Jun 292017
 

Bhagavad Gita 03.25 – Hyderabad

saktāḥ karmaṇy avidvāṁso
yathā kurvanti bhārata
kuryād vidvāṁs tathāsaktaś
cikīrṣur loka-saṅgraham
(BG 3.25)
Ci sono due categorie di uomini: i vidvān, gli eruditi, e gli sciocchi. Non erudito, non significa necessariamente sciocco. Naturalmente, gli esseri umani sono molto più intelligenti degli animali. Ma tra di essi ci sono i più intelligenti e i meno intelligenti. Nel complesso, sono più intelligenti degli animali. Per quanto riguarda l’intelligenza nel considerare il mangiare, il dormire, il sesso e il difendersi essa è uguale, sia nell’animale che nell’essere umano. Non è richiesta alcuna educazione. Anche il cane sa come avere una vita sessuale. Ciò non richiede la filosofia di Freud. Ma in questa società corrotta, stanno pensando: “Che grande filosofo. Sta scrivendo del sesso.” Questo è ciò che accade. Mangiare, del cibo semplice… Qui c’è della terra. Puoi lavorare un po’, produrre i tuoi cereali e mangiare sontuosamente. Ma non è richiesto un macello scientifico in cui allevare grandi, grandi mucche e vivere nelle città a spese della vita dei poveri animali. Questo è un abuso dell’intelligenza. Questa non è intelligenza. Quindi i devoti che sono veramente intelligenti dovrebbero mostrare il modo in cui si può utilizzare la propria intelligenza. Ciò è spiegato qui, saktāḥ karmaṇy avidvāṁsaḥ. Avidvāṁsaḥ, gli sciocchi, gli uomini di scarsa conoscenza hanno scoperto così tanti settori di attività, semplicemente stupidità. La civiltà moderna, il cosiddetto progresso della civiltà è… pianificato dagli avidvāṁsaḥ gli uomini di scarsa conoscenza. Essi non sono avanzati nella civilizzazione. Pertanto essi non credono nella trasmigrazione dell’anima. Non credono, evitano il problema più importante e pensano che in questa vita vivranno per cinquanta o sessanta anni facendo grandi, grandi progetti, saktāḥ, essendo attaccati materialmente. Saktāḥ karmani, scoprendo nuovi settori di attività. Avidvāṁsaḥ. Essi non sanno come impegnare l’intelligenza e il talento. Come dicevamo l’altro giorno pravṛttiṁ ca nivṛttiṁ ca na vidur āsurā janāḥ (BG 16.7). Non sanno come si dovrebbe impegnare la propria intelligenza e il proprio talento. Questa è la differenza tra un devatā e un asura. L’asura non lo sa. L’asura pensa che vivrà per sempre e lasciategli pianificare grandi, grandi progetti per avere le comodità materiali. Questa è la civiltà asurica. Ma non gli sarà permesso di rimanere qui. Duḥkhālayam aśāśvatam (BG 8.15). Questo è un luogo di sofferenza, in modo che possiamo comprendere la nostra posizione.

Ma questi sciocchi, non prendono in considerazione la sofferenza. Essi stanno facendo progetti per ottenere ancora più sofferenza. Questa è una civiltà sciocca. Non possono… I cosiddetti scienziati, fanno giochi di parole parlando di avanzamento. E come abbiamo detto stamattina, qualsiasi persona intelligente può chiedere, “Quindi, che cosa avete risolto? Che soluzione avete trovato ai problemi di nascita, morte, vecchiaia e malattia? Avete risolto questo problema?” A questa domanda non risponderanno di sì. “Sì, stiamo cercando la soluzione, tra qualche milione di anni potrà forse essere possibile.” Oppure anche… “Può darsi che vivremo per sempre.” Dicono così. Ora, chi potrà vivere milioni di anni per vedere, per confermare la vostra teoria? Ognuno sarà finito entro cinquanta, sessanta anni. Sarete… mascalzoni, anche per voi sarà la fine. E chi potrà vedere il risultato delle vostre azioni alla fine? Questo è ciò che sta accadendo. Pertanto è dovere della persona intelligente mostrare il giusto modo di vivere.

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