Nov 142016
 

La tradizione convalida una definizione pi˘ ampia del termine di quella che generalmente ne viene data nel mondo accademico.

di Satyaraja Dasa

Se entri in un qualsiasi tempio Hare Krishna, sicuramente sentirai ripetere i termini Veda e vedico. I devoti fanno riferimento “all’arte vedica”, alle “Scritture vediche”, alla ìcultura vedica”, “all’abbigliamento vedico” -vedico questo e vedico quello.
I devoti usano parole riferite ai Veda cosÏ spesso come i materialisti usano le parole sesso e soldi. Precisamente che cosa significa vedico? E da dove provengono i Veda?
Il termine Veda puÚ essere riportato alla radice sanscrita vid, che significa “sapere” o “conoscenza”; esso ha attinenza con le parole inglesi “wit” e “wisdom”, con la parola “idea” (originariamente widea) dal greco e con la parola “video” dal latino. (Uno che sa, vede la verit‡; da cui: video.)
Per cui Veda si riferisce a qualsiasi conoscenza duratura. In questo senso tutti i testi sacri sono vedici.
Srila Prabhupada scrive: “La parola Veda significa ‘libro di conoscenza.’ Ci sono molti libri di conoscenza che variano a seconda del paese, della popolazione, dell’ambiente ecc …
In India i libri di conoscenza a cui si fa riferimento sono i Veda. In Occidente sono chiamati Vecchio Testamento e Nuovo Testamento.
I Musulmani accettano il Corano. Qual Ë lo scopo di tutti questi libri di conoscenza? Hanno il fine di portarci a capire la nostra posizione di anime pure.”
Queste sono fra le pi˘ ampie definizioni di Veda. In un senso pi˘ ristretto – quello che Ë pi˘ familiare alla maggior parte degli studiosi – il termine Veda si riferisce alle quattro samhita (libri sacri) compilati in India da Vyasadeva, un’incarnazione di Krishna, apparsa cinquemila anni fa.
Questi libri hanno una tradizione orale che risale a molto prima. Infatti i testi stessi dicono che la conoscenza contenuta in essi fu emanata direttamente da Dio.

Come afferma la Bhagavad-gita (3.15): “I Veda sono direttamente manifestasti dall’infallibile Suprema Personalit‡ di Dio.”
Le quattro Samhita ebbero origine come una lunga opera, ma poi Vyasadeva le divise in Rig Veda (il Veda dei suoni sacri), il Sama Veda (il Veda delle melodie), lo Yajur Veda (il Veda dei riti) e l’Atharva Veda (il Veda degli incantesimi).
Questi quattro libri hanno i loro corollari, chiamati Brahmana (trattati riguardanti le tecniche dei sacrifici) e Aranyaka (trattati della foresta per rinunciati che vanno in una regione selvaggia per adempiere i loro voti).
In generale sono anche incluse nel corpus vedico le 108 Upanisad, elaborate spiegazioni filosofiche dei quattro Veda.
Le Upanisad, dicono gli stessi antichi testi, furono rivelate ai saggi realizzati e sono pertanto chiamate sruti, o “ciÚ che Ë ascoltato”. Questo le colloca nella stessa categoria dei quattro Veda e dei loro corollari.
Lo Srimad Bhagavatam (Bhagavata Purana) Ë la pi˘ elevata fra le opere di Vyasadeva. Uno dei suoi versi dice: “Questo Bhagavata Purana risplende come il sole …
Coloro che a causa delle dense tenebre dell’ignoranza, in quest’era di Kali, hanno perduto la loro visione spirituale, verranno illuminati da questo Purana.”
Ancora nella letteratura vedica vi sono indicazioni – confermate da grandi saggi – che anche altre opere, sebbene non vediche in senso stretto, possono essere incluse all’interno della vasta gamma della tradizionale conoscenza vedica.

