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Jul 302016
 

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Bhagavad-Gita 2.6 — Londra, 6 agosto 1973

Quindi questo problema di combattimenti. Dobbiamo capire che lo spirito di lottare c’è in ognuno di noi. Non lo puoi controllare, non lo si può fermare. Non possiamo dire stop. I filosofi o māyāvādī dicono “Ferma questa cosa”, ma ciò non è possibile. Non si può fermare. Perché siete vive entità, avete tutte queste propensioni. Come la si può fermare? Piuttosto dovrebbe essere utilizzata correttamente. Questo è tutto. Hai avuto lo spirito combattivo. Come utilizzarlo? Narottama dāsa Ṭhākura raccomanda: krodha bhakta-dveṣī-jane “Coloro che sono invidiosi di Dio o dei devoti di Dio, si può utilizzare la propria rabbia su di loro” È possibile utilizzarla. Alla rabbia non si può rinunciare. Il nostro affare è come utilizzarla. Questa è coscienza di Krishna. Tutto deve essere utilizzato. Non diciamo : “Ferma questo, ferma quello”. No. Krishna dice, yat karoṣi, yaj juhosi, yad aśnāsi, yat tapasyasi kuruśva tad mad-arpanam (BG 9.27) yat karoṣi. Krishna non dice: “Fai questo, fai quello” Egli dice: “Qualunque cosa tu faccia, il risultato dovrebbe venire a me” quì la funzione di Arjuna è che non deve combattere per se stesso; ma sta pensando solo in termini di se stesso. Egli dice, te avasthitaḥ pramukhe dhārtarāṣṭrāḥ yān eva hatvā na jijīviṣāmas: (BG 2.6) “Sono i miei fratelli, parenti. Se muoiono… Noi non vogliamo morire. Ora sono davanti a me. Devo ucciderli?” Sta pensando ancora in termini di soddisfazione propria. Sta preparando le circostanze; come i materialisti, che pensano in termini di soddisfazione personale. Ciò dev’essere abbandonato. Non la soddisfazione personale, la soddisfazione di Krishna. Questa è coscienza di Krishna. Qualunque cosa tu faccia, non importa. Dovete provarlo a fare qualsiasi cosa per Krishna. Questa è la vostra perfezione. Non semplice perfezione, ma perfezione della vostra missione nella vita umana. Questa vita umana è fatta per questo scopo. Siccome la vita degli animali è minore di quella della forma umana, essi sono addestrati nella perfezione del senso di gratificazione, di soddisfazione personale. Non hanno il sentimento che “Anche gli altri animali…” Quando c’è qualche cosa commestibile, come un cane, egli penserà: “Come posso averlo?” Egli non penserà mai a come altri cani saranno anche in grado di prenderlo. Questa non è natura animale. Natura animale significa loro propria soddisfazione. Non si tratta di “Amici miei, miei familiari” non condividono nemmeno con i propri figli. Potreste averlo visto. Se c’è del cibo, sia il cane che i suoi cuccioli tutti cercano di prenderlo dalla propria parte. Questo è l’animale. Così, quando questa cosa è cambiata per Krishna, quella è vita umana. Questa è la differenza con la vita animale. E ciò è anche molto difficile. Pertanto l’intera istruzione è lì, nella Bhagavad-gītā, come insegnare alla gente agire per Krishna, agire per Dio, non per il proprio interesse personale,altrimenti ci si intrappola. yajñārthāt karmaṇaḥ anyatra loko ‘yam karma-bandhanaḥ (BG 3.9). Qualsiasi cosa tu faccia, produrrà qualche reazione, e dovrai godere o soffrire di quella reazione. Tutto ciò che fai. Ma se lo fai per Krishna, non c’è più reazione. Questa è la vostra libertà. yogah karmasu kauśalam (BG 2.50). E’ detto nella Bhagavad-Gita. yoga, essere in contatto con Krishna, questo è il segreto del successo. E in questo mondo materiale, lavorando,…altrimenti, qualsiasi cosa stiate facendo, a qualunque cosa si stia lavorando, si produrrà qualche reazione e si dovrà godere o soffrire.
Quindi, ecco ancora una volta, la stessa cosa. Arjuna sta pensando in questi termini na caitad vidmaḥ kataran no garīyo (BG 2.6) è perplesso, “Quale, quale parte sarà gloriosa? Dovrei smettere di combattere, non combattere?” Nei prossimi versi lo si vedrà. Quando si è in tale perplessità, “cosa fare e cosa non fare” così, al fine di ottenere la giusta direzione, è necessario avvicinare il maestro spirituale. Ciò sarà fatto nel verso seguente. Arjuna dirà: “Non lo so. Ora sono perplesso. Anche se so che combattere è mio dovere di kṣatriya, ancora sto esitando. Sto esitando sul mio dovere. Così dunque sono perplesso. Perciò Krishna mi sottometto a Te”. Precedentemente parlava proprio come un amico. Ora egli sarà pronto a prendere lezione da Krishna.

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