Dec 112016
 

Bhagavad-Gita 2.20 — Hyderabad, 25 novembre 1972

Prabhupāda: Siamo tutti parti integranti di Krishna, mamaivāṁśo jīva-bhūtaḥ (BG 15.7). Il nostro rapporto è eterno ma ora l’abbiamo dimenticato. Noi pensiamo: “Non appartengo a Krishna”, “Sono dell’America”, “Sono dell’India”; questa è la nostra illusione. Con il metodo corretto, Il metodo dell’ascolto e del canto attraverso l’udito, ascoltando che “Tu non sei americano sei di Krishna, non sei americano”, “Tu non sei indiano sei di Krishna”… In questo modo, ascoltando, uno dirà: “Oh, sì, io sono di Krishna”. Questo è il modo. Va iniettato continuamente: “Tu no sei americano, non sei russo. Tu sei di Krishna. Appartieni a Krishna”. Ogni mantra ha il suo valore e poi si giungerà a: “Oh, sì, io sono di Krishna”. Brahma-bhūtaḥ… “Perché pensavo di essere russo, americano, questo o quello?” Brahma-bhūtaḥ prasannātmā na śocati na kāṅkṣati (BG 18.54). Non appena si giunge a quello stadio non c’è più lamento. Qui, come americani o indiani o russi, abbiamo ottenuto due cose: lamento e desiderio. Ognuno desidera ciò che non possiede: “Devo avere questo!” E perdendo ciò che si possiede, c si lamenta: “Ah, l’ho perso.” Queste due faccende continuano. Finché non si arriva alla coscienza di Krishna queste due faccende continuerano: desiderio e lamento E non appena si giunge alla coscienza di Krishna, si diventa gioiosi; non c’è motivo di lamentarsi, non c’è motivo di desiderare. Tutto è completo, Krishna è completo, e così si diventa liberi. Questo è lo stato di brahma-bhūtaḥ. Ciò può essere risvegliato con l’ascolto. Perciò il mantra vedico è chiamato śruti. Si deve ricevere questo risveglio attraverso l’ascolto. Śravaṇaṁ kīrtanaṁ viṣṇoḥ (SB 7.5.23). Sempre si deve ascoltare e cantare riguardo a Viṣṇu. Hare Kṛṣṇa, Hare Kṛṣṇa, Kṛṣṇa Kṛṣṇa, Hare Hare Hare Rāma, Hare Rāma, Rāma Rāma, Hare Hare. ceto-darpaṇa-mārjanam (CC Antya 20.12), tutto sarà purificato e si giungerà a capire: “Io sono un eterno servitore di Krishna.” Quando si diventa Vaiṣṇava, l’esser brāhmaṇa è già incluso. generalmente la procedura è che se non si arrva al livello del sattva-guṇa non si può comprendre cosa è la coscienza di Krishna. Questa è la regola generale. Ma questo servizio devozionale a Krishna del Movimento per la Coscienza di Krishna, è così bello che semplicemente ascoltando di Krishna si giunge mmediatamente alla piattaforma brahminica. Naṣṭa-prāyeṣu abhadreṣu nityaṁ bhāgavata-sevayā (SB 1.2.18). Abhadra. Abhadra indica queste tre carateristiche della natura materiale, anche le carateristiche brahminiche. La carateristica śūdra, la carateristica vaiśya, o la carateristica kṣatriya, o anche la carateristica brāhmaṇa sono tutte abhadra. Perché dalla qualità del brāhmaṇa deriva ancora la medesima identificazione. «Oh, io sono brāhmaṇa. Nessuno può diventare brāhmaṇa senza nascerlo. Sono grande. Sono un brāhmaṇa.” Ne deriva questo falso prestigio. Percui ci si lega anche con le qualità brahminiche. Caitanya Mahāprabhu dice che si giunge al livello spirituale quando si pensa: “Io non sono brāhmaṇa, non sono sannyāsī, non sono gṛhastha, non sono brahmacārī, no, no, no… Lui nega questi otto principi del varṇāśrama. Cosa sei allora? gopī-bhartuḥ pada-kamalayor dāsa-dāsānudāsaḥ (CC Madhya 13.80), “Io sono il servitore del servitore del servitore di Krishna.” Questa è realizzazione del sé.

This post has already been read 121 times

Sorry, the comment form is closed at this time.