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Bhagavad-Gita 6.6-12 — Los Angeles, 15 febbraio 1969

Devoto: “Si dice che una persona è più elevata ancora quando vede tutti, l’onesto benefattore, l’amico e il nemico, l’invidioso, il virtuoso il peccatore, l’indifferente e l’imparziale con mente equanime (BG 6.9)”.
Prabhupada: Sì. Questo è il segno dell’avanzamento. Perché qui, in questo mondo materiale, le considerazioni di amico e nemico e tutto il resto, sono relative a questo corpo, o alla gratificazione dei sensi. Ma nella realizzazione di Dio o della Verità Assoluta non vi è alcuna considerazione materiale. Un altro punto è che qui tutte le anime condizionate sono sotto l’illusione. Supponiamo che un medico vada da un paziente che, preso dalle convulsioni, dice sciocchezze. Questo non vuol dire che si rifiuterà di curarlo; egli lo tratta come amico. Anche se il paziente lo apostrofa con parole cattive, gli darà comunque la medicina. Proprio come Gesù Cristo che disse: “Odiate il peccato, non il peccatore”. Non il peccatore. Questo è molto bello. Perché il peccatore è illuso, è pazzo. Se lo odiate come lo si può allora liberare? Pertanto coloro che sono devoti, che sono veramente servitori di Dio, non hanno odio per nessuno. Proprio come il Signore Gesù Cristo che quando fu crocifisso chiedeva a Dio: “Mio Signore, perdonali perché non sanno quello che fanno.” Questa è la posizione del devoto. Sì. Siccome sono impazziti per questo modo materialistico di pensare, allora non possono essere odiati. Chiunque. Questo Movimento per la Coscienza di Krishna è così bello che non c’è questione di odiare. Tutti sono i benvenuti: “Venite prego, cantate Hare Krishna. Prendete kṛṣṇa-prasāda , ascoltate un po’ di buona filosofia dalla Bhagavad-gītā e cercate di correggere la vostra vita condizionata materiale.” Questo è il programma cosciente di Krishna. Sri Caitanya ha introdotto questo movimento. yāre dekha, tāre kaha ‘kṛṣṇa’-upadeśa (CC Madhya 7.128): “Chiunque incontri, ovunque lo si incontri, tenta semplicemente di insegnargli questa coscienza di Krishna.” kṛṣṇa-kathā: la parola del Signore Krishna. Voi sarete felici e gli altri saranno felici. Continua.
Devoto (BG 6.10): “Lo spiritualista deve sempre cercare di concentrare la mente sull’Anima Suprema. Dovrebbe vivere da solo in un luogo appartato e controllare sempre la mente con attenzione. Dovrebbe essere libero da ogni desiderio e da ogni senso di possesso.”
Prabhupāda: Sì. Questo è l’inizio della vita trascendentale. In questo capitolo Krishna cercherà di insegnare i principi del meodo dello yoga e qui incomincia. Uno spiritualista deve sempre cercare di concentrare la mente sull’Anima Suprema. Anima Suprema significa Krishna o il Signore. Egli è il supremo Sé, come ho appena spiegato. nityo nityānāṁ cetanaś cetanānām (Kaṭha Upaniṣad 2.2.13): Egli è l’eterno Supremo, Egli è l’Essere vivente Supremo. Perciò l’intero sistema dello yoga è quello di concentrare la mente sul supremo Sé. Noi non siamo il supremo Sé. Ciò lo si può capire. Il supremo Sé è Dio. Questa è dvaita-vāda. Dualità. Dualità significa che Dio è diverso da me. Egli è supremo, io sono subordinato. Egli è grande, io sono piccolo. Egli è infinito, io sono infinitesimale. Questo è il rapporto. Quindi, poiché siamo infinitesimali, dovremmo concentrare la nostra mente sull’infinito Sé supremo E poi si dovrebbe vivere da soli; questa è la cosa più importante. Da soli significa non vivere con persone che non sono coscienti di Krishna o coscienti di Dio. Quella è la solitudine. Si dovrebbe vivere da soli in un luogo appartato. I luogi appartati sono la giungla, la foresta. Quelli sono luoghi molto appartati. Ma in questa Era è molto difficile andare nella giungla e trovare un luogo appartato. Il luogo appartato è quello in cui viene semplicemente insegnata la coscienza di Dio. Quello è un luogo appartato. E poi? Si dovrebbe sempre controllare attentamente la propria mente. Come controllare la mente? Basta fissare la vostra mente sul supremo Sé, o Krishna. Nient’altro.
sa vai manaḥ kṛṣṇa-padāravindayoḥ (SB 9.4.18). Allora la vostra … Come ho spiegato l’altro giorno: mantenere la mente sempre situata in Krishna. Krishna è proprio come la luce del Sole. Quindi non c’è questione che l’oscurità occupi la mente. Non ci sarà possibilità. Proprio come alla luce del sole non c’è possibilità di oscurità. Allo stesso modo, se mantenete sempre Krishna nella vostra mente questa māyā, l’illusione, non può raggiungervi. Lei non sarà in grado di raggiungervi. Questo è il metodo. Si dovrebbe essere liberi dal desiderio e dalla possessività. La malattia materiale è che io desidero e voglio possedere. Qualunque cosa io perda, mi lamento; e qualunque cosa non abbia, la desidero. Percui, brahma-bhūtaḥ prasannātmā (BG 18.54): uno che è veramente cosciente di Dio, cosciente di Krishna, non ha alcun desiderio di possesso materiale; ha solo il desiderio di come servire Krishna. Ciò significa che il suo desiderio è purificato. Non si può rinunciare al desiderio, non è possibile; siete entità viventi, dovete avere desideri. Ma il nostro desiderio, in questo momento, è contaminato. “Voglio e desidero soddisfare i miei sensi con possedimenti materiali.” Ma se si desidera per Krishna, questo desiderio di possesso materiale sparirà automaticamente.

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