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Bhagavad-Gita 2.25 — Londra, 28 agosto 1973

yasyātma-buddhiḥ kuṇape tri-dhātuke
sva-dhīḥ kalatrādiṣu bhauma ijya-dhīḥ
yat-tīrtha-buddhiḥ salile na karhicij
janeṣv abhijñeṣu sa eva go-kharaḥ
(SB 10.84.13)
Go-kharaḥ. Go-kharaḥ significa asini e mucche.
Questa civiltà, la civiltà moderna, non avendo informazioni dell’anima è semplicemente solo un branco di animali, tutto qua. Perciò a loro non importa l’azione risultante delle loro attività; loro non si preoccupano che le attività siano pie o malvagie. Prendono tutto. Questa è la civiltà asurica. Pravṛttiṁ ca nivṛttiṁ ca na vidur āsura-janāḥ (BG 16.7). Āsura-jana significa che questi mascalzoni o asura, atei, sciocchi mascalzoni, non conoscono pravṛtti e nivṛtti. pravṛtti indica il tema al quale ci dovremmo interessare; quello si chiama pravṛtti. E nivṛtti indica il soggetto al quale non dovremmo essere interessati o al quale dovremmo cercare di rinunciarvi. Gli āsura-jana non lo sanno. Proprio come noi abbiamo inclinazione per pravṛtti, loke vyavāyāmiṣa-madya-sevā nityā hi jantor (SB 11.5.11) Ogni essere vivente ha materialmente… Ci sono due nature, spirituale e materiale. Materialmente, l’inclinazione al godimento sessuale e al mangiare carne -āmiṣa. āmiṣa significa mangiare carne, carne e pesce; ciò si definisce āmiṣa, e vegetariano nirāmiṣa. Quindi āmiṣa, madya e vyavāya. vyavāya significa sesso. Loke vyavāya āmiṣa madya-sevā. Indulgenza nel sesso, mangiare carne, uova, e bere vino. madya. madya significa liquore. nityasya jantuḥ. Quando uno è nel mondo materiale è defnito jantu. jantu significa animale. Sebbene sia un essere vivente non viene chiamato jīva. È chiamato jantu. jantur dehopapattaye. jantu. Questo corpo materiale si sta sviluppando per jantu, l’animale. Chi è privo di conoscenza spirituale è definit jantu o animale; questa è l’ingiunzione sastrica, jantur dehopapattaye. Chi ottiene questo corpo materiale? jantu, un animale. Così, finché andremo avanti continuamente ad ottenere o cambiare questo corpo materiale noi rimaniamo jantu, animali. Kleśada āsa dehaḥ. Un jantu, un animale, può tollerare, o è costretto a tollerare. Proprio come un bue aggiogato al carro e frustato. Egli deve tollerare. Non può uscirne. Così come quando vengono portati al macello per essere uccisi; devono tollerare, non c’è alcun modo. Quello si definisce jantu.
Quindi, coloro che si sono abbandonati alla natura materiale devono soffrire. Si deve soffrire. Non c’è via d’uscita. Hai accettato questo corpo, devi soffrire. Kleśada āsa dehaḥ. Questo corpo materiale significa sofferenza. Gli altri questo non lo sanno. Stanno facendo tanti piani e arrangiamenti per diventare felici, come diventare tranquilli, senza alcuna condizione miserabile; ma i mascalzoni non sanno che finché avrete questo corpo materiale, sia il corpo di un re o il corpo di una formica, si deve soffrire. Loro non lo sanno. Perciò Krishna qui dice che ci si deve prende cura dell’anima. Tasmād evam. Tasmād evaṁ viditvā. Cercare di capire quanto l’anima è importante. Non dovete lamentarvi per questo corpo. È già stato stabilito quanta sofferenza e quanto comfort avrete. Anche se il corpo materiale… Perché il corpo materiale è creato in funzione delle tre qualità -guṇa-. Kāraṇaṁ guṇa-saṅgo ‘sya sad-asad-janma-yoniṣu (BG 13.22).

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