Sep 212017
 

Lettura dello Srimad Bhagavatam 01.02.20 – New York

Parliamo del Bhagavad-bhakti-yoga. Si tratta di un tipo di yoga, anzi del vero yoga. Il più elevato sistema di yoga è la Bhagavad-bhakti e il Bhagavad-bhakti-yoga inizia dall’“ādau gurv-āśrayaḥ”. Prima di tutto bisogna arrendersi al guru.
tad viddhi praṇipātena
paripraśnena sevayā
(BG 4.34)
L’iniziazione ufficiale non ha alcun significato. A meno che uno non sia completamente arreso al guru non c’è richiesta d’iniziazione: “Divya jñāna hṛde prokāśito”. Divya-jñāna significa “conoscenza trascendentale.” Coloro che giocano, imbrogliano con il concetto di guru assumendo un tono diplomatico e intrigante sono mascalzoni che non aiuteranno il Bhagavad-bhakti-yoga. Si possono ottenere alcune cose, qualche profitto materiale, ma la vita spirituale sarà rovinata. Il movimento per la coscienza di Kṛṣṇa è per l’illuminazione spirituale, non è fatto per ottenere soldi, per guadagnare. Questa non è coscienza di Kṛṣṇa. Caitanya Mahāprabhu insegna:
na dhanaṁ na janaṁ na sundarīṁ
kavitāṁ vā jagad-īśa kāmaye
(CC Antya 20.29, Śikṣāṣṭaka 4)
Na dhanaṁ. I materialisti cosa vogliono? Soldi. Vogliono molti seguaci e subordinati o una bella moglie. Questo è il materialismo. Mahāprabhu lo rifiuta, na dhanaṁ: “No, no. Io non voglio soldi”. Questo è l’insegnamento: “Na dhanaṁna na janaṁ”. Io non voglio governare su qualcuno.” Na dhanaṁ na janaṁ na sundarīṁ kavitāṁ. Non desidero immaginare una bella moglie. Non desidero queste cose, ma il Bhagavad-bhakti-yoga,
mama janmani janmanīśvare
bhavatād bhaktir ahaitukī tvayi
(CC Antya 20.29, Śikṣāṣṭaka 4)
Il Bhagavad-bhakta non vuole nemmeno la liberazione. Caitanya Mahāprabhu dice: “janmani janmani. Colui che è liberato non prende più nascita in questo mondo materiale. Coloro che sono impersonalisti si fondono nella radiosità dei raggi del corpo di Kṛṣṇa e coloro che sono devoti ottengono il permesso di entrare a Vaikuṇṭha o Goloka Vṛndāvana. Se vogliamo “prasanna mana”, sempre esultanza, seguiamo la vita spirituale. Fare alcuni piani restando sempre imbronciati non è vita spirituale. Nessuna persona materialista è piena di giubilo, ma al contrario è scontrosa, pensierosa, fuma sigarette e beve facendo qualche grande piano. A questo conduce il materialismo: “bhagavad-bhakti-yogataḥ prasanna-manaso”. Nella Bhagavad-gītā è scritto:
brahma-bhūtaḥ prasannātmā
na śocati na kāṅkṣati
(BG 18.54)
“Prasannātmā”, questa è vita spirituale. Quando entri nella vita spirituale non importa se sei incline ad entrambe le filosofie, impersonale o personale. Entrambe sono spiritualiste. La differenza sta nel fatto che gli impersonalisti pensano di essere spirito, che Dio è spirito e che per tale motivo siano una cosa sola. Noi ci fondiamo: “Sāyujya-mukti”. Kṛṣṇa da loro sāyujya-mukti, ma ciò non è molto sicuro perché “ānandamayo bhyāsāt ‘(Vedānta-sūtra 1.1.12)”. Ānanda, la vera ānanda, non può essere realizzata solo da se stessi. Bisogna essere in due. Amore dunque non vuol dire amare se stessi e meditare sull’amore. No. Ci dev’essere un’altra persona da amare: “dvaitavāda”. Non appena si giunge alla scuola della bhakti ci dev’essere dvaitavāda. Bisogna comprendere di essere in due, Kṛṣṇa e il Suo devoto. Lo scambio di Kṛṣṇa e il Suo servitore è chiamato bhakti. La relazione si chiama bhakti. Per questo è detto: “Bhagavad-bhakti-yogataḥ”. Non c’è monismo, unità. C’è sempre bhakta. Il devoto cerca di dare piacere a Kṛṣṇa.

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