Nov 122016
 

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Bhagavad-Gita 2.62-72 — Los Angeles, 19 dicembre 1968

Prabhupāda: Il nostro criterio è tat-paratvena nirmalam (CC Madhya 19.170). È possibile purificare le attività dei sensi impegnandosi nella coscienza di Krishna. I sensi allora non vi disturberanno. Se volete controllare i sensi prima di tutto è necessario controllare la lingua; poi sarete in grado di controllare gli altri sensi molto facilmente. Quindi, date alla lingua l’impegno di cantare Hare Krishna e di gustare kṛṣṇa-prasādam e vi accorgerete che gli altri sensi sono già controllati. Questa è la chiave del controllo dei sensi, la lingua. E se date privilegi e indulgenza alla lingua non sarete mai in grado di controllare gli altri sensi. Questo è il segreto del controllo dei sensi. Prosegui.
Tamāla Kṛṣṇa: Verso 69: “Quella che per tutti gli esseri è la notte, è il tempo della veglia per chi ha il controllo di sé; e il tempo di veglia di tutti gli esseri è la notte per il saggio introspettivo”. SPIEGAZIONE: “Ci sono due tipi di uomini intelligenti. Uno è intelligente nelle attività materiali per il piacere dei sensi, e l’altro è introspettivo e attento a coltivare la realizzazione del sé. Le azioni del saggio, dell’uomo introspettivo, sono la notte per l’uomo assorto nella materia. I materialisti rimangono addormentati durante tale notte a causa del loro ignorare la realizzazione del sé. Il saggio introspettivo, tuttavia, rimane vigile in quella che è la notte per l’uomo materialista.”
Prabhupāda: Per notte s’intende quando le persone dormono, e per giorno s’intende quando sono svegli. Questa è la comprensione del giorno e della notte. I materialisti quindi dormono per ciò che riguarda la comprensione spirituale. Per questo le attività che troviamo nel giorno della persona materialista in realtà sono notte. Lo spiritualista vede quelle persone che hanno ottenuto la forma umana, e quindi la possibilità di realizzare il sé, come se stessero perdendo tempo dormendo. E i materialisti vedono questi giovani ragazzi coscienti di Krishna che hanno rinunciato a tutto e cantano Hare Krishna, come se fosse una sciocchezza, che stanno dormendo. Vedete? Nella visione della persona materialista queste attività sono la notte, il sonno. E per la persona realizzata nel sé, quelle altre attività sono il dormire. Vedete? Proprio il contrario. Gli altri vedono la persona cosciente di Krishna come perditempo; e la persona cosciente di Krishna vede loro come dei perditempo. Questa è la situazione. Prosegui.
Tamāla Kṛṣṇa: “Tali saggi provano un piacere trascendentale nel graduale progresso della cultura spirituale, mentre l’uomo impegnato in attività materiali, ‘addormentato’ nella realizzazione del sé, sogna una varietà di piaceri dei sensi”.
Prabhupāda: Sì. Stanno sognando: “Adesso faremo questo. La prossima volta avrò questo. La prossima volta avrò quest’altro. La prossima volta ucciderò quel nemico. La prossima volta devo fare questo…” Pianificano in questo modo. Prosegui.
Tamāla Kṛṣṇa: “… sentendosi a volte felice e a volte afflitto nella sua condizione di sonno. L’uomo introspettivo è sempre indifferente alla felicità e al dolore materiali.”
Prabhupāda: L’uomo introspettivo che cerca la realizzazione del sé lo sa molto bene. “Supponiamo che io faccia in futuro certi grandi affari, o che io possa costruire un grande grattacielo”, essendo introspettivi sapremo: “Cosa ne farò di tutte queste cose? Non appena esco da questa fase, tutto rimane qui; io prendo un’altra forma di corpo e inizia un’altra vita.” Questa è l’introspezione.

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