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Jan 212017
 

Bhagavad-Gita 6.16-24 — Los Angeles, 177 febbraio 1969

Qui il suggerimento è che questo corpo è inutile, ma questo non significa che non dovremmo prendercene cura. Proprio come andando da un luogo ad un altro con la propria auto. Voi non siete questa macchina, ma poiché è necessario utilizzare l’auto per il vostro lavoro dovete prendervi cura anche della vettura. Ma non così tanto da essere solamente assorti negli affari della macchina e in nessun altra attività, come qualcuno troppo attaccato alla macchina e che la lucida tutto il giorno. Quindi non dovremmo essere troppo attaccati a questo corpo. Ma poiché con questo corpo dobbiamo eseguire la coscienza di Krishna, quindi dobbiamo anche mantenerlo in forma. Ciò si chiama yukta-vairāgya. Non lo si deve trascurare. Dovremo fare il bagno regolarmente, dovremo cibarlo regolarmente con buon cibo, kṛṣṇa-prasādam, mantenere la propria mente e il corpo sani. Ciò è necessario. Quindi il Movimento per la Coscienza di Krishna non dice semplicemente che sono tutte sciocchezze, di rinunciarvi artificialmente, e per compensare magari prendere alcune droghe, degli intossicanti, no. Prendete buon cibo. Krishna ha dato buon cibo. Frutta, cereali, latte… Si possono preparare centinaia e migliaia di buone preparazioni con queste granaglie, e lo stiamo facendo. Il nostro scopo invitandovi alla Festa della Domenica è di sostituire con kṛṣṇa-prasādam tutte le vostre sciocchezze alimentari che non sono salutari. Questo è un alimento sano. Cibo salutare, gradevole, cibo sano. Quindi: mangiare kṛṣṇa-prasādam, buon prasādam. Se la vostra lingua vuole buoni piatti possiamo fornirvene a centinaia, migliaia, offerti a Krishna. Samosā, e queste palline dolci, rasagullā, possiamo fornirvi tante cose. Non è vietato. Ma senza prenderne troppo. “Oh, è molto gustoso, lascatemi prendere una dozzina di rasagullā.” No, non prendeteli così. Così non va bene, quella è golosità. Dovreste semplicemente prenderne tanto da mantenere il vostro corpo in forma, questo è tutto. Si dovrebbe dormire tanto da mantenere il proprio corpo in forma, questo è tutto. Niente di più, yuktāhāra vihārasya yogo bhavati siddhi (BG 6.17). Questo si chiama yukta. Dovremmo mangiare semplicemente per mantenerci in condizioni di buona salute. Dormiremo semplicemente per mantenerci in buona salute. E se è possibile ridurre, è un bene, ma non a rischio di ammalarsi. Perché all’inizio, siccome siamo abituati a mangiare voracemente, non cercate artificialmente di mangiare meno. Mangiate, ma provate a ridurre. Perché più voi… Perciò è prescritto il digiuno. Almeno due digiuni obbligatori in un mese. E ci sono altri giorni di digiuno. Quanto più è possibile ridurre il sonno e il mangiare, più ci si mantiene in buona salute, soprattutto ai fini spirituali. Ma non artificialmente. Non artificialmente. Ma quando si avanza, naturalmente non vi si sentite… Ci sono esempi, proprio come Raghunātha dāsa Gosvāmī. Raghunātha dāsa Gosvāmī era figlio di un uomo molto ricco. E se ne andò da casa. Così si unì a Śrī Caitanya. Lasciò tutto, il padre, di cui era l’unico amato figlio, una moglie molto bella… E lasciò furtivamente, senza dire nulla. In un modo o nell’altro lasciò la casa. E il padre poteva capire che era andato da Śrī Caitanya a Purī. Inviò quindi quattro servitori, e poiché era molto ricco anche 400 rupie; cinquecento anni fa 400 rupie significano venti volte il valore attuale. Egli prima di tutto accettò: “Oh, li ha mandati mio padre, va bene.” Come spese i soldi? Invitò tutti i sannyāsī, e a Jagannātha Purī c’erano molti sannyāsī nell’ordine di rinuncia. E ogni mese offriva una festa. Poi, dopo pochi giorni, Śrī Caitanya domandò al Suo segretario Svarūpa Dāmodara: “Attualmente non ho ricevuto alcun invito da Raghunātha. Che cosa è successo?” — Oh, Signore, egli ha smesso di accettare i soldi di suo padre. “Oh, questo è molto bello. Aveva pensato: ‘Ho rinunciato a tutto e sto godendo i soldi di mio padre. E’ un’insensatezza’ e così li ha rifiutati. Aveva chiesto agli uomini: “Andate a casa. Non voglio i soldi.’ “E come vive allora?” —Oh, sta sulla scalinata del tempio di Jagannātha, e quando i sacerdoti tornano a casa con il loro prasādam gli offrono qualcosa, e lui è soddisfatto con quello. Così Caitanya Mahāprabhu disse: “Oh, così va bene. Ottimo.” Poi Caitanya Mahāprabhu Si chiese come si fosse stabilito e andò a vederlo. Raghunātha dāsa Gosvāmī, dopo pochi di giorni, cessò di stabilirsi lì quindi Caitanya Mahāprabhu chiese al Suo segretario: “Non vedo Raghunātha. Cosa sta facendo?” —Signore, ha rinunciato a quel posto perché pensava: ‘Oh, sono quì proprio come una prostituta, qualcuno verrà a mi darà qualcosa… No no, non mi piace questo’ “Oh, molto bene. E allora come fa a mangiare?” —Raccoglie il riso scartato dalla cucina, e mangia quello. Quindi, per incoraggiare Raghunātha dāsa Gosvāmī, un giorno Caitanya Mahāprabhu andò nella sua stanza. “Raghunātha? Ho sentito che stai mangiando molto bene, e non Mi stai invitando?” Lui non rispondeva. Quindi trovò dove teneva il riso, Lo prese e cominciò subito a mangiare. —Signore, non mangiatelo, non è appropriato per Voi. “Oh! E’ prasādam di Jagannātha, perché dici che non è appropriato?” Proprio per incoraggiarlo. Perché non pensasse: “Sto mangiando dei rifiuti”. In questo modo, Raghunātha dāsa Gosvāmī ridusse il suo cibo in definitiva, a giorni alterni, solo un pezzo di burro, ciò era abbastanza. E sta offrendo rispetti, inchinandosi anche centinaia di volte, e canta tante volte. Saṅkhyā-pūrvaka-nāma, l’avete sentito cantando la canzone ai Sei Gosvāmī. Saṅkhyā-pūrvaka-nāma-gāna-natibhiḥ kālāvasānī-kṛtau. Quindi ci sono molti begli esempi per ridurre tutte le necessità materiali fino ad annullarle. Ma non è possibile per tutti. Non cercate di imitare Raghunātha dāsa Gosvāmī; Poiché erano compagni di Śrī Caitanya, ognuno di loro ha mostrato qualche esempio, un esempio unico di come si può avanzare nella coscienza di Krishna. Ma il nostro lavoro non è quello di imitarli, ma cercare di seguirli. Provate a seguirli per quanto possibile,ma non artificialmente. Perciò qui si dice ‘Nessuno può diventare uno yogī’ Se tentate di diventare immediatamente Raghunātha dāsa Gosvāmī imitandolo, non ci riuscirete. Qualunque progresso abbiate fatto sarà esaurito. No. Non così. Voi mangiate. Ma non mangiate troppo. È tutto. Mangiare di più non va bene. Mangiate. Se siete un elefante mangiate 100 chili, ma se siete formica mangiate un chicco. Non mangiate 100 chili imitando l’elefante. Vedete? Dio ha dato cibo per l’elefante e la formica: in realtà, se siete un elefante mangiate come un elefante, ma se siete formica, non mangiate come l’elefante, altrimenti avrete dei problemi. Così qui si dice: ‘Nessuno può diventare uno yogī, o Arjuna, e mangia troppo o troppo poco.” Un giusto programma. Non mangiate troppo poco. Mangiate tutto ciò che è richiesto. Ma non mangiate di più. Allo stesso modo, non dormite di più, se potete. Mantenetevi in perfetta salute, ma cercare di ridurre. Supponiamo che dormiate dieci ore. Ma se mi tengo in forma dormendo cinque ore, perché dovrei dormire dieci ore? Quindi questo è il metodo. Non fate nulla artificialmente. Per quanto riguarda il corpo, abbiamo quattro richieste: mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi. Il difetto è che nella civiltà moderna pensano che questo mangiare, dormire, sia molto bello poterlo incrementare. Se siamo in grado di dormire tutto il giorno e la notte di Sabato e Domenica, è un grande profitto, un godimento. Questa è la civiltà. Pensano che è sia un’opportunità godersi la vita dormendo 30 ore al giorno. Vedete? No. Non fatelo. Riducetelo. Cercate di ridurre, ma non artificialmente.

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