Feb 182017
 

Bhagavad Gita 6.46-47 — Los Angeles, 21 febbraio 1969

Devoto: (Spiegazione BG 6.47) “Di fatto, il bhakti-yoga è l’obiettivo finale; analizzando il bhakti-yoga minuziosamente si capisce quanto questi altri yoga siano minori. Lo spiritualista che avanza gradualmente nello yoga procede dunque sulla via dell’eterna fortuna; Uno che rimane a un livello particolare e non compiere ulteriori progressi è definito con quel nome particolare”.
Prabhupāda: Sì. Se qualcuno sta praticando jñāna-yoga, e pensa di aver terminato, si sbaglia. Bisogna fare ulteriori progressi. Proprio come l’esempio della scala che abbiamo dato più volte. Dovete arrivare al piano più alto, che è, diciamo, il centesimo piano. Così qualcuno si trova al piano cinquantesimo piano, qualcuno è al trentesimo piano, qualcuno si trova all’ottantesimo piano. Quindi, se arrivando all’ottantesimo o al cinquantesimo piano si pensa: “Ho finito”, allora non si sta progredendo. Si deve andare fino in fondo, allo stadio più alto dello yoga. Tutta la scala può essere definita come lo yoga, il collegamento. Ma non accontentatevi di rimanere al cinquantesimo piano o all’ottantesimo piano. Arrivate al piano più alto, il centesimo piano, o al centocinquantesimo, che è il bhakti-yoga. Prosegui.
Devoto: “Colui che ha l’immensa fortuna di arrivare fino al bhakti-yoga è da intendersi che abbia superato tutti i diversi yoga.”
Prabhupāda: Ora, se qualcuno invece di fare i gradini, gli viene data la possibilità di usare l’ascensore, in un secondo arriva in cima. Quindi, se qualcuno dice: “Perché devo approfittare di questo ascensore? Io vado scalino dopo scalino”, ci può arrivare. Ma c’è un’altra possibilità; se si prende questo bhakti-yoga, subito si ha l’aiuto di un ascensore e in un secondo si è al centesimo piano. Questo è il procedimento diretto. Si può andare gradino dopo gradino, seguendo tutti gli altri metodi yoga; ma si può giungere anche direttamente. Śrī Caitanya ha dato una raccomandazione per questa epoca in cui le persone hanno una vita molto breve, sono disturbate e piene di ansia. Per la Sua grazia, per la Sua misericordia senza causa, Egli vi dà l’ascensore, raggiungendo immediatamente il bhakti-yoga cantando Hare Krishna. Immediatamente. Non c’è da aspettare. Si prendere immediatamente. Questo è il dono speciale di Śrī Caitanya. Pertanto Rūpa Gosvāmī prega, offre rispetto a Śrī Caitanya: namo mahā-vadānyāya kṛṣṇa-prema-pradāya te (CC Madhya 19.53), “Tu sei l’incarnazione più generosa perché stai dando direttamente l’amore per Krishna. Per ottenere l’amore per Krishna si deve passare attraverso tanti passaggi e fasi dell’intero sistema dello yoga, e Tu lo stai dando direttamente. Pertanto, Tu sei il più generoso.” Le cose stanno realmente così. Vai avanti.
Devoto: “Diventare coscienti di Krsna rappresenta dunque la perfezione dello yoga; proprio come quando si parla di Himalaya ci riferiamo alle montagne più alte del mondo, la cui vetta più alta, il Monte Everest, è considerato il culmine. È con grande fortuna che si arriva alla coscienza di Krishna, alla via del bhakti-yoga, e collocarsi appropriatamente secondo le istruzioni Vediche. Lo yogī perfetto fissa la mente su Krishna, Śyāmasundara, sulla Sua meravigliosa carnagione che ha il colore di una nuvola carica di pioggia, il Suo volto bello come il fiore di loto, sfolgorante come il sole, veste orecchini brillanti e il Suo corpo ornato da una ghirlanda di fiori. Il Signore illumina tutto col Suo sfolgorio, il brahmajyoti. Si manifesta in diverse forme, come quella di Rāma, Nṛsiṁha, Varāha e Krishna, la Persona Suprema. Egli discende come un essere umano, come figlio di madre Yaśodā, ed è noto come Krishna, Govinda, e Vāsudeva. Lui è il perfetto figlio, marito, amico, maestro; Egli è pieno di ogni opulenza e qualità trascendentali. Se si rimane pienamente consapevoli di queste caratteristiche del Signore, si è definiti lo yogī più elevato. Questa fase di alta perfezione dello yoga può essere raggiunta solo col bhakti-yoga, come confermato in tutta la letteratura Vedica.”
Prabhupāda: Questa è bhakti. Nella Bhagavad-gītā troverete: bhaktyā mām abhijānāti yāvān yaś cāsmi tattvataḥ (BG 18.55). All’inizio Krishna dice: “Tra milioni di persone, solo uno può conoscerMi realmente” (BG 7.3); e quella stessa parola è usata nel diciottesimo capitolo: “Se uno vuole conoscere Me”, Krishna, o Dio, “Allora deve passare attraverso il procedimento del bhakti-yoga”, bhaktyā mām abhijānāti yāvān yaś cāsmi tattvataḥ (BG 18.55), viene detto chiaramente. Nei Veda si afferma anche che solamente attraverso la bhakti, il servizio devozionale, si può raggiungere la più alta perfezione. Negli altri metodi yoga ci deve essere una parte di bhakti, ma il bhakti-yoga è devozione non adulterata. Perciò questo metodo diretto del bhakti-yoga è consigliato per questa epoca: perché non si ha tempo sufficiente per eseguire tutto ciò che occorre con qualsiasi altro metodo yoga. Molte grazie.

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