Oct 032016
 

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Lettura — Seattle, 18 ottobre 1968

Viṣṇujana: Mentre stiamo cantando i nostri giri, o mentre stiamo cantando ad alta voce nel kīrtana, va bene impegnare la nostra mente nel pensare?
Prabhupāda: Non è così? Questo è il modo pratico. Se non ci stai pensando, il canto ti costringerà la mente su di Lui. Vedi? Krishna risuonerà, con forza. Cantare è così bello. E questa è la pratica yoga per questa Era. Non poete meditare. La mente è così disturbata, non si può concentrare la propria mente. Percui il canto; e la vibrazione sonora entreà per forza nella tua mente. Anche se non si vuole Krishna, Krishna entrerà nella vostra mente. Con la forza. Questo è il metoo più semplice. Non hai bisogno di sforzarti, è Krishna che arriva. E’ un metodo molto bello. Per questo è raccomandato per questa Era. E anche gli altri ne saranno beneficiati. Cantate a voce alta. Gli altri che non sono abituati, anche loro ala fine… Proprio come per la strada, nel parco, loro dicono: “Hare Krishna!” Come l’hanno imparato? Ascoltando questo canto. Tutto qua. A volte i bambini non appena ci vedono dicono: “Oh, Hare Krishna!” A Montreal i bambini, mentre camminavo per la strada, tutti i bambini, i commercianti, i negozianti, dicevano: “Hare Krishna!” E questo è tutto. Abbiamo forzato Hare Krishna nella mente. Se praticate lo yoga, se meditare, può essere benefico per voi; ma quello è vantaggioso per molti altri. Supponiamo che stai traendo piacere da qualcosa di molto buono come alcune palline dolci; quello è uno stadio. Ma se tu distribuisci palline dolci, questo è un altro stadio. Così, cantando per la via, per la strada, stai distribuendo palline dolci. Non siete avari da mangiarle da soli. Siete così generosi che le distribuite agli altri. Ora cantare, distribuite.

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