La Chandogya Upanisad (7.1.4), per esempio, classifica i Purana e le Itihasa, che definirÚ successivamente, come “il quinto Veda.”
E la Brihad-aranyaka Upanisad (2.4.10) ci informa: “Il Rig Veda, lo Yajur Veda, il Sama Veda, l’Atharva Veda ed i racconti come il Mahabharata ed i Purana sono stati emanati tutti dalla Verit‡ Assoluta. Con la stessa facilit‡ con cui uno respira, cosÏ queste opere provengono dal Brahman Supremo senza alcun sforzo da parte Sua.”
Il grande maestro vaisnava del tredicesimo secolo Madhvacarya afferma che gran parte della letteratura tradizionale indiana puÚ essere considerata parte dei Veda.
Nel suo commentario al Vedanta Sutra, egli scrive: “Il Rig Veda, lo Yajur Veda, il Sama Veda, l’Atharva Veda, il Mahabharata, il Pancaratra e il Ramayana originale sono considerati tutti letteratura vedica. Anche i testi supplementari vaisnava – i Purana – sono letteratura vedica.
Gli scritti successivi alle Upanisad ed ai quattro Veda sono noti come smriti (ìciÚ che Ë ricordato,” opposto alla sruti vedica). Essi includono le Itihasa (epica) e i Purana (racconti).
Le Itihasa sono il Mahabharata (110.000 versi) e il Ramayana (pi˘ di 50.000 versi). Ci sono diciotto Purana principali (incluso lo Srimad Bhagavatam), molte Upapurana (Purana minori) e numerosi Purana regionali, alcuni pi˘ autorevoli di altri.

Nella letteratura vedica sono compresi anche i Sutra (libri di asserzioni filosofiche concise), i Vedanga (scienze ausiliarie connesse allo studio dei Veda) e le Upaveda (scienze non direttamente connesse con lo studio dei Veda). I Sutra comprendono gli Srauta-sutra, il Griha-sutra, il Kalpasatra, il Dharma-sutra, il Sulva-sutra ed il pi˘ importante, il Vedanta-sutra.
I sei Vedanga sono Siksa (fonetica), Chanda (metrica), Vyakarana (grammatica), Nirukta (etimologia), Jyotisa (astronomia) e Kalpa (ritualit‡).
Fra le Upaveda ci sono l’Ayur-veda (medicina olistica), il Gandharva-veda (musica e danza), il Dhanur-veda (guerra) e lo Sthapatya-veda (architettura).
La tradizione sostiene che qualsiasi letteratura conforme alla versione vedica Ë importante quanto i Veda stessi.
Questo tipo di letteratura comprende libri come Hari-bhakti-sudhodaya, Hari-vamsa, Brahma-yamala e centinaia di altri.
Infine possiamo aggiungere molti scritti di acarya realizzati (maestri nella successione disciplica) come la Sri Caitanya-caritamirta di Krishnadasa Kaviraja Gosvami ed i molti libri dei Sei Gosvami, i pi˘ autorevoli discepoli di Sri Caitanya.

IL RE DEI LIBRI
PoichÈ questi altri scritti mettono in evidenza l’essenza del Veda originale, in un certo senso essi sono pi˘ importanti del Veda originale stesso.
Si prenda per esempio lo Srimad Bhagavatam. Secondo la tradizione, questa grandiosa rivelazione fu in origine data da Dio a Brahma, il primo essere creato, all’alba della creazione.
Brahma trasferÏ, l’essenza della conoscenza a Narada e questi la passÚ a Vyasa, che, come precedentemente riportato, prese l’eterna saggezza dei Veda e la divise in quattro parti distinte.
Quello che perÚ non ho riferito Ë che successivamente Vyasa riassunse la conoscenza vedica in un’immensa opera dal linguaggio conciso nota come Vedanta Sutra.
Dopo aver fatto questo perÚ fu preso dallo sconforto; avvertiva che nel compilare la letteratura vedica aveva trascurato di mettere veramente a fuoco la Verit‡ Assoluta.

Il suo maestro spirituale, Narada Muni, gli confermÚ questo sospetto dicendogli che aveva davvero trascurato il punto centrale della realt‡ e che solo descrivendo esattamente il nome, la fama, la forma ed i passatempi di Krishna, la Suprema Personalit‡ di Dio, si sarebbe sentito soddisfatto.
Seguendo il consiglio del suo guru, Vyasa compilÚ lo Srimad Bhagavatam i cui versi lo delineano come “il re dei libri,” “il Purana senza macchia” ed “il frutto maturo dell’albero della conoscenza vedica.” Esso Ë anche ritenuto il naturale commentario del Vedanta Sutra.
Per molti seguaci della tradizione vedica, i testi “tardi” o “non vedici” sono pi˘ vedici degli stessi Veda.
Jiva Gosvami, che i seguaci di Sri Caitanya considerano il pi˘ importante fra tutti i filosofi vedici, sottolinea questo punto nel suo Tattva-sandarbha (17.4) in cui egli cita lo Skanda Purana (Prabhasa-khanda 2.93): “O brahmana, colui che conosce perfettamente i quattro Veda, i sei Vedanga e le Upanisad, ma non ha studiato anche le Itihasa ed i Purana non Ë veramente esperto nella conoscenza vedica.î
PerchÈ? PerchÈ, secondo Jiva, i Purana e le Itihasa sono superiori ai Veda: “La superiorit‡ dei Purana e delle Itihasa Ë affermata nel seguente passo del Narada Purana dove si cita Siva che afferma: “O bella Parvati, considero i Purana e le Itihasa superiori ai Veda, perchÈ ogni verit‡ presente nei Veda Ë anche contenuta in queste antiche opere. Su questo non c’Ë dubbio.” (16.11)
Ovviamente, la tradizione vaisnava ritiene tutta la letteratura vedica supplementare indispensabile per lo studio dei Veda.

