Feb 122017
 

Bhagavad Gita 6.35-45 — Los Angeles, 20 febbraio 1969

Devoto: (SPIEGAZIONE BG 6.45) “La coscienza di Krishna è lo stadio ideale, perché libero da tutte le contaminazioni. Ciò è confermato nella Bhagavad-gītā: “Dopo innumerevoli vite di attività pie, quando si è completamente liberi da ogni contaminazione e da ogni dualità, frutto dell’illusione, ci si dedica al trascendentale servizio d’amore al Signore.”
Prabhupāda: Sì, yeṣāṁ tv anta-gataṁ pāpam (BG 7.28). Il verso preciso della Bhagavad-gītā è yeṣāṁ tv anta-gataṁ pāpam; pāpam significa peccato. Uno che ha completamente terminato con le attività colpevoli, janānāṁ puṇya-karmaṇām, che ha solamente eseguito attività virtuose, si stabilisce nella coscienza di Krishna, senza alcuna dualità. Poiché la nostra mente è instabile, ci saranno sempre dualità; sia che lo accetti o meno. Sia che io diventi cosciente di Krishna o cosciente di altro, questi problemi ci sono sempre. Ma se si progredisce, grazie alle attività pie della vita precedente, allora ci si stabilisce fermamente, “Io diventerò cosciente di Krishna.” Quindi questo metodo, questo metodo del canto Hare Krishna, -anche se nella vostra vita precedente o in questa vita non avete agito molto religiosamente non importa- se si prende sul serio questo semplice metodo di cantare Hare Krishna, si diventa subito puri; ma con la determinazione di non venire più a contatto con qualsiasi attività empia. Proprio come le quattro restrizioni che abbiamo nella nostra Associazione. A chiunque voglia essere iniziato abbiamo imposto quattro principi. Niente vita sessuale illecita. Non diciamo di non avere vita sessuale, ma nessuna vita sessuale illecita. Sposatevi, e per avere figli si può avere vita sessuale, non per un altro scopo. Quindi, niente vita sessuale illecita, niente intossicazione. I nostri studenti nemmeno fumano, non prendono nemmeno tè, caffè -che dire quindi di altre cose- in modo da essere puri. Niente gioco d’azzardo e niente cibo animale, questo è tutto. Se si seguono semplicemente questi quattro principi, allora si diventa subito incontaminati, immediatamente, senza ulteriori sforzi. Il Movimento per la Coscienza di Krishna è così bello che non appena ci si unisce si diventa immediatamente incontaminati. Ma non contaminatevi di nuovo. Pertanto ci sono queste restrizioni, perché la nostra contaminazione inizia da questi quattro tipi di cattive abitudini; ma se le controlliamo, allora non c’è questione di contaminazione. Non appena accetto la coscienza di Krishna divento libero. Ora, se io divento prudente e non cedo a questi quattro principi, allora sono libero. Proseguo, senza contaminarmi. Questo è il procedimento. Ma se si pensa che, poiché la coscienza di Krishna mi rende libero, io possa indulgere contro tutti questi quattro principi e poi mi libererò col canto, allora è un imbroglio. Ciò non sarà consentito. Una volta che siete liberi non fatelo di nuovo. Ma se pensate: “Lo farò e poi mi libererò”, sarebbe proprio come in quei metodi religiosi in cui si dice che anche commettendo ogni tipo di peccato e andando in chiesa e semplicemente confessandosi, si è liberati. Da qui, questo fare e confessare, fare e confessare va avanti continuamente. Ma qui, no. Va bene liberarvene, ma non fatelo di nuovo. Questo è lo scopo della confessione. Nella confessione, se confessi “ho fatto queste attività peccaminose”, perché si dovrebbe farle di nuovo? Se confessi che, ad esempio, il borseggio è peccato, confessandolo si viene liberati, ma allora perché farlo di nuovo? E’ necessaria un po’ d’intelligenza. Non vuol dire che, poiché confessando sono liberato, continuerò così, confessando ancora per poi essere liberato. No, questo non va bene. Se non va bene, avete confessato che non va bene, allora non dovrete farlo di nuovo. L’intenzione è questa. Non che si fa e si confessa, si fa e si confessa, si fa e si confessa. Agire così non va bene. Quindi, nel Movimento per la Coscienza di Krishna dovremmo stare attenti, perché se si indulge senza restrizioni infrangedo questi quattro principi, poi si diventa contaminati. Ma se si prendoo precauzioni nell’esecuzione di questi quattro principi… Non diciamo di non avere vita sessuale. Abbiatela, ma per quello scopo, non per questo scopo. Allo stesso modo: mangiate, ma mangiate in questo modo, non in quel modo. Così il difendere; anche Krishna consiglia ad Arjuna di difendere. Anche difendersi non è vietato, a condizione che sia per una giusta causa. Quindi, in questo modo, se si giunge alla coscienza di Krishna, subito ci liberiamo da ogni contaminazione. E se prendiamo precauzioni con questi quattro principi, allora la nostra vita è pura. E se possiamo continuare questa vita pura fino al momento della morte, si è sicuri di essere trasferiti nel regno di Dio. Andate avanti. Come è stato detto nella Bhagavad-gītā, l’avete già letto: tyaktvā dehaṁ punar janma naiti (BG 4.9), quando lascia il corpo, la persona che è pienamente cosciente di Krishna, non torna di nuovo a far parte di questo mondo materiale. Questo yogī che nasce in una buona famiglia, una famiglia retta o una famiglia ricca e aristocratica, sta ritornando. Ma se siete perfettamente coscienti di Krishna non si deve più tornare, ci si stabilisce a Goloka Vṛndāvana, nel cielo spirituale. Quindi dobbiamo cercare di non ritornare. Perché se io vengo di nuovo, anche supponendo di aver avuto la buona opportunità di essere nato in una buona famiglia, in una famiglia ricca, ma se poi non riesco a utilizzala correttamente, di nuovo mi degrado a un altro tipo di vita. Perché dovremmo allora correre questo rischio? Meglio completare la coscienza di Krishna in questa vita. E’ molto semplice. Non è molto difficile. Semplicemente mantenere se stessi nel pensare a Krishna, questo è tutto. È una cosa molto semplice. Così si ha la certezza della prossima vita nel mondo spirituale, nel regno di Dio, o Goloka Vṛndāvana. Sì.

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