Dec 252016
 

Srimad-Bhagavatan 1.7.36-37 — Vrndavana, 29 settembre 1976

Solo Krishna vi può proteggere, nessun altro. Se sapete questo, allora non siete pramatta. E se non sapete questo, se siete mascalzoni, allora siete pramatta. Solo Krishna. Perciò Krishna dice, assicura: sarva-dharmān parityajya mām ekaṁ śaraṇaṁ vraja (BG 18.66). suhṛdaṁ sarva-bhūtānām (BG 5.29): “Sono l’amico di tutti. Io posso darti protezione”. ahaṁ tvāṁ sarva-pāpebhyo mokṣayiṣyāmi. Quindi dovete prendere rifugio in Krishna; altrimenti siete un pramatta, un mascalzone, mūḍha. Krishna consiglia: “Fai questo”. Ma noi siamo mascalzoni, pramatta. Noi pensiamo: “Mio figlio mi darà protezione, mia moglie darà protezione, il mio amico mi darà la protezione, il governo darà protezione”. Tutte queste sono sciocchezze, pramatta. Questo è il significato di pramatta. Cercate di capire. pramattaḥ tasya nidhanaṁ paśyann api (SB 2.1.4).
Un’altro pramatta è colui che impazzisce per il piacere dei sensi. Nūnaṁ pramattaḥ kurute vikarma (SB 5.5.4). C’è un altro verso, nūnaṁ pramattaḥ. Coloro che sono pramatta, coloro che non hanno responsabilità nella vita, a volte rubano senza necessità e fanno tante cose sbagliate – vikarma. Perché? pramatta, anch’essi dei pazzi, nunam pramattaḥ kurute vikarma (SB 5.5.4). Perché ci si prende il rischio di essere puniti? Supponiamo che un uomo sta rubando. Egli sarà punito. Sia dalle leggi dello Stato o dalle leggi della natura, o di Dio, lui sarà punito. Egli può sfuggire alle leggi dello Stato, ma non può sfuggire alle leggi della natura, o di Dio: prakṛteḥ kriyamāṇāni guṇaiḥ karmāṇi (BG 3.27). Non è possibile. Proprio come per le leggi della natura: se contrai una malattia è perché sei punito, dovrai essere punito, soffrirai di quella malattia. Questa è la punizione. Non si può sfuggire. E nello stesso modo per qualsiasi cosa tu faccia, kāraṇaṁ guṇa-saṅgo ‘sya (BG 13.22). Se si vive come un gatto o un cane questa è un’infezione dell’influenza dell’ignoranza, guṇa, e allora la vostra prossima vita diventate un cane. Dovete essere puniti. Questa è la legge della natura. Dunque, uno che non conosce tutte queste leggi commette tante attività peccaminose, vikarma. Karma, vikarma, akarma. Karma significa ciò che è prescritto’. guṇa-karma. guṇa-karma-vibhāgaśaḥ (BG 4.13). Negli śāstra si dice che il vostro karma è in accordo a come avete sviluppato un certo tipo di influenze della natura; se seguite il brāhmaṇa-karma, lo kṣatriya-karma, il vaiśya-karma. E’ dovere del maestro spirituale e degli śāstra designare; se uno è brahmacārī allora “Lavora in questo modo”, o: “Agisci come un brāhmaṇa”, “Agisci da kṣatriya”, “Lavora come un vaiśya”; e agli altri: “Da Śūdra”. Quindi questa divisione viene fatta dal maestro spirituale. Come? Yasya yal lakṣaṇaṁ proktaṁ varṇābhivyañjakam (SB 7.11.35). Il maestro spirituale dirà: “Agisci in questo modo.” Ciò dovrebbe venire determinato, cioè il karma, guṇa-karma. Il maestro spirituale vede che si hanno queste qualità, che sono naturali. Proprio come nella scuola, all’università: qualcuno viene addestrato come uno scienziato, qualcuno è addestrato da ingegnere, da medico, avvocato. Secondo la tendenza, la psicologia attitudinale dello studente, gli si consiglia di seguire un certo indirizzo. E allo stesso modo queste quattro divisioni della società; è molto scientifico. Così, per l’insegnamento del guru quando si è alla gurukula, sarà specificato un particolare tipo di dovere, e se lo si fa con fede… Sva-karmaṇā tam abhyarcya (BG 18.46). Il vero scopo è la coscienza di Krishna. E secondo il suo guṇa e karma uno viene impegnato in un particolare dovere occupazionale.
Non c’è nulla di sbagliato a condizione che sia inteso per la soddisfazione di Krishna. Ataḥ pumbhir dvija-śreṣṭhā varṇāśrama-vibhāgaśaḥ (SB 1.2.13). Ci deve essere questo varṇāśrama-vibhāga; ma qual è lo scopo del varṇāśrama? Diventando semplicemente brāhmaṇa uno avrà successo? No. Nessuno può avere successo a meno che non soddisfi Krishna. Questo è vero successo.

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