LA PIŸ VASTA
La letteratura vedica comprende la pi˘ vasta tradizione scritta conosciuta. Essa contiene informazioni su tutto, dalla medicina e dall’agricoltura alla scansione del tempo sui pianeti superiori e su quelli inferiori, dalle tecniche dello yoga e della meditazione ai suggerimenti per la gestione della casa ed alle ricette per gustosi piatti vegetariani, dalle spiegazioni dettagliate sull’organizzazione del governo a magistrali direttive sul modo di costruire e decorare un tempio o una residenza.
I versi in ognuno delle migliaia di testi vedici seguono rigorose regole di arte poetica e di metrica. I Veda contengono drammi, racconti, complessa filosofia come anche semplici lezioni di etichetta.

Protocollo militare, l’uso di strumenti musicali, biografie di grandi santi e saggi del passato – questi sono solo alcuni degli argomenti che si possono trovare nei Veda. Non c’Ë da meravigliarsi dunque se i devoti Hare Krishna usano i termini Veda e vedico come fossero parole che stanno andando fuori moda.
Ricorrendo alla vasta eredit‡ vedica, i devoti, oggi collegati principalmente con l’India, evocano una cultura cosÏ avanzata e sofisticata che Ë ancora stimata da studiosi, politici, religiosi, swami, yogi e da chiunque privatamente si rivolge ai suoi accurati insegnamenti.
In India tutt’oggi si trovano persone che in un dibattito sostengono le loro idee – religiose o politiche – citando testimonianze vediche.
I devoti della ISKCON citano la testimonianza vedica in questo modo e in molti altri ancora. PerchÈ no?
Essi si rifanno ad una tradizione che per migliaia di anni ha costituito il fondamento per milioni di esseri umani che volevano progredire sia sul piano materiale che su quello spirituale.

Satyaraja dasa Ë un discepolo di Srila Prabhupada e collabora con regolarit‡ alla rivista Ritorno a Krishna. Ha scritto diversi libri sulla coscienza di Krishna. Abita con sua moglie e New York.

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DIVISIONI DELLA LETTERATURA VEDICA

Sruti (Scritture rivelate o “ciÚ che Ë ascoltato”)

I. Le quattro Veda Samhita:
Rig
Soma
Yajur
Atharva

I. Brahmana

II. Aranyaka

III. Upanisad (pi˘ di 108 libri)

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Smriti (tradizione o “ciÚ che Ë ricordato”)

I. Le Itihasa
Epica, come il Ramayana e il Mahabharata, che comprende la Bhagavad-gita

II. I Purana (racconti)

a. I diciotto Maha-purana (“I grandi Puranaî)

I. I sei Purana sattvici (per persone in virt˘)

1. Bhagavata Purana (Srimad Bhagavatam),

2. Visnu Purana

3. Naradiya Purana

4. Gauda Purana

5. Padma Purana

6. Varaha Purana

II. I sei Purana rajasici (per le persone in passione)

1. Matsya Purana

2. Kurma Purana

3. Linga Purana

4. Siva Purana

5. Skanda Purana

6. Agni Purana

III. I sei Purana tamasici (per le persone in ignoranza)

1. Brahma Purana

2. Brahmanda Purana

3. Brahma-vaivarta Purana

4. Markandeya Purana

5. Bhavisya Purana

6. Vamana Purana

b. I diciotto Upapurana (minori)

c. Numerosi Sthala Purana (regionali)

III. I Sutra (codici)

a. Srauta-sutra

b. Griha-sutra

c. Kolpa-sutra

d. Dharma-sutra

e. Sulva-sutra

f. Vedanta-sutra

IV. I Vedanga (scienze ausiliarie)

a. Siksa

b. Chanda

c. Vyakarana

d. Nirukta

e. Jyotisa

f. Kalpa

V. Gli Upaveda (scienze indirettamente collegate allo studio vedico)

a. Ayur-veda

b. Gandharva-veda

c. Dhanur-veda

d. Sthapatya-veda

VI. Scritti e commenti dei grandi acarya attraverso la storia

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 Posted by on 14 November 2016 at 01:06:06 AST

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