro corpo, questo è tutto.” deha, tathā dehāntara-prāptiḥ (BG 2.13). Dehāntara-prāptiḥ. Si deve ottenere un altro corpo. E questo sarà anche spiegato nel verso successivo.
Per uno kṣatriya impegnato in un combattimento religioso… Il combattimento deve essere religioso. E’ giusto combattere per una giusta causa. Lo kṣatriya che uccide in un combattimento religioso non è responsabile, non fa peccato. Viene affermato così. Proprio come il brāhmaṇa che sacrifica qualche animale. Questo non vuol dire che sta uccidendo. Allo stesso modo, quando lo kṣatriya è coinvolto nell’uccisione non commette peccato. Questo verrà spiegato nel verso seguente: “E’ il tuo dovere. Non essere preoccupato di uccidere i tuoi parenti o tuo nonno. Accetta la Mia garanzia che il dehī non si può uccidere, avadhya, è eterno”. Dehe sarvasya bhārata; si dovrebbe considerare questo punto importante: In ogni essere vivente il corpo si sviluppa dall’anima spirituale. Il corpo può essere gigantesco o molto piccolo, non importa. Ma la materia è prodotta, o cresce, dalla piattaforma dello spirito. Non che lo spirito, o la forza vitale, cominciano ad esistere per una combinazione della materia come sostenuto dal punto di vista scientifico. La materia dipende dallo spirito, e perciò viene definita inferiore. yayedaṁ dhāryate jagat (BG 7.5); dhāryate. Lo spirito esiste; pertanto il gigantesco universo poggia sullo spirito. Sia lo spirito Supremo Krishna, che lo spirito più piccolo. Ci sono due tipi di spirito: ātmā and paramātmā. Īśvara and parameśvara.

This post has already been read 41 times

Sorry, the comment form is closed at this time.