Jan 152017
 

di Srutakirti dasa

Settembre 1974, Iskcon Calcutta

Al tempio di Calcutta nel 1973, io divenni cosciente che a Srila Prabhupada piaceva la cucina bengali, ma durante il mio servizio perosnali a lui, non mangiava cibo bengali molto spesso. Anche quando stava a Calcutta, lui onorava il pasadam preparato dai suoi discepoli occidentali. Il problema era che quelle gstosissime preparaziopni bengali contenevano parecchio olio di mostarda che Srila Prabhupada diceva spesso
“Per me e’ molto difficile da digerire.”
Un giorno al tempio di Calcutta, Tamala Krsna Maharaja entrò nelle stanze di Srila Prabhupada e offri’ gli omaggi. Srila Prabhupada, seduto confortevomente dietro il suo tavolo, sembrava piuì effulgente che mai. Tamala Krsna Maharaja chiese:
“Non hai detto che l’olio di mostarda e’ per le’sterno del corpo e che il ghee è per l’interno?”
Srila Prabhupada sorrise e replicò:
“Si’.”
Tamala Krsna Maharaja continuò:
“Allora questo significa che non dovremo usare olòio di mostarda per cucinare? Qualche volta i devoti usano l’olio di mostarda per cucinare. Io non penso sia una uona idea.”
Srila Prabhupada ridacchiò e disse:
“Si’, però l’olio di mostarda è molto saporito. Fa i vegetali gustare di prima classe. taste first class. Per questo in Bengala tutti usano l’olio di mostarda per cucinare. E’ molto gustoso.”
Quando Srila Prabhupada stava in Bengala, qualche volta sua sorella veniva al tempio e cucinava per lui. Quetso erea una benedizione mista. Tutti noi sapevamo che Pishima, la sorella di Srila Prabhupada, nascondeva l’olio di mostarda sotto il suo sari e che lo usava per cucinare per il suo amato fratello. Come Srila Prabhupada, anche lei aveva un modo di ascoltare quello che noi dicevamo e poi fare quello che voleva. Srila Prabhupada mangiava quello che lei cucinava e ogni tanto si lamentava dicendo:
“La sua cucina mi ha fatto sentire male.”
Usando un umorismo nero, continuava:
“Io penso che lei stia cercando di uccidermi.”
Qualche volta lo irmproveravo come un parente preoccupato dicendo:
“Srila Prabhupada, tu non ti ammali quando mangi il prasadam cucinato nel tuo cooker, ma quando magni quello che tua sorella ti preparaa, ti ammali.”
Lui replicava con convinzione:
“Si’! Non darmi nient’altro. Lasciamo mangiare solo quello che tu cucini. Se ia sorella mi da qualcosa, mangialo tu, se ti va. Io non voglio mangiarlo.”
Ma poi lui faceva come voleva lui.
Una volta un discepolo di un suo confratello, un brahmacari Bengali, venne a trovare Srila Prabhupada nel suo appartamento di Juhi. Lui era un ottimo cuoco e si offri’ di cucinare a Srila Prabhupada dello shukta, uno stufato di vegetale amaro. Io guardavo il giovane devoto mentre molto espertamente friggeva grossi pezzi di vegetale, incluso melone amaro. Quando ebbe finito c’era una grossa pentola di zupppa molto amara e oliosa. Srila Prabhupada gustò ogni boccone. Disse:
“Questa cosa è fantastica. Srutakirti, tu devi imparare. Falla in questo modo. Questo è di prima classe.”

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